Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Precari, i limiti del Piano Fornero”, di Franco Scarpelli*

Le regole del mercato del lavoro hanno molte funzioni, più o meno evidenti a seconda dei casi: incidono sulle condizioni di concorrenza tra le imprese, da un lato, comportano conseguenze di maggiore o minore protezione sociale per i lavoratori (occupati o disoccupati), dall’altro. Una cosa però fanno, sempre: determinano gli equilibri di potere sociale e contrattuale tra i soggetti coinvolti, sia nella dimensione individuale (il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro) sia in quella collettiva (le condizioni di radicamento delle organizzazioni sindacali). Da un governo tecnico, sostenuto da una maggioranza trasversale, ci si attenderebbe che questi delicatissimi equilibri siano modificati il meno possibile, puntando soprattutto a interventi di razionalizzazione ed efficienza o che, almeno, le loro modifiche fossero compensate da interventi di riequilibrio su altri aspetti. Sorprende davvero che quasi nessuno abbia notato in questi giorni il grave intervento previsto sui contratti a termine. Si parla molto, e giustamente, della riforma sull’art. 18, che sposta il potere contrattuale a favore dell’impresa indebolendo la sanzione di un licenziamento che risulti privo di una seria giustificazione. …

«Paese pronto ma serve dialogo» Sul lavoro Bersani compatta il Pd, di Simone Collini

Replica a Fornero: «Non è questione di cedere, ma di ragionare». La Direzione del Pd si chiude con un voto unanime sulla necessità di modificare in Parlamento la riforma del lavoro varata dal governo. Bersani: «No a proposte estemporanee, trasmettiamo sicurezza e unità». «Il Paese è prontissimo e il presidente Monti ha già visto come sia responsabile nell’affrontare la situazione, nel far fronte alla fase di emergenza. Ma per aiutarlo bisogna che ci sia un buon dialogo tra governo, Parlamento e forze politiche se non si vuole creare un distacco tra le sensibilità del Paese, il disagio che vive, e l’azione del governo». Pier Luigi Bersani viene a sapere della frase pronunciata dal presidente del Consiglio a Seoul (se l’Italia non si sente pronta possiamo non restare, è il senso) poco prima che prenda la parola per la replica finale alla Direzione Pd. Il leader dei Democratici le giudica parole «da non sopravvalutare»: «Gliel’ho sentito dire una ventina di volte, fa parte del ragionamento di una persona chiamata a risolvere dei problemi senza essersi candidata». …

Lavoro, Pd all’attacco Bindi: «Dobbiamo scendere in piazza», di Maria Zegarelli

Oggi la direzione Pd. Bersani rivendicherà i primi risultati sull’articolo 18 e rilancerà l’alternativa per il 2013 Bindi: «Il partito dovrebbe fare manifestazioni per il lavoro». D’Alema: «La riforma va migliorata». Il Pd sulla modifica dell’articolo 18 non arretrerà di un passo: partirà da qui la relazione del segretario Pier Luigi Bersani in apertura dei lavori della direzione nazionale convocata per stamattina. «La nostra posizione, che solo una settimana veniva descritta come isolata, oggi è condivisa non soltanto dalle parti sociali, ma dalla stessa Cei e da gran parte del Paese», ha detto anche ieri il segretario ai suoi collaboratori, mentre limava il discorso. E questo è un successo sul quale il segretario non intende affatto sorvolare: «C’era chi prevedeva scissioni e spaccature del nostro partito proprio sull’articolo 18, e invece non solo non è accaduto, ma siamo riusciti a riaprire una partita che sembrava chiusa perché noi sappiamo di cosa si parla quando si discute di lavoro, in Parlamento ci sono le nostre proposte di riforma del mercato del lavoro». E se Bersani conferma …

"Il nodo dell’articolo 18. Scegliere il modello Usa o quello tedesco", di Paolo Buttaroni

