Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Sindacati delusi al tavolo. Monti: avanti con chi c’è", di Massimo Franchi

La riforma del mercato del lavoro come la tela di Penelope. A fare e disfare è sempre Elsa Fornero. Il telaio è sempre basato su grandi principi, su riforme epocali: indennità di disoccupazione universale, forte riduzione e disincentivi alla flessibilità cattiva. Poi, però, quando si entra nel dettaglio non si approda a niente: non ci sono risorse e, soprattutto, le proposte sono fumose, non ci sono dati («si spera di averli giovedì»), nessun numero. Il tutto aggravato dal fatto che la ministra non si degna mai di commentare l’esito degli incontri per fare “sparate” nei giorni successivi, dovendo poi sempre fare retromarcia. E allora ieri il quarto incontro della trattativa, a detta di tutte le parti, è stato «interlocutorio». Riunite per la prima volta nella sala Gino Giugni del ministero del Lavoro a via Veneto, le parti sociali sono rimaste nuovamente deluse dall’atteggiamento della padrona di casa. Sul tavolo aleggiavano le parole appena ribadite da Mario Monti a piazza Affari: «Sia io sia il ministro Fornero siamo molto fiduciosi che entro il termine che ci …

“Sindacati delusi al tavolo. Monti: avanti con chi c’è”, di Massimo Franchi

La riforma del mercato del lavoro come la tela di Penelope. A fare e disfare è sempre Elsa Fornero. Il telaio è sempre basato su grandi principi, su riforme epocali: indennità di disoccupazione universale, forte riduzione e disincentivi alla flessibilità cattiva. Poi, però, quando si entra nel dettaglio non si approda a niente: non ci sono risorse e, soprattutto, le proposte sono fumose, non ci sono dati («si spera di averli giovedì»), nessun numero. Il tutto aggravato dal fatto che la ministra non si degna mai di commentare l’esito degli incontri per fare “sparate” nei giorni successivi, dovendo poi sempre fare retromarcia. E allora ieri il quarto incontro della trattativa, a detta di tutte le parti, è stato «interlocutorio». Riunite per la prima volta nella sala Gino Giugni del ministero del Lavoro a via Veneto, le parti sociali sono rimaste nuovamente deluse dall’atteggiamento della padrona di casa. Sul tavolo aleggiavano le parole appena ribadite da Mario Monti a piazza Affari: «Sia io sia il ministro Fornero siamo molto fiduciosi che entro il termine che ci …

Donne, lo Svimez: “Al sud 560 mila disoccupate nascoste”

A due settimane dall’8 marzo, un dossier fotografa la situazione delle donne al Sud Italia. Studiano meglio e più degli uomini, ma è occupata solo 1 giovane su 4 e guadagna molto meno. Il peso dei vecchi modelli che resistono e di un welfare residuale. Nel Sud oltre mezzo milione di donne sfugge alle statistiche della disoccupazione ufficiale, così da portare il tasso di disoccupazione corretto nel 2010 al 30,6%. A queste vanno aggiunte 575 mila “scoraggiate”, disponibili a lavorare ma non in cerca di lavoro. Mentre le poche assunte regolarmente (tra le giovani meno di una su quattro) hanno uno stipendio inferiore di oltre il 30% rispetto a un uomo del Centro-Nord. A due settimane dall’8 marzo, la Svimez fotografa la situazione delle donne al Sud nel dossier “La condizione e il ruolo delle donne per lo sviluppo del Sud” di Luca Bianchi e Giuseppe Provenzano. Le elaborazioni Svimez prendono in esame la situazione delle donne al Sud dal 2008 al 2011. Le donne nella crisi: occupate meno che in Grecia. In Italia in …

"Fassina: «Nel partito è stata votata un’altra posizione». Caro Walter, così ci arrendiamo al pensiero unico", articoli di Stefano Fassina, Walter Veltroni, Giorgio Tonini e Giuseppe Fioroni

Caro Walter, ti scrivo dopo aver letto la tua intervista oggi a Repubblica, senza alcuno spirito polemico, soltanto nel tentativo di evitare valutazioni politiche fact free. Primo, «la patrimoniale» esiste soltanto nel linguaggio dei media. Al Lingotto non fu proposta una imposta patrimoniale ordinaria universale (su tutte le famiglie) ad aliquota minima e finalizzata a ridurre l’indebitamento netto, come le imposte patrimoniali introdotte dal governo Monti (…). Al Lingotto fu proposta, seppur in termini generici, un’imposta patrimoniale straordinaria, ad aliquota elevata, sul famoso 10% più ricco delle famiglie italiane, finalizzata ad abbattere il debito pubblico di decine di punti percentuali di Pil (…). La corrispondenza tra quanto approvato dal Parlamento a dicembre scorso è come tra il giorno e la notte. Perché il Lingotto viene, ancora una volta, presentato come precursore dell’intervento di Monti? (…) Secondo, le imposte patrimoniali ordinarie universali introdotte dal governo Monti e da te particolarmente apprezzate consistono sostanzialmente di Ici (ora denominata Imu). Dei circa 12 miliardi all’anno raccolti dalle imposte patrimoniali ordinarie approvate, oltre 11 derivano dall’Ici, ossia imposte sulla …

