Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Qualche euro in più in busta paga", di Rinaldo Gianola

Con la Borsa in ribasso del 5% in un solo giorno e lo spread tra Btp e Bund tedeschi che risale fino alla soglia d’allarme di 400 punti la domanda che emerge è se abbiamo sbagliato tutto, se dobbiamo attenderci un’altra correzione dei conti pubblici, se la baraonda della crisi non finisce mai. Naturalmente prendiamo per buone le assicurazioni del presidente Mario Monti che esclude qualsiasi manovra aggiuntiva nel corso dell’anno, ma non possiamo negare, tuttavia, che la situazione resterà ancora al limite dell’emergenza nei prossimi mesi come indicano previsioni e analisi di autorevoli fonti italiane e internazionali. La sensazione più chiara, lampante, che deriva dalla mole finanziaria e dall’impatto sociale delle manovre, decise dall’agosto scorso ad oggi prima da Tremonti-Berlusconi e poi dall’esecutivo dei tecnici, è che il malato è debole, troppo debole e rischia di non farcela. Famiglie e imprese, che pur non si sono tirate indietro quando sono state chiamate a sopportare pesanti sacrifici, hanno bisogno di una mano, di un alleggerimento della pressione fiscale, di liberare un po’ di risorse da …

"Made in Iktaly", di Massimo Gramellini

L’Ikea delocalizza in Italia. Nel mondo al contrario in cui ci tocca vivere la multinazionale scandinava sposta un pezzo consistente della sua produzione dall’Estremo Oriente alla Padania detrotizzata. Pare infatti che, nonostante tutte le statistiche ci diano per spacciati, nessuno abbia ancora imparato a fare i rubinetti come noi. E i cassetti della cucina. E i giocattoli per le camere dei bambini. La qualità sanno crearla anche altri. La produzione in serie, pure. Ma la qualità in serie, quella rimane una specialità della casa. Non siamo soltanto il Paese dei partiti famelici, dei funzionari corrotti e di mamme più parziali degli arbitri (la Family di Gemonio insegna che in molte madri italiane c’è un’Agrippina disposta a qualsiasi nefandezza pur di spingere avanti il proprio debosciato Nerone). All’estero si ostinano a riconoscere l’esistenza di un’altra Italia in cui noi abbiamo smesso di credere. L’Italia del lavoro ben fatto, del buon gusto, del bel vivere e del meglio pensare. Se avessi il potere assoluto per cento minuti farei piazza pulita dei mestieri che non possono più darci …

"Genitori, sì ai congedi fino ai 18 anni dei figli", di Maria Novella De Luca

Diritto al part time e congedo parentale per i nonni al posto dei genitori. Innalzamento, fino ai diciotto anni di età dei figli, della possibilità di usufruire dell´astensione facoltativa dal lavoro post-maternità. E poi: più mesi a casa per le mamme di bimbi prematuri, sottoposti a lunghe ospedalizzazioni, e tutela della carriera delle lavoratrici madri. È racchiusa in sette punti, che vanno diritti al cuore della materia, la “rivoluzione dei congedi parentali”, firmata da Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione e l´integrazione, con delega anche alle Politiche per la Famiglia. Sette brevi articoli che Riccardi presenterà alla Camera non appena inizierà la discussione del disegno di legge sulla riforma del lavoro, ad integrazione di quei due punti di “sostegno alla genitorialità” già elaborati dal ministro Elsa Fornero. Due proposte, quelle del testo Fornero, che prevedono l´obbligo per i neo-padri di usufruire di tre giorni di astensione (retribuita) dal lavoro alla nascita del figlio. E, in secondo luogo, la possibilità per le mamme di tornare subito al lavoro, rinunciare ai sei mesi di congedo, ma ricevendo …

"Come aiutare le imprese a fare sviluppo", di Stefano Fassina

Per capire la discussione e le scelte sul mercato del lavoro italiano va accantonato il marketing sulle condizioni delle generazioni più giovani o sull’attrazione degli investimenti esteri. Per capire, vanno considerati i problemi veri della moneta unica e la ricetta di politica economica definita a Berlino, Bruxelles e Francoforte. La sopravvivenza dell`euro è minata dagli andamenti divergenti della competitività tra le sue diverse aree economiche. L`aumento dei debiti pubblici è conseguenza, non causa, dei problemi dell`euro. L`indicatore primario da guardare è il saldo della bilancia commerciale, non quello del bilancio pubblico. Per aggredire il «problema esistenziale» della moneta unica, la ricetta dettata a Berlino dai conservatori prevede, per ciascun Paese in deficit di bilancia commerciale, la «svalutazione interna»: contrazione della domanda, attraverso politiche di bilancio soffocanti, per ridurre l`import; riduzione del costo del lavoro, attraverso l`ulteriore indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici, per aumentare l`export. Qui sta, per l`Italia, la ragione dell`ossessione verso l`articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In Spagna, dove per i licenziamenti illegittimi vigeva già il solo compenso monetario, …

