Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Scommettere su qualità e preparazione", di Irene Tinagli

E’ prassi comune, soprattutto tra i politici, additare gli economisti come i responsabili della crisi, della precarietà e dei milioni di giovani senza prospettive. Eppure molti economisti da anni non fanno che ripetere, proprio ai nostri politici, la necessità di investire di più nella formazione e nell’integrazione dei giovani nel mercato del lavoro. Lo ha fatto anche ieri il neo Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervista a La Stampa mettendo in evidenza tutte le contraddizioni dell’Italia. Un Paese che per reagire alle pressioni di un’economia globalizzata ha scaricato le sue debolezze sui più giovani. Col risultato paradossale che in un’economia mondiale sempre più trainata da conoscenza e innovazione, in cui la domanda ed il valore di competenze fresche tendono ad aumentare, l’Italia vede diminuire i salari d’ingresso dei suoi giovani laureati, persino di quelli di cui ha più bisogno, come gli ingegneri. Ma Visco non cerca di accattivarsi le simpatie dei movimenti studenteschi o dei sindacati. Nessuna condanna della legge Biagi, nessuna invocazione per posti fissi o salari minimi e università gratis per tutti. …

Il governatore Visco: «Il vero cambiamento è investire sui giovani», di Bianca Di Giovanni

“Non facciamo gli indovini”. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco misura le parole sulla durata della crisi e sulle turbolenze dei mercati. Anzi, preferirebbe proprio non pronunciarle. Vorrebbe parlare solo di quello che ormai da tempo lo appassiona: il capitale umano e l’economia della conoscenza. La sua prima uscita pubblica da governatore – in un convegno dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia – l’ha dedicata a questo, quasi a sottolineare quanto il fattore umano conti anche nel mezzo della «tempesta perfetta della finanza». Ma lo scenario impone altri temi, urgono risposte. «Non c’è unaricetta per uscire dalla crisi – avverte – bisogna solo lavorare molto, ascoltare e riflettere. Ascoltare i giovani, che sbagliano quando chiedono di uscire dall’euro (sarebbe un disastro), ma hanno istanze corrette. Nel suo studio al piano nobile di Palazzo Koch, Visco resta abbottonatissimo sui prossimi impegni del governo italiano («aspettiamo») e, riflettendo sul futuro dei giovani, lancia un invito ai più vecchi: «Federico Caffè diceva sempre: bisogna avere il coraggio di riformare, non quello di …

"Il giorno più lungo di Termini Imerese. L'ultimo targato FIAT", di Manuela Modica

L’ultima sveglia, da oggi non servirà più. Perché ieri si sono alzati per andare a svolgere un lavoro che si sa terminato. Perché dopo 40anni, dopo gli ultimi 9 di lotta, dopoquel 2008 in cui si faceva addirittura formazione. Perché è finita. Perché è finita ma non così: «Presidieremo l’entrata e impediremo l’uscita di altre macchine, fino a mercoledì. Non ce ne andremo finché non raggiungeremo un accordo che garantisca tutti», spiega Maurizio Landini, segretario della Fiom. Alla Fiat di Termini Imerese è arrivato il giorno più lungo: l’ultimo. Vincenzo La Barbera ogni mattina degli ultimi 23 anni s’è svegliato per andare a montare ammortizzatori, mozzi ai motori delle macchine fiat. Ieri è entrato in fabbrica per fare la stessa identica cosa «ma con il cuore a pezzi», sapendo di tornare a casa dalla moglie e i 4 figli (dai 10 ai 23 anni) senza riuscire più a scorgere il domani. Non lo sa neanche Giovanni Giudice che di figli ne ha 2 e un mutuo di 700 euro sulle spalle. A non saperlo, a …

"Dimissioni in bianco, Ministro Fornero faccia qualcosa" da Unità

Scrivono al neo ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per chiedere che venga ripristinata la legge (188 del 2007) contro le dimissioni in bianco: sono 14 donne che hanno preso carta e penna e inviato una lettera aperta alla nuova titolare del Welfare. Tra le firmatarie ci sono donne della politica e della cultura, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici: tra loro, Titti Di Salvo e Marisa Nicchi, promotrici della legge nella scorsa legislatura, ma anche tre segretarie confederali di Cgil, Cisl e Uil, Serena Sorrentino, Liliana Ocmin, Anna Rea. La legge era stata fatta per impedire le dimissioni in bianco. L’obiettivo dell’abuso – scrivono – è quello di aggirare il divieto di licenziamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo (di aggirare dunque l’art.18 dello Statuto dei lavoratori). E al momento dell’assunzione infatti che capita che venga richiesto di firmare una lettera di dimissioni volontarie, definite in bianco perchè senza data. La data, proseguono, verrà messa successivamente, quando quella ragazza sarà incinta o quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia. La legge 188 …

