Tutti gli articoli relativi a: economia

"Crisi e ricerca: Roma taglia, Berlino investe", di Pietro Greco

Berlino, giugno 2010. Posto di fronte alla necessità di dare il buon esempio e contribuire a stabilizzare sia la moneta sia la stessa economia dell’Unione europea riportando in ordine i conti pubblici, il governo tedesco di centrodestra guidato da Angela Merkel ha varato una dura manovra di bilancio. La più dura del dopoguerra: 80 miliardi di euro di tagli da qui al 2014 che incideranno molto sul welfare della Germania. Roma, giugno 2010. Posto di fronte alla necessità di dare il buon esempio e contribuire a stabilizzare moneta ed economia dell’Unione riportando in ordine i conti pubblici (molto meno in ordine di quelli tedeschi), il governo italiano di centrodestra (più di destra che di centro, per la verità) di Silvio Berlusconi ha varato una manovra di bilancio di portata analoga: 24,9 miliardi di euro in due anni che incideranno molto sul welfare dell’Italia. Ma le analogie tra le due manovre si fermano qui. Mentre, infatti, a Berlino la mano severa di Angela Merkel taglia 80 miliardi di welfare da qui al 2014, l’altra mano, saggia, …

Ichino: "Proposta choc. Tremonti abbassi le tasse alle lavoratrici", di Carlo Bertini

Credo sia giusto accettare questo vincolo non considerandolo una sconfitta nè subendolo, ma assumendo come interesse nazionale prioritario questo passaggio ad un nuovo equilibrio. Bisogna cogliere questa occasione preziosa che l’Europa ci offre per uscire dal nostro vecchio “equilibrio mediterraneo” anche perché i periodi di grave crisi sono quelli in cui scelte del genere si possono fare con maggiore incisività». Il senatore Pietro Ichino, uno dei massimi esperti italiani di diritto del lavoro, è solito assumere posizioni controcorrente nel suo partito, il PD. Ma in questo caso va anche oltre, rivolgendo una «proposta choc» a Tremonti. Cosa dovrebbe fare il governo, professore? «L’Europa non ci chiede soltanto questa misura di parità previdenziale, ma anche un drastico aumento del tasso di occupazione femminile, dal 46% al 60%. Noi oggi siamo gravemente inadempienti su entrambi i fronti. L’Europa ci chiede di non usare anche le. pensioni per tenere le donne lontane dal lavoro professionale e l’Italia ha bisogno proprio di questo per ripartire». Intanto è giusto mettersi in regola sulle pensioni? «Sì e aggiungo che per ogni …

"La previdenza flessibile", di Tito Boeri

La nostra infrazione è figlia di un´entrata in vigore troppo lenta della riforma che ha introdotto il sistema contributivo. La Svezia invece ha previsto una transizione molto più rapida. È passata una sola settimana e il governo deve tornare a mettere mano al capitolo pensioni. Anche questa volta colpendo soprattutto le donne. Vediamo perché, come si è arrivati a questa situazione, quali risparmi siano conseguibili con le misure che il governo si appresta a varare e come cercare di ridurre le iniquità di questi interventi. La Commissione Europea non interviene sui regimi previdenziali degli stati membri, non ne ha la facoltà. Deve però garantire, come guardiana del Trattato istitutivo della Comunità Europea, una parità di trattamento tra uomini e donne da parte dei loro datori di lavoro. Lo Stato è il datore di lavoro dei pubblici dipendenti. Come tale, secondo la Corte di giustizia europea, non può trattare diversamente uomini e donne, offrendo a queste ultime la possibilità di andare in pensione a 60 anziché a 65 anni. Se lo Stato non è datore di …