"La nuova indennità di disoccupazione anche per gli esodati", di Enrico Marro

Se non sarà possibile mandare tutti gli «esodati» in pensione con le vecchie regole, si interverrà con un sostegno al reddito, che potrebbe essere l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione contenuta nella riforma del mercato del lavoro che da domani comincia l’iter parlamentare. Una settimana fa il governo ha promesso che entro sette giorni avrebbe fatto luce su quanti sono gli «esodati», cioè quei lavoratori che a causa di crisi aziendali e dimissioni incentivate rischiano di restare senza stipendio e senza pensione dopo il brusco aumento dei requisiti pensionistici dovuto alla riforma Fornero. Domani dovrebbe essere il giorno della verità. È infatti prevista una riunione al ministero dell’Economia tra i tecnici della Ragioneria generale dello Stato, del ministero del Lavoro e dell’Inps. La sensazione è che il governo voglia meglio circoscrivere la platea rispetto ai 350 mila esodati di cui si è parlato ufficiosamente finora e soprattutto individuare le diverse tipologie, che verranno trattate con strumenti differenti. C’è chi potrà andare con le vecchie regole previdenziali e chi appunto dovrà accontentarsi di un sussidio in …

"Partite Iva e contratti a termine: i cambiamenti sono possibili", di Bianca Di Giovanni

«L’impianto deve restare immutato, ma siamo aperti a nuove idee che vengano dal Parlamento». Così il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà annuncia l’apertura del governo sulla riforma del lavoro, che oggi sbarca in Senato. Alle 19 la commissione Lavoro di PalazzoMadamastilerà il calendario dell’esame, che potrebbe chiudersi in commissione entro in due settimane. Insomma, il varo a giugno non è impossibile. Salvo intoppi, naturalmente. POSIZIONI DISTANTI A leggere le cronache, le posizioni appaiono molto dure, soprattutto sul fronte dei datori di lavoro. Confindustria e le altre associazioni datoriali (Abi, Ania, Rete imprese Italia e l’associazione delle cooperative) terranno un vertice domani per mettere a punto una strategia durante l’esame del testo. Insomma, sembra proprio che si voglia dare battaglia. Dal canto suo il premier è tornato a difendere il testo anche durante la sua visita a Gerusalemme. «Con la riforma attuata dal nostro governo il mercato del lavoro sarà più flessibile a favore delle imprese e meno dualistico , ha detto Mario Monti nel giorno di Pasqua. E ieri dall’Egitto ha aggiunto: sulla …

Stagisti, partite Iva e precari "La nuova legge non ci aiuterà", di Filippo Santelli

Parla a nome dei giovani chi questa riforma del lavoro l´ha pensata. Mario Monti ha assicurato che «ridurrà la disoccupazione e limiterà il precariato». Ma parla a nome dei giovani anche chi, per motivi diversi, la critica. Secondo Susanna Camusso «tradisce le nuove generazioni». Mentre per Emma Marcegaglia ostacolerà le aziende che vogliono assumere nuovi dipendenti. Manca la voce dei diretti interessati, i giovani. Ma fuori dai canali ufficiali, in rete, si scopre che le associazioni “di categoria” esistono. E che le perplessità sono tante. «Erano tutti d´accordo: ridurre le tipologie contrattuali. Sono rimaste 46». Ilaria Lani, 34 anni, è responsabile Politiche Giovanili della Cgil. Da un anno dirige il gruppo “Precari non + disposti a tutto”, il cui sito è un luogo di dialogo tra giovani lavoratori. La riforma indica l´apprendistato come via prevalente di inserimento alla professione. «Positivo», commenta Lani, «che per le aziende cresca il costo dei tempi determinati. Il rischio però è una fuga verso contratti atipici, comunque più convenienti». Il ddl contiene una serie di norme a difesa dei precari, …