"Pensioni, recuperare il principio della flessibilità", di Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta

Abbiamo appoggiato con convinzione la formazione del governo presieduto da Mario Monti. Nel fare questa scelta abbiamo anteposto gli interessi del paese a qualsiasi altra considerazione, anche alle convenienze di partito. In una situazione di eccezionale gravità la politica non può tirarsi indietro, anche adottando soluzioni straordinarie. Adesso viene il momento delle scelte, perché l’esecutivo deve assolvere al compito primario di portare l’Italia al riparo e restituirle autorevolezza e dignità in campo internazionale. Abbiamo apprezzato il discorso di insediamento del neo presidente al Senato perché in esso abbiamo ravvisato una vera discontinuità politica. Abbinare alla parola rigore quelle di crescita ed equità non è soltanto un fatto lessicale: si tratta invece di una scelta politica ben precisa alla quale bisognerà che seguano i fatti. Noi non siamo fra coloro che pensano che le proposte spettino esclusivamente al governo e che il compito della larga base parlamentare che lo sostiene sia semplicemente quello della ratifica. Vorremmo sfuggire alla logica del Si o del No acritici perché pensiamo che si debba portare un contributo autonomo e pretendere …

"Il primo test per la Fornero", di Paolo Griseri

Il tempo stringe. Mancano quaranta giorni per disinnescare la bomba Fiat. Per evitare che dal primo gennaio il gruppo di Torino diventi un luogo di scontro esclusivamente ideologico. Uno scontro «in grado di far scoppiare le contraddizioni di tutti: del governo perché non partirebbe bene, e di Cisl e Uil». Sono parole di Vincenzo Scudiere, segretario nazionale della Cgil, una lunga militanza in quella che fu la componente socialista del sindacato di corso d´Italia. Non certo un barricadero. Scudiere avverte un pericolo che, con il suo linguaggio, segnala anche il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo: «Dobbiamo evitare che nella Fiat prevalga l´estremismo». Si potrebbe osservare che il consiglio sarebbe utile anche all´interno della Fiom, dove ieri il presidente del Comitato centrale, Giorgio Cremaschi, accusava la Fiat di «fascismo aziendalistico». Ma è ormai evidente che il Lingotto e il sindacato di Landini hanno ambedue diverse anime al loro interno. L´effetto dell´estensione a tutto il gruppo Fiat (sia Fiat spa che Fiat industrial) dell´accordo di Pomigliano (o similari) è che 70 mila lavoratori italiani, non potranno …

La «fiducia» dei precari a Monti: «Più diritti per uscire dalla crisi», di Maria Grazia Gerina

Chiara, trent’anni la prossima settimana, lo dice tutto d’un fiato: «Sono una psicologa precaria, lavoro da sei anni nei centri d’igiene mentale, sempre con contratti di sei mesi, due mesi, un mese. A volte anche senza contratto. Mi pagano ogni quattro mesi, quando va bene. Non ho diritto a ferie retribuite ma ho il dovere di pianificarle, non ho diritto alla malattia eppure mi ammalo, non ho diritto alla gravidanza, eppure a trent’anni, un figlio lo vorrei avere, non ho diritto alla pensione, eppure un giorno invecchieremo anche noi precari…». Antonio viene da Torre del Greco, è uno dei fondatori di “Giovani in movimento”: «Eravamo tutti studenti, dieci anni dopo ci siamo guardati in faccia e ci siamo resi conto che eravamo tutti quanti precari». Giulia, 32 anni, e Rita, 34, sono rispettivamente ingegnere e architetto. A partita Iva. Le società per cui lavorano le pagano come se fossero lavoratrici autonome. E però: «Abbiamo orari di lavoro da rispettare – a molte di noi spesso viene chiesto anche di timbrare il cartellino – come qualunque …