Tutti gli articoli relativi a: economia

"Scommessa su un'Italia nuova", di Mario Deaglio

Attorno all’auto si intrecciano e si aggrovigliano oggi tre discorsi diversi. Il primo è quello globale, che vede il mercato dell’auto ansimare dei paesi avanzati e crescere vorticosamente nei paesi emergenti, con auto più piccole e molto meno costose. Per soddisfarli entrambi, e quindi per tener conto congiuntamente delle esigenze della sicurezza, dell’ambiente e di bassi prezzi di vendita, è necessario investire molto e produrre in grandi quantità veicoli con le medesime caratteristiche di base (le cosiddette “piattaforme”). Per il futuro ci si deve quindi attendere un grande mercato globale con pochissimi produttori per i quali la soglia di sopravvivenza è stimata in 6-7 milioni di veicoli l’anno. Di qui ha origine la corsa delle società produttrici a fusioni e accordi. La Fiat – recentemente alla ribalta per l’acquisizione di una quota dell’americana Chrysler – non è certo la sola a cercare di crearsi una base globale: per limitarsi a notizie recenti, occorre citare l’intesa di Renault-Nissan con la tedesca Daimler per un’accresciuta cooperazione tecnica. E General Motors vende ormai più auto in Cina che …

10 proposte per uscire dalla crisi

Il PD incontra le parti sociali per far fronte alla crisi economica. Letta: “Ricerca e innovazione, riforma degli ammortizzatori sociali, riforma del fisco: si riparte da qui”. Damiano: “Alla Camera c’è una proposta PD per tassare del 2%, nel 2010 e 2011, i redditi sopra i 200mila euro e destinare gli incassi alla Cig”. “Non si va oltre la crisi per decisioni unilaterali, si decide con chi ci sta dentro, con i rappresentati di lavoratori e imprese”. Con queste parole Enrico Letta spiega la scelta del Partito Democratico di riunire le parti sociali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Lega Coop, Confartiguanato, Confartigiani, Confapi, Confagricoltura, Cia, Cna, Coldiretti) nell’incontro “Per andare oltre la crisi: analisi e proposte”. Il vicesegretario PD lo rivendica come un “metodo di lavoro che è anche un messaggio forte e chiaro”. “La caduta si è arrestata, ma se non viene seguita dal rimbalzo avremo davanti anni in cui il recupero sarà lungo e la capacità di contenere il danno, messa in campo finora da lavoratori e imprese, non sarà più …

"La sicurezza del treno lento", di Vincenzo Congedo

Il tragico incidente ferroviario della Val Venosta, dovuto ad una frana, riapre la riflessione sulla sicurezza dei trasporti su rotaia e sulla prevenzione. Nel 1997 un disastro altrettanto drammatico dovuto a un errore umano si verificò a Piacenza. Dopo quel fatto venne varata una normativa sulla circolazione dei treni eccessivamente prudente, che è, in buona parte, la ragione dei ritardi che affliggono i treni dei pendolari. Per risolvere il problema basterebbe calibrare il sistema Scmt alla regolamentazione precedente, per la quale le Ferrovie italiane erano annoverate fra le più sicure. Il 12 gennaio 1997, in una bella giornata di sole, un Pendolino partito da Milano alle ore 12.55 e diretto a Roma, all’ingresso della stazione di Piacenza, deragliava provocando otto morti e trentasei feriti. L’evento è stato particolarmente grave per due ragioni: non era mai accaduto che un treno deragliasse su un binario di piena linea; erano morti entrambi i macchinisti e quindi non era possibile avere la versione dell’accaduto da parte di chi guidava il treno. CAUSE ED EFFETTI DI UNA TRAGEDIA Il fatto …

"La lega, le banche e i sindaci senza soldi", di Tito Boeri

Il messaggio Bossi non lo ha voluto certo dare ai suoi elettori. Si rivolgeva invece ai suoi eletti. Col suo reiterato «ci tocca una fetta delle banche del Nord» non ha «raccolto un invito degli elettori», ma ha voluto rassicurare i sindaci della Lega. Non solo quelli che sono assetati di potere e che guardano ai posti nei Consigli d´Amministrazione di fondazioni e banche locali come a un´occasione per piazzare gli amici e ampliare il proprio potere. Si rivolgeva anche a quegli amministratori che hanno meno ambizioni personali e che si trovano in obiettiva difficoltà a far quadrare i conti delle loro amministrazioni. Sono sempre in più a temere di non riuscire a far fronte agli impegni presi nei confronti degli elettori. Non a caso molti dei protagonisti della «marcia» dei 521 sindaci lombardi che hanno simbolicamente consegnato la loro fascia di sindaco al Prefetto di Milano, hanno esplicitamente minacciato di tagliare le prestazioni sociali per le loro comunità nel caso in cui le loro richieste non fossero state accolte. Forse un giorno nel recitare …

