Tutti gli articoli relativi a: economia

"Meno regole e Stato. L’assalto di Tremonti", di Bianca Di Giovanni

Giulio Tremonti predica la sua deregulation anche davanti alla platea sindacale della Cisl, che a quanto pare si mostra più calorosa nei suoi confronti che non quella confindustriale di Santa Margherita Ligure. Almeno a giudicare dagli applausi. Il leader Raffaele Bonanni gli regala anche una maglietta: così il grande abbraccio è sancito. Alla festa dei cislini a Levico Terme il ministro rilancia il suo ultimo totem: modificare la Costituzione per sancire i principi della libertà d’impresa. Poi, infila l’elmetto e si mette in trincea sulla manovra e sul caso Pomigliano. Il combinato disposto è stringente: niente regole, meno Stato, meno contratti. «Sono onorato di parlare davanti a una platea di uomini liberi e forti – esordisce il tributarista di Sondrio – Purtroppo ci sono casi di uomini che sono forti ma non sono liberi, non sono liberi da pregiudizi, da ideologie, da limiti che credo debbano essere superati». Gli risponderà in giornata Guglielmo Epifani, con un terzo aggettivo: «uomini liberi, forti e giusti». MEDIO EVO In Italia esiste un«delirio di legislazione labirintica che ci ha …

"Berlino verso la stangata sui ricchi", di Roberto Petrini

Tassa già decisa da Spagna, Francia e Regno Unito. L´Italia non la prevede. Siamo anche uno dei pochissimi Paesi a non colpire le rendite di tipo finanziario. L´euroausterity non è fatta solo di tagli alla spesa pubblica e sacrifici per gli statali, ma arriva anche l´aumento delle tasse. Per ora solo l´Italia sembra smarcarsi dalla nuova tendenza continentale, che attraversa trasversalmente destra e sinistra, e che per recuperare risorse e per dare il senso dell´equità alle manovre di bilancio, non esita a ritoccare le aliquote per i redditi alti, ad elevare il prelievo su rendite finanziarie, stock option e superstipendi. A rompere il tabu anche il governo di centrodestra tedesco di Angela Merkel: proprio ieri il ministro delle Finanze Schaeuble non ha escluso un aumento dell´aliquota Irpef più alta oggi ferma al 42%. Gordon Brown, prima di cedere il passo al conservatore Cameron, nei mesi scorsi aveva già provveduto ad introdurre una nuova aliquota massima del 50% oltre le 150 mila sterline di reddito e il nuovo governo non sembra intenzionato a fare retromarcia. I …

Il pacco regalo di Tremonti «Mani libere per le imprese», di Bianca Di Giovanni

Arriva al convegno dei giovani imprenditori senza risorse da offrire, ma con una promessa: subito, già al consiglio della prossima settimana avrete la libertà di impresa. Subito una legge sulle liberalizzazione, poi la «blindatura» con la riforma costituzionale. Parola di Giulio Tremonti. Ma il pacchetto regalo non ottiene il successo sperato: il ministro non passa a pieni voti l’ «esame» degli imprenditori. Pochi minuti dopo il suo intervento, infatti, la presidente Emma Marcegaglia rilancia: «Vogliamo subito un tavolo per la riforma fiscale, che non può più aspettare». Insomma, si torna alle tasse, prima tanto sventolate e oggi completamente ignorate dal titolare del Tesoro, che non cita mai la partita tributaria. Chiaro che la crisi ha tagliato le ali a qualsiasi illusione fiscale. Ma il «piatto» che offre in questa manovra è davvero troppo misero. «Dobbiamo fare come la Germania – avverte la presidente – Rigore sì, ma anche crescita, scuola, ricerca e infrastrutture «. In Italia tutto questo manca. PROMESSA Il ministro inizia il suo intervento con una battuta bifronte. «Io non scendo in campo», …

