Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Il premier ha violato la promessa di non toccare i contratti in vigore", intervista a Dario Franceschini di Giovanna Casadio

Tanti lavoratori si chiedono: anch´io rischio di essere licenziato? È un errore creare queste paure. E rischiamo di avere dichiarazioni di crisi pretestuose per tagliare posti. Il testo sul lavoro è chiuso. Ha detto Monti: “Su questo non si tratta”. Non crede che il Pd si illuda di poter cambiare l´articolo 18, onorevole Franceschini? «Monti ha detto di riferirsi al fatto che il governo non intende riaprire la trattativa con le parti sociali. Assicura però, e non poteva essere diversamente, che sarà il Parlamento a decidere se approvare la riforma del lavoro in blocco, respingerla o correggerla. Il Pd è impegnato a correggerla. Quella norma così com´è non passerà. Abbiamo sostenuto subito che ci doveva essere un disegno di legge, e non un decreto legge. Non per prendere tempo – perché anche un ddl si può approvare in fretta, con una corsia preferenziale – ma perché con un decreto le norme sarebbero entrate in vigore immediatamente, compresa quella sbagliata sull´articolo 18. Invece siamo convinti che il Parlamento la modificherà. Siamo del resto in un sistema …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

"Così non si combatte la piaga del precariato", di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

"Parlamento inutile se non cambia l´articolo 18", di Silvo Buzzanca

Bersani: sui diritti non sto zitto. D´Alema: Monti è lì solo per un po´. Gelo tra Pd e Colle. «Io isolato, desolato, tribolato, come scrivono i giornali? No, io sono tranquillo, sono tranquillissimo perché noi siamo con gli italiani». Pier Luigi Bersani attacca ancora sull´articolo 18 e la proposta varata dal governo Monti. Attacca fino alle estreme conseguenze, arriva a dire di essere «sereno che in Parlamento si vorrà ragionare altrimenti chiudiamo le Camere e così i mercati si rassicurano». Ma, avverte il segretario del Pd, «il Parlamento c´è e quindi discuteremo». Perché, ricorda il leader del Pd, «in tutti i decreti arrivati, ovviamente il Parlamento è intervenuto e su tutti ha sempre modificato qualcosa». Quindi si può, anzi si deve cambiare, anche la proposta del ministro Fornero sui licenziamenti. Grande fiducia allora nel lavoro che faranno i gruppi parlamentari. Ma Bersani ha una grande preoccupazione: ha l´impressione che Monti e i suoi ministri non riescano a cogliere bene il disagio che c´è nel paese. Anche per questo, dopo avere detto di stare dalla parte …

“Parlamento inutile se non cambia l´articolo 18”, di Silvo Buzzanca

Bersani: sui diritti non sto zitto. D´Alema: Monti è lì solo per un po´. Gelo tra Pd e Colle. «Io isolato, desolato, tribolato, come scrivono i giornali? No, io sono tranquillo, sono tranquillissimo perché noi siamo con gli italiani». Pier Luigi Bersani attacca ancora sull´articolo 18 e la proposta varata dal governo Monti. Attacca fino alle estreme conseguenze, arriva a dire di essere «sereno che in Parlamento si vorrà ragionare altrimenti chiudiamo le Camere e così i mercati si rassicurano». Ma, avverte il segretario del Pd, «il Parlamento c´è e quindi discuteremo». Perché, ricorda il leader del Pd, «in tutti i decreti arrivati, ovviamente il Parlamento è intervenuto e su tutti ha sempre modificato qualcosa». Quindi si può, anzi si deve cambiare, anche la proposta del ministro Fornero sui licenziamenti. Grande fiducia allora nel lavoro che faranno i gruppi parlamentari. Ma Bersani ha una grande preoccupazione: ha l´impressione che Monti e i suoi ministri non riescano a cogliere bene il disagio che c´è nel paese. Anche per questo, dopo avere detto di stare dalla parte …

“Parlamento inutile se non cambia l´articolo 18”, di Silvo Buzzanca

Bersani: sui diritti non sto zitto. D´Alema: Monti è lì solo per un po´. Gelo tra Pd e Colle. «Io isolato, desolato, tribolato, come scrivono i giornali? No, io sono tranquillo, sono tranquillissimo perché noi siamo con gli italiani». Pier Luigi Bersani attacca ancora sull´articolo 18 e la proposta varata dal governo Monti. Attacca fino alle estreme conseguenze, arriva a dire di essere «sereno che in Parlamento si vorrà ragionare altrimenti chiudiamo le Camere e così i mercati si rassicurano». Ma, avverte il segretario del Pd, «il Parlamento c´è e quindi discuteremo». Perché, ricorda il leader del Pd, «in tutti i decreti arrivati, ovviamente il Parlamento è intervenuto e su tutti ha sempre modificato qualcosa». Quindi si può, anzi si deve cambiare, anche la proposta del ministro Fornero sui licenziamenti. Grande fiducia allora nel lavoro che faranno i gruppi parlamentari. Ma Bersani ha una grande preoccupazione: ha l´impressione che Monti e i suoi ministri non riescano a cogliere bene il disagio che c´è nel paese. Anche per questo, dopo avere detto di stare dalla parte …