"Un mondo di sommerso", di Giuliano Rosciarelli

Il presidente dell’Istat Giovannini, in occasione di un’indagine conoscitiva avviata in Commissione alla Camera, rivela che il 12,2 per cento delle forze lavoro ha movimentato un’economia a “nero”. Specie al Sud. Tre milioni di persone in Italia nel 2009 hanno lavorato “a nero”, senza tutele e molto spesso sotto pagati. Un esercito di invisibili pari a circa il 12,2 per cento del totale delle unità di lavoro impiegate nel paese che ha movimentato una economia sommersa nel 2006 (ultimo anno di pubblicazione delle stime) pari al 6,4% del pil. Le stime sono state indicate dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, in occasione di una indagine conoscitiva presso la Commissione Lavoro della Camera. Ad avvantaggiarsi di più del lavoro non regolare, secondo una ricerca della Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. che sarà pubblicata sul prossimo numero della Rivista Economica del Mezzogiorno, sono state le imprese meridionali e in particolare quelle di piccole dimensioni, cresciute di più in numero di addetti, fatturato, propensione all’export e spesa in ricerca rispetto ai grandi aggregati industriali del sud. …

"L’avanzata del boiardo padano: da Enimont e Credieuronord al potere della grande finanza", di Rinaldo Gianola

A pensarci bene, adesso è più chiaro perchè gli azionisti di Mediobanca hanno deciso proprio alla vigilia delle elezioni regionali di scegliere Cesare Geronzi come prossimo presidente delle Assicurazioni Generali di Trieste. Magari anche sulla scelta del vertice della perla più limpida del potere finanziario italiano Umberto Bossi avrebbe voluto dire la sua, forte del successo elettorale. Probabilmente avrebbe mostrato qualche perplessità per la scelta di un uomo simbolo del potere romano, inaffondabile e capace di qualsiasi metamorfosi, o magari si sarebbe accontentato delle garanzie di Silvio Berlusconi. Non è un’ipotesi campata in aria visto che ieri il leader leghista si è dato come obiettivo quello di «prendere le grandi banche del Nord, perchè ce lo chiede il popolo». E allora si può anche sospettare che, dopo un pressing asfissiante iniziato già prima delle elezioni da parte dei neo-governatori Cota e Zaia , l’Unicredit di Alessandro Profumo abbia acconsentito alla nomina di un country manager per l’Italia, il signor Gabriele Piccini, affinchè la banca possa stare più vicino al territorio, alle migliaia di piccole imprese …

"Industria, la produzione risale. Ma la ripresa resta debole", di Bianca Di Giovanni

La produzione industriale torna a vedere un segno più dopo 14 mesi. Il dato Istat di febbraio segna un +2,7%rispetto allo stesso mese dell’anno prima, mentre resta invariata rispetto a gennaio. A trainare la ripresina è il settore dei prodotti chimici (+15,7%), della fabbricazione di computer e dei prodotti di elettronica e ottica (+9,9%) e dei mezzi di trasporto (+9,1%). onica e ottica (+9,9%) e dei mezzi di trasporto (+9,1%). In diminuzione sono risultati, invece, l’industria del legno, carta e stampa (-4,7%), l’attività estrattiva (-1,8%) e i macchinari e attrezzature non classificati altrove (-1,3%). OTTIMISMO Il primo segno positivo dal 2008 a oggi ha messo le ali ai messaggi di speranza e ottimismo del governo, mentre sul fronte delle parti sociali si invita alla cautela. Il ministro Claudio Scajola parla di «ulteriore conferma del fatto che la ripresa è in corso ed è la migliore risposta a chi continua a parlare di declino», dando una stoccata a sindacati e Confindustria. Ma se la tendenza al ribasso si è fermata, i livelli raggiunti restano molto inferiori …