Tutti gli articoli relativi a: economia

"Quelle misure che colpiscono alla cieca", di Luca Ricolfi

Non c’è manovra finanziaria varata da un governo, di destra o di sinistra, che non venga accusata di iniquità. I tagli di spesa e le misure anti-evasione, ripetiamo ogni volta, non sono selettive, colpiscono alla cieca, e quindi sono fondamentalmente ingiuste e inefficaci. Sì, è vero, e questa manovra non fa eccezione. Ma vogliamo chiederci perché? A mio parere ci sono due ragioni distinte per cui le cose vanno così. La prima ragione ha a che fare con il tempo. I nostri politici sono abituati a varare le manovre finanziarie in poche settimane, avendo chiara soltanto l’entità della correzione da effettuare. Ma la stragrande maggioranza delle misure di cui da anni e anni si discute, a partire da quelle di riduzione degli sprechi, per essere efficaci richiedono un tempo di preparazione enormemente superiore a quello che i politici si danno. Da alcuni anni mi occupo di sprechi nella Pubblica amministrazione, e vi posso assicurare che per costruire un indice di «virtuosità» o di efficienza delle Regioni, dei Comuni, degli atenei, delle Asl o dei tribunali …

Lagrime e sangue

Nelle analisi di Loretta Napoleoni e di Paolo Leon i vizi e i rischi della manovra anticrisi: mortifica chi paga le tasse, premia gli evasori, lascia immutata la speculazione finanziaria. L’Unità, 27 maggio 2010. “La bancarotta resta dietro l’angolo”, di Loretta Napoleoni Olanda e Germania sono tra i pochi Paesi di Eurolandia che questa settimana non hanno dovuto presentare in fretta a furia misure d’austerità. A differenza dell’Italia, sulla quale sta per cadere la scure di Tremonti, queste nazioni sono solide e per ora Non corrono il rischio di essere trascinate nel gorgo dell’insolvenza. Le altre, Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna e Gran Bretagna, da settimane lottano per la sopravvivenza. La situazione è gravissima: come un de-ja-vu della crisi dei mutui spazzatura americani, solo che questa volta alla radice c’è il debito sovrano. Due anni e abbiamo raggiunto l’ultimo anello della catena di Sant’Antonio della finanza globalizzata: a chi passare il debito? Alla Banca Centrale Europea (Bce)? Improbabile. Secondo uno studio della Royal Bankof Scotland, quello accumulato da Grecia, Spagna e Portogallo ammonta a circa …

La Finanziaria dei nullatentEnti Locali

Una manovra da 24 miliardi ne scarica 13 sul Patto di Stabilità, tagli che colpiranno i servizi ai cittadini. Zoggia: “Non si uccidono così gli Enti Locali, considerati da risorsa a malattia”. Critiche da Errani, Chiamparino, Filippeschi. E da Formingoni e Scopelliti! Disfattisti sinistri anche loro?? Tremonti presenta con Berlusconi una manovra da 24 miliardi. Eppure al tavolo manca chi metterà gran parte die soldi della nuova Finanziaria: comuni, province e regioni. Eppure sono loro i più penalizzati dai nuovi vincoli del patto di Stabilità, ancora più rigidi, che garantiranno 13 miliardi di euro allo Stato. Soldi che in una partita di giro finiremo per pagare con nuove tasse o con meno servizi. Così ci si appella al senso di responsabilità quando per due anni si è fatto l’esatto contrario, tacciando di catastrofismo chi aveva previsto i sacrifici richiesti in queste ore. Davide Zoggia, Responsabile Enti Locali della Segreteria nazionale del Pd ne è convintissimo: “A fronte delle cifre presentate si tratta di una manovra che colpisce duramente gli enti locali e quindi cittadini e …

