Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Dimissioni in bianco. La riforma lascia le donne in pericolo", del “Comitato 188 firme per la 188”

Pubblichiamo dall’Unità la lettera aperta sulle «Dimissioni in bianco» al ministro Elsa Fornero e alle commissioni Lavoro di Camera e Senato scritta dal Comitato 188, dal nome della legge. Il disegno di legge sul mercato del lavoro dedica un intero articolo, l’articolo 55, alla normativa contro le dimissioni in bianco. Riteniamo questa scelta giusta e frutto anche dell’iniziativa di tante donne,fuori e dentro il Parlamento,che non hanno mai smesso di chiedere e proporre norme capaci di impedire le dimissioni in bianco. Perché non era e non è possibile rassegnarsi alla pratica barbara di far firmare al momento dell’assunzione una falsa lettera di dimissioni da tirar fuori quando una lavoratrice è in gravidanza,un lavoratore è malato o non desiderato o, molto frequentemente, immigrato o immigrata. A febbraio, noi del Comitato “188 per la 188” abbiamo incontrato il Ministro Fornero; abbiamo lanciato una giornata di mobilitazione nazionale; abbiamo scritto una lettera al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, a tutte le parlamentari e i parlamentari; abbiamo raccolto, in un giorno e mezzo, 188 autorevolissime …

"Sugli esodati il sindacato resuscita, sotto accusa finiscono governo e Inps", di Mariantonietta Colimberti

Ieri manifestazione unitaria a Roma. Bersani: «In nessun posto d’Europa esistono casi del genere» Si erano ricompattati all’improvviso, dopo il gelo seguito alle battute conclusive del negoziato sul lavoro, quando Camusso si era ritrovata isolata col suo “no” alle linee della riforma Fornero. Il terreno dell’unità recuperata era stato, da subito, il problema dei cosiddetti “esodati”, di quelle decine (o centinaia, secondo la Cgil, ma non solo) di lavoratori che avevano accettato una fuoriuscita incentivata dal lavoro, o erano finiti in mobilità a seguito di accordi aziendali collettivi e similari, ma che dopo la riforma Fornero si erano ritrovati con un numero x di anni davanti prima di poter accedere alla pensione. Un problema vero, concreto, a segnalare il quale si erano spesi anche molti esponenti del Pd. In un primo momento il governo era apparso poco recettivo sul punto, ma successivamente in più occasioni il ministro del lavoro aveva affermato la volontà di affrontare la questione, anche attraverso un tavolo ad hoc. La difficoltà reale, sottolineata da Fornero, riguardava la quantificazione degli aventi diritto …

Il governo: "Gli esodati sono solo 65 mila" Per l´Inps sono 130.000, per i sindacati 350.000. Cgil polemica: "Dati sballati", di Valentina Conte

Gli “esodati” sono 65 mila e le risorse del governo adeguate. Problema risolto. Dopo settimane di tentennamenti, arrivano le conclusioni del tavolo tecnico tra Inps, Ragioneria, ministero del Lavoro. Ed è subito bufera. A sorpresa, si confermano le stime di dicembre. I lavoratori che rischiano di rimanere senza reddito sono proprio quelli preventivati dalla riforma delle pensioni che ha allungato i requisiti previdenziali e lasciato privi di stipendio, sussidi o pensione migliaia di persone. Non 350 mila, come ipotizzato dai sindacati. Neanche 130 mila, come comunicato alla Camera appena due giorni fa dal direttore generale dell´Inps. Ma 65 mila. Un numero rassicurante per il ministro Fornero, perché già coperto con oltre 5 miliardi in 7 anni (2013-2019) proprio dalla manovra Salva-Italia. Ma che scatena l´ira dei sindacati, oggi in piazza a Roma per il primo sciopero unitario dell´era Monti, a sostegno degli “esodati” e contro le “ricongiunzioni onerose”, dallo slogan quantomai attuale: «Basta promesse». «Dati sballati, il governo scherza col fuoco e nasconde il problema anziché risolverlo», attacca la Cgil, sostenuta dalla Cisl che rincara: …

