Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Per una buona modifica dell'art.18", appello del comitato direttivo della rivista «Lavoro e diritto» *

L’appello è rivolto al presidente del Consiglio, al ministro del lavoro, ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, al presidente di Confindustria, di Rete-impresa e delle associazioni che partecipano al confronto sulla riforma del mercato del lavoro. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha un significato al tempo stesso reale e simbolico. Il significato reale consiste nell’estendere ai contratti di lavoro la stessa sanzione prevista per l’illegittimità di qualsiasi atto commesso tra privati. Se un licenziamento è illegittimo l’articolo18 dispone che l’atto sia rimosso, come accade quando si fa abbattere l’opera costruita da un vicino lesiva del diritto di proprietà del confinante (…) Nel diritto del lavoro tale rimozione si chiama «reintegrazione». Questa semplice previsione (annullare il licenziamento illegittimo, reintegrare il lavoratore e risarcirlo del danno subito) esercita una rilevante forza deterrente, e rende praticabili i diritti dei lavoratori nel concreto svolgersi dei rapporti di lavoro, a partire da quelli sindacali. Chi sa di poter fruire di una tutela contro il licenziamento illegittimo ha infatti molte più possibilità di agire per rendere effettivi i suoi …

“La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati” di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

“La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati” di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

"La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati" di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

“La frenata tattica della Camusso”, di Gianni Del Vecchio

I tre motivi per cui il capo della Cgil ha raffreddato l’entusiasmo sull’accordo. Dopo l’accordo notturno di giovedì fra il premier Monti e i tre segretari della maggioranza che sostiene il governo (Alfano, Bersani e Casini), la riforma del mercato del lavoro sembrava ormai cosa fatta. Ma a gettare acqua fredda sui facili entusiasmi ci ha pensato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: «Se il governo ha fatto un accordo con i partiti la cosa ci lascia preoccupati. Le cose che abbiamo sentito finora non ci convincono». I motivi della brusca frenata della Camusso sono sostanzialmente tre, ovviamente intrecciati fra loro. Prima di tutto, il leader di corso d’Italia non ci sta a vedere calata sulla sua testa un’intesa su cui sarà poi lei, assieme agli altri partecipanti al tavolo, a dover mettere firma e faccia. Lo ha detto chiaramente: «C’è un tavolo aperto con le parti sociali e quella è la sede opportuna per parlarne». Una posizione che rivendica un certo grado di autonomia dalla politica. Il secondo motivo invece ha a che …

“La frenata tattica della Camusso”, di Gianni Del Vecchio

I tre motivi per cui il capo della Cgil ha raffreddato l’entusiasmo sull’accordo. Dopo l’accordo notturno di giovedì fra il premier Monti e i tre segretari della maggioranza che sostiene il governo (Alfano, Bersani e Casini), la riforma del mercato del lavoro sembrava ormai cosa fatta. Ma a gettare acqua fredda sui facili entusiasmi ci ha pensato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: «Se il governo ha fatto un accordo con i partiti la cosa ci lascia preoccupati. Le cose che abbiamo sentito finora non ci convincono». I motivi della brusca frenata della Camusso sono sostanzialmente tre, ovviamente intrecciati fra loro. Prima di tutto, il leader di corso d’Italia non ci sta a vedere calata sulla sua testa un’intesa su cui sarà poi lei, assieme agli altri partecipanti al tavolo, a dover mettere firma e faccia. Lo ha detto chiaramente: «C’è un tavolo aperto con le parti sociali e quella è la sede opportuna per parlarne». Una posizione che rivendica un certo grado di autonomia dalla politica. Il secondo motivo invece ha a che …

"La frenata tattica della Camusso", di Gianni Del Vecchio

I tre motivi per cui il capo della Cgil ha raffreddato l’entusiasmo sull’accordo. Dopo l’accordo notturno di giovedì fra il premier Monti e i tre segretari della maggioranza che sostiene il governo (Alfano, Bersani e Casini), la riforma del mercato del lavoro sembrava ormai cosa fatta. Ma a gettare acqua fredda sui facili entusiasmi ci ha pensato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: «Se il governo ha fatto un accordo con i partiti la cosa ci lascia preoccupati. Le cose che abbiamo sentito finora non ci convincono». I motivi della brusca frenata della Camusso sono sostanzialmente tre, ovviamente intrecciati fra loro. Prima di tutto, il leader di corso d’Italia non ci sta a vedere calata sulla sua testa un’intesa su cui sarà poi lei, assieme agli altri partecipanti al tavolo, a dover mettere firma e faccia. Lo ha detto chiaramente: «C’è un tavolo aperto con le parti sociali e quella è la sede opportuna per parlarne». Una posizione che rivendica un certo grado di autonomia dalla politica. Il secondo motivo invece ha a che …