Romano Prodi: «Ci vuole più Europa: ce lo deve dire Obama?», di Nini Andriolo
Se presa per tempo questa crisi sarebbe stata perfettamente gestibile, adesso tutto è più difficile”. Critico per i “ritardi” che hanno contraddistinto l’intervento dell’Europa nella crisi greca, Romano Prodi prova a guardare al dopo, a ciò che sarebbe urgente mettere in campo per “arginare” la speculazione che approfitta “del ruolo debole della politica e delle sue incertezze”. Se ne può uscire, quindi. A patto “che non prevalga quell’istinto al suicidio che a volte accompagna il vecchio continente”, dove “l’interesse generale spesso soccombe di fronte a quello particolare e all’egoismo degli stati nazionali”. La memoria del Professore torna agli anni Ottanta, alla caduta del Muro di Berlino. Allora, ricorda, “tutti si mobilitarono per aiutare la Germania dell’unificazione che attraversava un momento difficilissimo”. Insomma “quando non si risponde con più Europa e non con meno Europa” i problemi si presentano in modo diverso. Mai e poi mai l’ex premier criticherebbe apertamente Angela Merkel, ma il riferimento esplicito al voto nel North-Rhine Westfalia – nel suo editoriale pubblicato ieri sul Messaggero – e ai “governanti” che hanno agito …