Forse è un segno dei tempi che un governo «tecnico» disegni una riforma quella del mercato del lavoro che più politica non si può. E le implicazioni sociali ed economiche non hanno certo contorni vaghi e indefiniti; gli indirizzi del presidente del Consiglio sono precisi: nel breve, medio e lungo periodo. Piaccia o no, è così. E dopo gli anni della convivenza del tutto con il suo contrario, degli annunci, dei rinvii e delle riforme di cui si è persa traccia, il merito della chiarezza va riconosciuto. È evidente, però, il cambio di registro degli ultimi mesi. Il mandato conferito a Monti era di affrontare l’emergenza economica nel segno della massima unità possibile. Regole d’ingaggio non scritte, che avevano consegnato a Mario Monti la maggioranza più ampia della storia della Repubblica. Un conferimento che, nella sua impostazione iniziale, suggeriva cautela nell’affrontare alcune questioni politiche ad alto rischio di generare turbolenze e instabilità. Il presidente del Consiglio pur dalle prese con una maggioranza innaturale ha scelto, invece, di lanciare una sfida che costringe le forze di …

“Il nodo dell’articolo 18. Scegliere il modello Usa o quello tedesco”, di Paolo Buttaroni

Forse è un segno dei tempi che un governo «tecnico» disegni una riforma quella del mercato del lavoro che più politica non si può. E le implicazioni sociali ed economiche non hanno certo contorni vaghi e indefiniti; gli indirizzi del presidente del Consiglio sono precisi: nel breve, medio e lungo periodo. Piaccia o no, è così. E dopo gli anni della convivenza del tutto con il suo contrario, degli annunci, dei rinvii e delle riforme di cui si è persa traccia, il merito della chiarezza va riconosciuto. È evidente, però, il cambio di registro degli ultimi mesi. Il mandato conferito a Monti era di affrontare l’emergenza economica nel segno della massima unità possibile. Regole d’ingaggio non scritte, che avevano consegnato a Mario Monti la maggioranza più ampia della storia della Repubblica. Un conferimento che, nella sua impostazione iniziale, suggeriva cautela nell’affrontare alcune questioni politiche ad alto rischio di generare turbolenze e instabilità. Il presidente del Consiglio pur dalle prese con una maggioranza innaturale ha scelto, invece, di lanciare una sfida che costringe le forze di …

“Il nodo dell’articolo 18. Scegliere il modello Usa o quello tedesco”, di Paolo Buttaroni

Forse è un segno dei tempi che un governo «tecnico» disegni una riforma quella del mercato del lavoro che più politica non si può. E le implicazioni sociali ed economiche non hanno certo contorni vaghi e indefiniti; gli indirizzi del presidente del Consiglio sono precisi: nel breve, medio e lungo periodo. Piaccia o no, è così. E dopo gli anni della convivenza del tutto con il suo contrario, degli annunci, dei rinvii e delle riforme di cui si è persa traccia, il merito della chiarezza va riconosciuto. È evidente, però, il cambio di registro degli ultimi mesi. Il mandato conferito a Monti era di affrontare l’emergenza economica nel segno della massima unità possibile. Regole d’ingaggio non scritte, che avevano consegnato a Mario Monti la maggioranza più ampia della storia della Repubblica. Un conferimento che, nella sua impostazione iniziale, suggeriva cautela nell’affrontare alcune questioni politiche ad alto rischio di generare turbolenze e instabilità. Il presidente del Consiglio pur dalle prese con una maggioranza innaturale ha scelto, invece, di lanciare una sfida che costringe le forze di …

"Quel bisogno di equità sociale", di Guido Crainz

Nel momento in cui inizia un´altra fase decisiva per l´articolo 18, è evidente che il suo esito avrà conseguenze sia sul mercato del lavoro che sul profilo del governo guidato da Mario Monti. In primo luogo, a cosa possono aprire realmente la via le modifiche di cui si discute? Superati gli sbarramenti di bandiera, da tempo il confronto è in buona sostanza sulla portata di esse e, quindi, è essenziale un´analisi equilibrata dei possibili scenari. Certo, non siamo negli anni Cinquanta e non sono immaginabili licenziamenti di massa per rappresaglia ma non andrebbero sottovalutati i rischi impliciti nelle parole. I confini fra discriminazioni antisindacali, ragioni disciplinari e motivi economici si sono mostrati talora molto labili, e Sergio Marchionne ci ha ricordato spesso quel personaggio di Lewis Carroll che in Alice nel Paese delle Meraviglie dice: «Quando io uso una parola, questa significa esattamente quello che decido io». Bisogna vedere se lo puoi fare, cerca di obiettare Alice: «Bisogna vedere chi comanda… è tutto qua», le risponde Humpty Dumpty. La limitata applicazione attuale dell´articolo 18, infine, …