“Fassina: «Nel partito è stata votata un’altra posizione». Caro Walter, così ci arrendiamo al pensiero unico”, articoli di Stefano Fassina, Walter Veltroni, Giorgio Tonini e Giuseppe Fioroni

Caro Walter, ti scrivo dopo aver letto la tua intervista oggi a Repubblica, senza alcuno spirito polemico, soltanto nel tentativo di evitare valutazioni politiche fact free. Primo, «la patrimoniale» esiste soltanto nel linguaggio dei media. Al Lingotto non fu proposta una imposta patrimoniale ordinaria universale (su tutte le famiglie) ad aliquota minima e finalizzata a ridurre l’indebitamento netto, come le imposte patrimoniali introdotte dal governo Monti (…). Al Lingotto fu proposta, seppur in termini generici, un’imposta patrimoniale straordinaria, ad aliquota elevata, sul famoso 10% più ricco delle famiglie italiane, finalizzata ad abbattere il debito pubblico di decine di punti percentuali di Pil (…). La corrispondenza tra quanto approvato dal Parlamento a dicembre scorso è come tra il giorno e la notte. Perché il Lingotto viene, ancora una volta, presentato come precursore dell’intervento di Monti? (…) Secondo, le imposte patrimoniali ordinarie universali introdotte dal governo Monti e da te particolarmente apprezzate consistono sostanzialmente di Ici (ora denominata Imu). Dei circa 12 miliardi all’anno raccolti dalle imposte patrimoniali ordinarie approvate, oltre 11 derivano dall’Ici, ossia imposte sulla …

"I difetti di un mercato che privilegia l’uomo", di Chiara Saraceno

Investire nelle donne converrebbe alla società, dal punto di vista dello sviluppo economico, del bilancio fiscale, dell´utilizzo pieno di tutte le risorse umane disponibili. Ma per investire nelle donne e favorirne una partecipazione al mercato del lavoro adeguata alle loro capacità e competenze, sono molte le cose che dovrebbero cambiare nell´organizzazione del mercato del lavoro, nell´offerta di servizi e nella divisione del lavoro tra uomini e donne in famiglia. Gran parte del benessere familiare è infatti a carico del lavoro gratuito delle donne. E l´assenza di servizi di cura, non solo per i bambini, ma per le persone non autosufficienti, è compensata solo dal lavoro gratuito di mogli, madri, figlie, nuore, nonne. Già ora le donne stanno salvando, se non l´Italia, gli italiani, tramite il loro lavoro gratuito quotidiano – che non viene meno neppure quando hanno un lavoro per il mercato e che la crisi ha in molti casi intensificato. Senza questo lavoro gratuito, le famiglie sarebbero molto più povere e molti bisogni di cura rimarrebbero insoddisfatti. Esso andrebbe meglio e più equamente ridistribuito, …

“I difetti di un mercato che privilegia l’uomo”, di Chiara Saraceno

Investire nelle donne converrebbe alla società, dal punto di vista dello sviluppo economico, del bilancio fiscale, dell´utilizzo pieno di tutte le risorse umane disponibili. Ma per investire nelle donne e favorirne una partecipazione al mercato del lavoro adeguata alle loro capacità e competenze, sono molte le cose che dovrebbero cambiare nell´organizzazione del mercato del lavoro, nell´offerta di servizi e nella divisione del lavoro tra uomini e donne in famiglia. Gran parte del benessere familiare è infatti a carico del lavoro gratuito delle donne. E l´assenza di servizi di cura, non solo per i bambini, ma per le persone non autosufficienti, è compensata solo dal lavoro gratuito di mogli, madri, figlie, nuore, nonne. Già ora le donne stanno salvando, se non l´Italia, gli italiani, tramite il loro lavoro gratuito quotidiano – che non viene meno neppure quando hanno un lavoro per il mercato e che la crisi ha in molti casi intensificato. Senza questo lavoro gratuito, le famiglie sarebbero molto più povere e molti bisogni di cura rimarrebbero insoddisfatti. Esso andrebbe meglio e più equamente ridistribuito, …