"Una patrimoniale per trovare le risorse", di Susanna Camusso

La manifestazione nazionale di oggi è la manifestazione di tanti, troppi, che si sono trovati senza un futuro, e senza un presente, perché il governo ha deciso che tagliare sulle pensioni era la via più semplice per fare cassa. Una scelta contrabbandata come giusta per i giovani, ma che ha prodotto infinite ingiustizie, ansie e sofferenze, a tutti coloro che si sono trovati senza lavoro, senza ammortizzatori e senza pensione. A quelli che hanno scoperto che dovevano, per effetto delle ricongiunzioni onerose, ripagarsi i contributi, fino a valutare la scelta di rimanere senza pensione. A coloro, infine, che hanno scoperto che non facevano un lavoro usurante o che i loro contributi per la cassa integrazione straordinaria o la mobilità non valevano ai fini di evitare ulteriori penalizzazioni. Da mesi tante persone vivono in uno stato di incertezza e di paura, senza che né l’Inps, in modo irresponsabile, né il ministero del Lavoro siano stati in grado, in tutto questo tempo, di quantificare il fenomeno, continuando a rinviare il momento in cui affrontare concretamente il problema. …

"Il piano Pd per uscire dalla crisi: produttività e innovazione" di Laura Matteucci

Si parte da un’analisi critica delle difficoltà dell’eurozona, che vengono rilette in una chiave differente rispetto a quella corrente. Questo per evitare risposte sbagliate, o comunque inadeguate. Poi si arriva all’Italia e alla annosa debolezza della sua crescita. Con alcune proposte e, anche in questo caso, contrastando l’interpretazione della produttività come fosse una questione delegata al lavoratore e al costo del lavoro, tra deflazioni salariali e ulteriori flessibilità. Il punto, invece, sono gli investimenti e le condizioni di contesto che possono permettere alle aziende di crescere. Con alcuni obiettivi prioritari: l’innalzamento del tasso di occupazione femminile, fino a raggiungere nel 2020 il 60% (3 milioni di donne occupate in più rispetto ad oggi, obiettivo correlato all’aumento di occupazione nel Mezzogiorno), e l’innalzamento della specializzazione produttiva. Il Pd l’ha presentato ieri alle altre forze di maggioranza: un insieme di proposte di politica economica, per l’Europa e per l’Italia, l’impianto della strategia di sviluppo messa a punto dal dipartimento Economia e lavoro. Da leggersi a complemento delle proposte per la riforma fiscale e delle politiche sociali. È …

"Gli esodati sono tanti Il governo è spiazzato e non trova i soldi", di Massimo Franchi

Continua il gioco al massacro sugli esodati. Nonostante le promesse fatte di prima mattina dalla ministra Elsa Fornero, un comunicato del ministero annuncia che la fatidica quota dei lavoratori che hanno sottoscritto un accordo con le rispettive aziende per dimettersi in attesa della pensione e che a causa dell’allungamento dei requisiti rischiano di restare anni e anni senza stipendio e senza pensione, sarà resa nota solo oggi. Proprio alla vigilia della manifestazione unitaria dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) che da piazza Santi Apostoli a Roma denunceranno lo scandaloso ritardo assieme alla vicenda delle ricongiunzioni onerose. Da via Veneto si spiega che il comunicato conterrà,dopo una valutazione assieme alla Ragioneria dello Stato, anche l’indicazione dell’orientamento da parte del governo su come risolvere il problema (Fornero è chiamata emettere un decreto ministeriale entro il 30 giugno). La questione è sempre quella della copertura finanziaria: se le stime di 350mila esodati saranno confermate (lontanissimeda quella inziale di 65mila), il governo sostiene di non essere in grado di mandare in pensione tutte queste persone. Come già anticipato …

"Troppo poco per le donne", di Daniela Del Boca

Le donne soffrono di più la crisi: i dati in proposito sono molto chiari. La riforma del mercato del lavoro propone alcune misure apprezzabili, ma si tratta di interventi simbolici. Mentre non trovano spazio sufficiente la tutela delle donne, il riconoscimento del peso del loro ruolo familiare e gli incentivi a una loro maggiore presenza sul mercato del lavoro. Obiettivo di una riforma efficace dovrebbe essere la riduzione dei divari di generazione e di genere, già così ampi nel nostro paese. E dovrebbe cercare di diminuire, non di accrescere, la dipendenza dei figli dalla famiglia. Le donne stanno soffrendo la crisi economica in modo sempre più acuto. I dati della Banca d’Italia mostrano che il reddito è crollato di più tra le famiglie più povere, quelle che si collocano nel primo decile della distribuzione, e tra queste sono prevalenti i nuclei familiari con donne capofamiglia – meno istruite, monoreddito e che risiedono nel Meridione. I DATI DELLA CRISI Dall’Istat sappiamo inoltre che la propensione al risparmio delle famiglie continua a diminuire ed è scesa al …