«Così distruggono la pubblica amministrazione», di Oriano Giovanelli

Al mio comune, Pesaro, nel 2011 verranno tagliati oltre 3 milioni di euro e oltre 5 milioni nel 2012. Questo è l’effetto concreto della manovra appena varata dal governo ed ora all’esame del senato. Ma non basta: con la previsione di un tetto massimo del 40% alle spese per il personale sono a rischio numerosi contratti a termine (una situazione analoga si creerà nella sanità) i quali, è proprio il caso di dirlo, non sono figure professionali aggiuntive ad una dotazione organica sufficiente a mandare avanti i servizi, ma la conseguenza pratica di anni di blocchi più o meno rigidi delle assunzioni. Si tratta cioè di personale per lo più giovane, indispensabile per fare funzionare i servizi per gli anziani, per l’infanzia ecc. Perché è questa una delle perversioni peggiori delle scelte operate dal governo: colpire i comuni che maggiormente si sono dotati di servizi, che hanno cioè dato vita ad un forte e strutturato sistema di welfare locale. Per questi stessi motivi un altro soggetto destinato a pagare un prezzo carissimo sarà la cooperazione …

"Pensioni, ricatto alle donne. Bankitalia, presto un’altra stangata", di Bianca Di Giovanni

Per ora pagano le donne. Il consiglio dei ministri ha trovato un accordo sulla norma che innalza a 65anni l’età di pensione di vecchiaia per le donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012, con uno scalone unico. Detto, fatto: la norma sarà inserita con un emendamento alla manovra. Ci si aspetta ora una grande fuga dal lavoro, con effetti devastanti sui conti. Anche da quel fronte arrivano brutte notizie. Secondo Bankitalia la manovra appena varata potrebbe non bastare. Gli effetti recessivi delle misure renderebbero difficile centrare l’obiettivo di deficit al 2,7% del Pil nel 2012. Secondo la Banca «la manovra potrebbe cumulativamente ridurre la crescita del Pil di poco più di mezzo punto percentuale attraverso una compressione dei consumi e degli investimenti ». L’entità della correzione, secondo quanto riferisce in Senato il direttore centrale dell’Istituto Salvatore Rossi, appare adeguata a raggiungere gli obbiettivi di indebitamento netto nel quadro macroeconomico delineato dal governo, ma«potrebbero essere necessari ulteriori interventi qualora si presentasse uno scenario più sfavorevole ». L’indicazione sembra confermare indiscrezioni filtrate anche dal ministero dell’economia, …

Per la crescita, per l’equità, per il lavoro

La manovra di finanza pubblica in discussione al Senato (il decimo intervento correttivo in due anni di governo), è dovuta alle scelte elettorali ed agli errori di politica economica compiuti dal Governo Berlusconi negli ultimi due anni. Per valutare l’impatto di scelte ed errori, va ricordato che il Governo Berlusconi, a maggio 2008, ha ereditato un quadro di finanza pubblica ricondotto su binari di sostenibilità, dopo il deragliamento causato dal Ministro Tremonti nel periodo 2001-2006. Infatti, il Governo Prodi a maggio 2006 trovò una procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea per deficit eccessivo e un debito pubblico in risalita dopo 13 anni di calo. Dopo due anni, il centrosinistra consegnò al Governo Berlusconi-Tremonti un bilancio pubblico con un saldo primario strutturale al 2% ed un debito ricondotto in discesa. La forza del risanamento avviato è documentata dal risultato di indebitamento 2008: nonostante la contrazione dell’economia (-1%), l’assenza di interventi correttivi in corso d’anno e l’abbandono della lotta all’evasione, il deficit 2008 si è fermato al 2,7% del Pil. Tra le cause elettorali della manovra, …

"Pronto chi non parla? Una legge infelice", di Stefano Folli

Se è vero, come assicura il presidente del Consiglio, che per varare la legge sulle intercettazioni ci sono voluti due anni di preparativi, il meno che si possa dire è che questo tempo poteva essere speso meglio. Ieri la decisione di porre la fiducia al Senato sul testo ha suggellato un provvedimento nato male e cresciuto sbilenco al punto da risultare farraginoso e contraddittorio, forse incostituzionale in qualche sua parte. Non un grande risultato per due anni di lavoro. Sono scontenti coloro che volevano (a ragione) una più sicura tutela della «privacy». E sono inquieti coloro che fin dall’inizio erano preoccupati per l’esercizio della libertà d’informazione e per la tutela delle indagini giudiziarie. La lunga trattativa all’interno della maggioranza, protagonista il presidente della Camera, non ha portato – spiace dirlo – a correzioni abbastanza significative. Ritocchi e aggiustamenti, certo; qualche miglioramento, senza dubbio. Ma nel complesso troppo parziali per dare un senso compiutamente liberale alle misure che il parlamento è chiamato ad approvare. Forse questo è il punto cruciale. Esiste il problema delle intercettazioni e …