"Meno regole e Stato. L’assalto di Tremonti", di Bianca Di Giovanni
Giulio Tremonti predica la sua deregulation anche davanti alla platea sindacale della Cisl, che a quanto pare si mostra più calorosa nei suoi confronti che non quella confindustriale di Santa Margherita Ligure. Almeno a giudicare dagli applausi. Il leader Raffaele Bonanni gli regala anche una maglietta: così il grande abbraccio è sancito. Alla festa dei cislini a Levico Terme il ministro rilancia il suo ultimo totem: modificare la Costituzione per sancire i principi della libertà d’impresa. Poi, infila l’elmetto e si mette in trincea sulla manovra e sul caso Pomigliano. Il combinato disposto è stringente: niente regole, meno Stato, meno contratti. «Sono onorato di parlare davanti a una platea di uomini liberi e forti – esordisce il tributarista di Sondrio – Purtroppo ci sono casi di uomini che sono forti ma non sono liberi, non sono liberi da pregiudizi, da ideologie, da limiti che credo debbano essere superati». Gli risponderà in giornata Guglielmo Epifani, con un terzo aggettivo: «uomini liberi, forti e giusti». MEDIO EVO In Italia esiste un«delirio di legislazione labirintica che ci ha …
