Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Peggiora la disoccupazione oltre 2 milioni senza lavoro", di Barbara Corrao

Sale, ancora, la disoccupazione in ottobre, l’occupazione è ferma e l’inflazione dà qualche timido segnale di raffreddamento in novembre (-0,1%) ma rimane alta su base annua (+3,3%). E’ questa la terna dei dati diffusi ieri dall’Istat insieme all’Eurostat. Il tasso di disoccupazione italiano si porta all’8,5% rispetto all’8,3% di settembre, con una tendenza al peggioramento di livello europeo. L’occupazione è di poco conforto e l’incremento dello 0,2% su base annua è a beneficio esclusivo delle donne (+1,2%). Per gli uomini, purtroppo, anche questo dato è negativo (-0,4%). In Europa sono ormai 23,55 milioni i disoccupati, 130 mila in più (10,3%) rispetto a settembre. Solo nell’Eurozona siamo a 16,9 milioni. In Italia, per quanto grave sia il dato di ottobre, è comunque inferiore alla media europea dove l’apice è rappresentato da Spagna e Grecia (22,8 e 18,3 per cento) mentre Austria, Lussemburgo e Olanda sono a livelli inferiori al 5%. La Germania, la sola ad essere in controtendenza, ha annunciato in novembre un dato migliore delle attese, scendendo sotto quota 7%. Insomma se l’inflazione dà segni …

"Licenziamenti, i lacci che non esistono", di Mario Fezzi

Si parla tanto in questi giorni di superamento dell’attuale sistema di tutela contro i licenziamenti e di passaggio, in nome dell’Europa che lo impone, a un sistema che consenta i licenziamenti e la cui eventuale illegittimità determini solo un costo per l’azienda e non la reintegrazione, che resterebbe solo per i licenziamenti discriminatori. In proposito bisogna dire subito che tutto l’impianto è fondato su premesse false, posto che il licenziamento per motivi economici in Italia esiste già da tempo, sia a livello collettivo che individuale. Per ridurre la forza lavoro, basta attivare un’apposita procedura, prevista dalla L. 223/91, e all’esito si mettono in mobilità (cioè si licenziano) tutte le persone che si ritiene. Che le cose stiano così è confermato dal fatto che, dati alla mano, negli ultimi cinque anni in Italia hanno perso il posto di lavoro quasi un milione di persone attraverso procedure di questo genere. Ed anche un singolo lavoratore può essere licenziato, per giustificato motivo oggettivo (art. 3 L. 604/66); basta sopprimere (davvero, non per finta) un posto di lavoro e …

"«Operai iperprotetti», leggenda metropolitana", di Bruno Ugolini

C’è un luogo comune che affibbia agli operai l’etichetta di iperprotetti e li colloca così opposti agli atipici e precari privi di diritti e tutele. Una “leggenda metropolitana” se si pensa alle giornate che stanno vivendo migliaia di operai in Italia, come alla Fiat, come nelle decine di aziende che vanno chiudendo. Ma quella degli “iperprotetti” nonè un’opinione riservata agli studiosi e ai politici intenti a trovare soluzioni in un mercato del lavoro dissestato. La leggenda è penetrata, a furia di ripeterla, anche nell’opinione pubblica e, soprattutto, tra coloro chenon hanno diritti e tutele. Così si scatena la guerra tra padri e figli. Leggiamo tra le testimonianze raccolte nel sito www.giovandispostiatutto. com opinioni come questa: «Ci sarebbe bisogno di ridimensionare i sindacati e le abnormità di certi contratti che danneggiano produzione, reddito nazionale, e onore, ponendodiseguaglianze enormi di potere d’acquisto tra categorie debolissime e quelle iperprotette intoccabili». Troviamo anche un “padre” che risponde: «Quando siamo entrati noi, nel mondo del lavoro, non è che si stesse meglio di come state voi adesso. Esistevano ancora i …

