Tutti gli articoli relativi a: economia

«Chi evade fa male anche a te: digli di smettere», di Luca Paolazzi

Chi evade le tasse mette le mani nelle tue tasche. Occorre farlo smettere. Lo stesso vale per chi quel comportamento permette, avendo invece i poteri tecnici e il dovere politico per fermarlo. Tanto più che i danni provocati dall’evasione sono ben più ampi di quelli contabilizzabili come minori entrate nel bilancio pubblico. L’evasione fiscale, infatti, sintetizza e aggrava mali italiani antichi e nuovi. Mali economici, sociali, istituzionali, civili. Tra i mali economici, l’evasione produce aliquote più elevate e per questa via contribuisce a diminuire il dinamismo dell’economia italiana. Aliquote più alte, infatti, penalizzano le imprese che crescono, si internazionalizzano e si dotano di un patrimonio adeguato (in ciò l’evasione favorisce il nanismo aziendale). Sottraggono potere d’acquisto alle famiglie dei lavoratori di quelle imprese, i più produttivi, che così si ritrovano sottopagati, con misere retribuzioni nette, giacché il costo del loro lavoro è il doppio di quanto si portino a casa. Scoraggiano gli investimenti, anche dall’estero. L’evasione è quindi nemica della produttività e della competitività. Tra i mali sociali spicca il premio alla scorrettezza anziché al …

"Ecomafie: tre reati ambientali ogni ora E i profitti continuano a crescere", di Lilli Garrone

Il rapporto 2010 di Legambiente: l’unico business immune alla crisi. In testa Campania, Calabria e Lazio. Liguria prima al Nord. Nuovi settori in espansione. L’hanno definito l’unico business immune alla crisi. E’ quello dei reati ambientali che vede crescere le proprie cifre in misura esponenziale: gli illeciti accertati nel 2009 sono stati 28.576 (25.776 l’anno precedente), un numero che equivale a 78 reati al giorno, più di tre ogni ora. E, secondo i calcoli di Legambiente, che ha illustrato il 4 giugno il rapporto «Ecomafia 2010», nonostante l’inasprirsi della crisi economica questo immenso giro di affari ha addirittura visto aumentare i suoi profitti, arrivando a 20, 5 miliardi di euro in un anno. SPECIALIZZAZIONE – La criminalità ambientale in Italia, è scritto nel rapporto presentato dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e dal suo vice Sebastiano Venneri, si è oggi specializzata in alcuni settori: dai rifiuti (anche elettronici) si è arrivati al cemento depotenziato, ai mercati ortofrutticoli (specialmente in Campania e nel Lazio, in provincia di Latina a Fondi) ai centri commerciali. I numeri …

«Andavano tassate le rendite», di Paola Pilati

Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non ha dubbi: la manovra di Tremonti è iniqua, e per questo il governo si merita uno sciopero. Colloquio con Guglielmo Epifani «Questa è una manovra che non colpisce i ricchi. È una manovra di classe, intesa al contrario: pesa cioè solo sui lavoratori – del settore pubblico e anche del privato – mentre una parte del Paese non viene toccata. Va bene sacrifici, ma contesto che quanti hanno la fortuna di avere di più non vengano chiamati a fare la propria parte». Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non ha dubbi: la manovra di Tremonti è iniqua, e per questo il governo si merita uno sciopero. Pensa di trovare un clima favorevole nel Paese? Tutto sommato agli stipendi degli statali si rinfaccia di essere cresciuti più degli altri… «Alt: sull’argomento è necessario un distinguo. A crescere sono state soprattutto le categorie dei lavoratori “non contrattualizzati”, cioè quelli i cui stipendi vengono regolati da una legge e da automatismi di carriera. Chi sono? Gli alti dirigenti pubblici, gli ambasciatori, …

Battibecco Bersani-Tremonti ad Annozero. Sciopero dei magistrati contro la manovra