"L'impresa e l'alibi dell'articolo 41", di Michele Ainis

La Carta costituzionale è al contempo la carta d’identità di un popolo. Ne elenca i tratti culturali, anziché quelli somatici. Poiché in Italia nessuno la conosce, significa che non abbiamo idea di cosa siamo. Peggio: significa che ci sentiamo liberi di plasmare ogni mattina i nostri connotati, senza preoccuparci della fotografia scattata dai Costituenti. Ma c’è un’insidia più grave dell’oblio: il falso ricordo, tanto più se procurato con l’inganno. Un esempio potrà forse aiutarci a risvegliare la memoria. Quale? L’art. 41 della Costituzione. Urge cambiarlo, ha detto nei giorni scorsi il ministro dell’Economia. Altrimenti la libertà d’impresa rimarrà per sempre una chimera, ostaggio d’uno Stato ficcanaso. Applausi bipartisan, con l’opposizione – da Morando a Violante – pronta a concorrere a questa rivoluzione liberale. E i cittadini? Avranno pensato che quella norma l’aveva vergata di suo pugno Stalin, che la Costituzione italiana del 1947 sia una ristampa anastatica della Costituzione sovietica del 1936. Poiché il professor Tremonti è persona colta, lui certamente sa cosa c’è scritto nei tre commi dell’art. 41. Noi invece dei nostri studi …

Condono story

Ci sono alcuni punti saldi della storia di Berlusconi capo del governo: dal 1994 ha coperto l’Italia di promesse senza mantenerle mai e ha garantito diverse forme di condono a tutti i furbetti che in qualche modo sono riusciti a rientrare nel sistema del “rispetto della legge”. Legge che a seconda dell’utilità personale, venivano modificate o abrogate per rendere il capo sempre un gradino al disopra da ogni di ogni sospetto o condanna. Ogni volta la stessa frase: condoni mai! Poi, la stessa pratica, fatta di giustificazioni e smentite: siamo stati fraintesi. Si è cominciato nel 1994 con il primo condono edilizio seguito dal concordato fiscale del 1995; nel 2001 è arrivato il primo scudo fiscale insieme ad una raffica di sanatorie tributarie; nel 2003 il cosiddetto condono fiscale tombale e il concordato fiscale preventivo; sempre nel 2003 un nuovo condono edilizio e, per non smentirsi troppo, la proroga del condono tombale nel 2004; la saga è stata interrotta solo per fatto che Berlusconi ha perso le elezioni del 2006, ma una volta di nuovo …

"Ora si rischia l'aumento delle tariffe", di Alberto Orioli

Se i tagli ai costi della politica sono “immagine”, le tasse – come sempre – sono la sostanza della manovra. E a maggior ragione nel decreto legge messo in campo per evitare quel rischio Grecia paventato, a poche ore dal varo del testo, da Gianni Letta con inusuale – eppur voluto – linguaggio allarmista. Ma di tasse, di aumento delle tasse, nella manovra non si parla. Anzi, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, ha escluso più volte ogni ritocco d’imposta all’insù, nel paese che già ora è tra i primatisti della pressione fiscale in Europa e dove il fardello della tassazione pesa – in media – molto di più sui contribuenti fedeli e onesti. È molto probabile che se ne parli in futuro, però. E non solo per l’ambiziosa battaglia contro l’evasione che dovrebbe portare nelle casse pubbliche oltre 20 miliardi in tre anni (sui 120 che ogni 12 mesi vengono tenuti all’oscuro dell’agenzia delle Entrate), obiettivo tanto audace quanto la svolta politica del centro destra verso i “furbi”. Ma il tema delle …

Manovra economica, le norme già a rischio modifica

Dalle piccole farmacie comunali ai tagli per la sicurezza, dalla sanatoria sugli immobili alle pensioni delle donne impiegate nella pubblica amministrazione. Il decreto con la manovra economica non ha ancora iniziato l’iter legislativo alla Camera e già si apre il cantiere su alcuni nodi che potranno essere modificati nel corso dell’iter. L’apertura a possibili modifiche, fatta dal premier Silvio Berlusconi, non potrà comunque depotenziare l’impatto economico dell’intervento previsto. Lo ha ribadito anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta: «Fatti salvi i saldi – ha detto il ministro – nessuno può negare che la manovra possa migliorare nel passaggio alle Camere. Anzi, mi piacerebbe che da 24,9 si arrivasse a 25 miliardi di euro». Di certo, anche se il ministero dell’Economia punta a un passaggio il più possibile blindato, sono molte le misure che potrebbero essere inserite o modificate. Eccone alcune. – SICUREZZA : Anche per Polizia, Carabinieri e militari arrivano i tagli lineari e il blocco degli aumenti previsti per tutti gli altri dipendenti pubblici. Ma per il comparto il «congelamento» taglia anche …