"Il vergognoso ritorno delle dimissioni in bianco", di Maria Grazia Gatti

Nonostante la crisi aumenta il numero delle donne italiane che abbandonano “volontariamente” il lavoro a seguito della nascita di un figlio. I dati ufficiali sono inequivocabili: nel 2009 le dimissioni per maternità erano state 17.878, nel 2010 sono arrivate a 19.017. Quindi, negli anni più pesanti di una crisi epocale dagli esiti imprevedibili, 36.895 donne “decidono» di abbandonare il lavoro alla nascita del figlio, ufficialmente per carenze dei servizi all’infanzia o per il loro costo elevato. Quante di queste donne avevano firmato una lettera di dimissioni in bianco all’atto dell`assunzione? Uno dei primi atti del precedente governo fu la cancellazione della legge sul divieto delle “dimissioni in bianco”. L’Italia avrebbe proprio bisogno che nascessero più bambini, invece, è in costante aumento il fenomeno della povertà femminile e infantile e si prospetta un futuro demografico drammatico. Gli ultimi dati dello Svimez parlano di uno tsunami demografico soprattutto nel Meridione: nei prossimi 20 anni il Sud perderà circa un giovane su quattro e al Nord un giovane su cinque sarà straniero. L’esperienza del Nord Europa ci dice …

"Il lavoro non c´è più. Immigrati a rischio stop", di Corrado Zunino

Quest’anno, con i flussi, entreranno in Italia 98.080 extracomunitari. È probabile che dal 2012 non ne entreranno più. Non attraverso il decreto flussi, almeno: lo strumento è da rivedere. Ma la ragione vera dell´inversione di tendenza sta nei tre anni di crisi sfibrante che oltre ad aver contratto il mercato del lavoro italiano hanno messo in difficoltà un sempre più ampio bacino di immigrati. ggi il 12% dei due milioni e mezzo di stranieri lavoratori sono disoccupati: 280 mila persone in tutto. Con l´arrivo in Italia di nuovi stranieri, in particolare extra-europei, questi “senza lavoro” rischiano di non trovare mai più un´occupazione e di retrocedere, quindi, al pericoloso “status” di clandestini. Esiste un documento tecnico interministeriale che offre queste indicazioni alla politica: ci sono troppi stranieri disoccupati in Italia, fermiamo il decreto flussi. È stato elaborato venti giorni fa, il periodo delle convulsioni del governo Berlusconi, dagli “uffici immigrazione” dei più importanti ministeri interessati: Interni, Lavoro, Esteri, Agricoltura. Il direttore generale dell´Immigrazione al ministero del Lavoro, Natale Forlani, ora dice: «Escludo che quest´anno possa esserci …

«Sì alla flex security ma con stipendi più alti», intervista a Chiara Saraceno di Vladimiro Fruletti

Gli stiamo costruendo un futuro da poveri». La sociologa Chiara Saraceno non è sorpresa dalle allarmate parole con cui il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervista a l’Unità ha descritto la situazione dei giovani in Italia. «Il suo grido d’allarme è condivisibile -dice -. Purtroppo, il tema non è nuovo». La diagnosi del governatore Visco è chiara, ma la terapia c’è? «È tanto che si sente questo grido di dolore, il problema è che si è fatto pochissimo. Visco centra la questione: i bassi salari di ingresso dei nostri giovani laureati. Qui la contraddizione è fortissima, perché non solo sono costretti a lavorare e a vivere in modo precario, non solo sono quelli su cui si scaricano le rigidità del nostro mercato del lavoro e a cui viene applicato il meccanismo contributivo per le pensioni, ma sono anche pagati meno. Subiscono tutti gli svantaggi,ma non hanno in cambio neppure un minimo vantaggio salariale. Se non ci fossero le famiglie a sostenerli non potrebbero certo reggere». Un presente da poveri e futuro peggiore. Il direttore …

"Termini, raggiunto l'accordo sugli incentivi ai lavoratori. Firma anche la Fiom", di Paolo Pica

La mediazione di del neo ministro dello Sviluppo Corrado Passera convince sindacati e Fiat e dopo mesi di trattative a singhiozzo e attese deluse viene finalmente raggiunto un accordo sugli incentivi ai lavoratori di Termini Imerese (Palermo). Stabilimento storico che il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne sta dismettendo. Il sì è arrivato al termine di una giornata di negoziati al ministero dello Sviluppo, presenti tutte le sigle, io tecnici del dicastero del Lavoro, gli advisor, i rappresentanti di Torino e quelli dell’azienda subentrante Dr Motor. Alla fine c’è anche la firma della Fiom che tuttavia lamenta «il dispetto della Fiat che ha applicato importi più bassi» di quelli normalmente praticati. Il presidio davanti alla fabbrica viene rimosso. SOLLIEVO TRA I LAVORATORI – A sera la soddisfazione prevale sulle critiche che pure non mancano. Tirano un sospiro di sollievo oltre 1.500 famiglie in ansia da mesi: chi non è in uscita è in cassa integrazione. Passa il primo importante test di una serie il ministro Passera che incassa a sorpresa il plauso della Cgil. L’organizzazione …