I conti pubblici del 2010 tengono: sono in linea con le previsioni. Lo dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, spiegando che l’impegno con Bruxelles è quello di correggere i conti sul 2011 e sul 2012. Intervenendo alla trasmissione tv Annozero, il ministro spiega che il fatto di aver negato la necessità di una correzione per quest’anno nel corso di una passata puntata di Annozero era «una risposta a una polemica tipica della vecchia politica italiana per dire che i conti del 2010 non tengono. Invece, i conti sul 2010 tengono – sottolinea – e sono in linea con le previsioni». «Quello che conta per noi è l’Ecofin, l’Eurogruppo e l’Europa, naturalmente – dice Tremonti – anche Annozero è importante». Il governo ammetta i propri errori nelle politiche economiche e di finanza pubblica, faccia «un’operazione di verita», altrimenti il Pd «non si mette nemmeno a discutere», gli replica duramente il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Altrettanto secca la risposta del ministro dell’Economia: «se si fa propaganda così non andiamo da nessuna parte». Il battibecco è …

«I veri numeri della manovra», di Tito Boeri e Massimo Bordigon

Da ieri è finalmente disponibile il testo della manovra. Abbiamo così scoperto che un provvedimento presentato come quasi interamente di riduzioni alle spese è composto in realtà al 40 per cento di maggiori entrate, che molti tagli sono di carta, di dubbia praticabilità. Serve più che altro a dare un segnale ai mercati. Non è detto che sia credibile perché rinvia ai posteri gli aggiustamenti strutturali di spesa ed entrate. Ben poco rimarrà in vigore dopo il 2012. E chi paga davvero sono, una volta di più, i giovani. Da più di una settimana i giornali commentano la manovra economica del governo per i prossimi due anni e mezzo, definita spesso come “di lacrime e sangue”. Si è perfino parlato di una manovra così dura da richiedere un gioco delle parti nell’esecutivo, con il ministro del Tesoro che interpreta il poliziotto cattivo e il presidente del Consiglio quello buono. Ma fino a ieri non c’era un testo con la definizione precisa degli interventi. Il governo stesso ha poi contribuito alla confusione, tant’è che diverse misure …

"Bersani: la manovra è iniqua solo Berlusconi non paga nulla", di Bianca Di Giovanni

Il leader Pd: «Il premier non mette le mani solo nelle sue tasche ». I numeri dell’iniquità: i precari pagano per 100 milioni, i professori per 320. I dirigenti si fermano a 28 milioni e i ministri a 72mila euro. «Berlusconinon mette le mani nelle sue tasche, perché redditi come i suoi non vengo nonemmeno sfiorati dalla manovra». Per Pier Luigi Bersani l’ultimo decreto Tremonti ha un’anima nera: l’iniquità sociale. In effetti quei 54 articoli sono un distillato di misure che si scaricano sui deboli: invalidi, pensionati, dipendenti pubblici, insegnanti: tutti ci perdono. E non solo: con i tagli agli enti locali a soffrire saranno le politiche per il sociale: dunque, sempre loro. E i ricchi? Per loro solo «misure-civetta», tanto per avere qualche titolo sui giornali: nessun prelievo sul patrimonio, nessuna misura sulle rendite. Giulio Tremonti assicura che loro pagheranno con la lotta all’evasione. Pensavamo che pagare le tasse fosse un dovere, non una elargizione dovuta all’emergenza. CIFRE L’addizionale del10%prevista sulle stock option è limitata da tali e tanti «paletti» che si riduce a …

"Una manovra, due Italie", di Salvatore Settis

Il testo finale della manovra di governo per la stabilizzazione finanziaria ha rinunciato a espropriare il ministero dei Beni culturali della competenza sui tagli agli istituti culturali, e ne ha ridotto la portata. Buone notizie? Certo. Ma, lo ha detto Mario Draghi nella sua importante relazione alla Banca d´Italia, «la correzione dei conti pubblici va accompagnata con il rilancio della crescita», e su questo punto capitale il decreto-legge Tremonti offre ben poco. La relazione Draghi martella cifre non eludibili: nel biennio 2008-09 il Pil è calato di 6 punti e mezzo, la metà della crescita dei 10 anni precedenti; calano redditi, consumi, esportazioni. Cresce la disoccupazione dei giovani, calano i salari iniziali, crollano le nuove assunzioni, quasi sempre precarie, e «la stagnazione distrugge capitale umano, soprattutto tra i giovani». A fronte di una situazione tanto drammatica, scrive Draghi, i tagli del governo «si concentrano sui costi di funzionamento delle amministrazioni pubbliche», e ciò proprio quando è necessario «aumentare la produttività della pubblica amministrazione». Secondo il presidente del Consiglio, le dichiarazioni del Governatore sono in piena …