"Spunta il taglio di 10 province", di Gianni Trovati

Nella sua versione finale quella su regioni ed enti locali diventa una super-manovra, che chiede risparmi in due anni per 13 miliardi e impone una drastica razionalizzazione degli enti territoriali, in cui spunta anche l’abolizione (alla fine del mandato degli amministratori attuali) di 10 province non di confine che contano meno di 220mila abitanti. Il governo locale, insomma, è chiamato a portare in dote metà del valore della manovra correttiva, e il grosso (come anticipato sul Sole 24 Ore di ieri) tocca alle regioni: a quelle a statuto ordinario il decreto chiede 7 miliardi (2,5 nel 2010), mentre alle regioni autonome spetta un compito da 1,5 miliardi. In crescita anche le richieste ai sindaci, che dovranno garantire 1,2 miliardi l’anno prossimo e 2,2 nel 2012, e per i presidenti di provincia (200 milioni nel 2011 e 440 nel 2012). Numeri «irricevibili» per Vasco Errani (Pd), presidente dei governatori, ma anche nel centrodestra la reazione non è morbida: «Se si chiedono sacrifici così a tutti i comparti la manovra può arrivare a 140 miliardi», ironizza Romano …

Manovra, il Cdm dice sì. Cgil e Regioni la bocciano.

Lo Stato deve costare di meno ai cittadini. Silvio Berlusconi lo ribadisce ai ministri al termine del Consiglio che ha dato il via libera alla manovra economica, ma soprattutto riassume così l’iter di un provvedimento che è lo stesso premier a bollare come rigoroso ma necessario, viste le richieste dell’Europa. Lotta all’evasione fiscale e nessun aumento delle tasse sono i due perni intorno al quale ruota il ragionamento del Cavaliere che oggi, in una conferenza stampa, entrerà nel dettaglio della Finanziaria con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il via libera alla manovra arriva comunque al termine di una giornata accompagnata da tensioni che hanno visto al centro proprio il titolare del Tesoro contro cui si sono scatenati i malumori di diversi ministri, anche nel corso della riunione a palazzo Chigi. Malumori legati soprattutto al fatto che il tesoro non avrebbe fornito cifre e dettagli sui tagli ed alcune misure, come per esempio la soglia della tracciabilità dei pagamenti in contanti e la decurtazione degli stipendi dei dirigenti pubblici. Tremonti, raccontano alcuni partecipanti al cdm, si …

"Misure improvvisate", di Tito Boeri

È una manovra che vuole fare cassa nel più breve tempo possibile, non preoccupandosi di ottenere risparmi duraturi e di pensare alla crescita. Vorrebbe rassicurare i mercati, ma rischia di dare un’immagine di un paese alla canna del gas. Si procede a tagli indiscriminati nei trasferimenti agli enti locali e nel pubblico impiego, con misure draconiane, quelle che non possono reggere nel corso del tempo. Forse non entreranno mai in vigore. L´unico intervento davvero strutturale è quello trapelato in serata: l´abolizione di 9 province con meno di 220.000 abitanti. L´esecutivo non ha certo imparato l´arte del punta-tacco, tagliare le spese migliorando gli incentivi alla produttività, quindi stimolando la crescita. Rischiamo perciò di fare con una mano quello che si disfa con l´altra. L´esempio più evidente di queste contraddizioni è quanto avviene sul versante delle entrate. Tornano in auge, pur temperate, molte misure di contrasto all´evasione fiscale introdotte da Vincenzo Visco nella passata legislatura, dalla riduzione del tetto alla tracciabilità del contante, alla fatturazione elettronica. Misure in gran parte vanificate dall´ennesimo condono. Servirà a regolarizzare cambiamenti …

Una manovra di soli tagli

Tremonti ha finalmente messo in tavola le carte della manovra economica 2011-2012 e ammesso una volta per tutte che tutte le favole sulla ripresa, il benessere e la solidità del Belpaese erano, e tuttora sono, parole al vento lanciate più per il consenso che per senso di responsabilità. Sì, la favola è finita ed è arrivato il momento che Berlusconi la smetta con la fantasia economica, le leggi ad personam e affronti seriamente la crisi con misure strutturali che garantiscano la ripresa. “Questa non è una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme – ha dichiarato il ministro del Tesoro – perché non sarà una passeggiata”. E ci voleva tanto a capirlo. Per due anni il governo ha negato l’esistenza della crisi stessa e non ha avanzato alcuna politica per contrastare quello che non ha mai avuto il coraggio di ammettere. Oggi Tremonti recita il mea culpa e si ricorda che non sarà una passeggiata? Da Pechino, Pier Luigi Bersani ha duramente criticato l’atteggiamento e le parole di Tremonti: “ci hanno raccontato che i conti erano …