Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Settembre nero nell’industria: a picco fatturato e ordini", di Luciano Costantini

Un settembre nero se è vero che i numeri sulla produzione industriale vanificano quasi interamente, comunque penalizzano molto, i buoni risultati ottenuti nell’arco dei primi nove mesi dell’anno che tuttavia restano positivi. In calo netto sia il fatturato che gli ordinativi. Secondo i rilevamenti Istat, a settembre il fatturato dell’industria è sceso del 5,4% rispetto ad agosto che vuol dire il peggior dato congiunturale dal novembre del 2008. Su base annua è salito però dell’1,9%, trainato dal mercato estero. Ancora più negative le cifre riguardanti gli ordini che a settembre sono arretrati dell’8,3% rispetto ad agosto. Il dato più basso dall’agosto del 2009. Ed in questo caso a pesare tantissimo è stato lo scarso tiraggio del mercato interno. Anche su base annua il risultato è negativo con una riduzione del 3,6%. Questi i numeri nudi e crudi di una evidente retromarcia rispetto alla performance registrata ad agosto e che aveva fatto immaginare una possibile inversione del trend critico del settore industriale. Analizzando le cifre relative al fatturato, il nostro istituto di statistica rileva che il …

"Otto milioni «in sofferenza»,la disoccupazione reale è al 13%", di Laura Matteucci

Sono 8 milioni, tra disoccupati, inattivi, cassintegrati, precari e part time involontari, le persone che vivono una condizione lavorativa «di sofferenza», a causa della «radicale modifica» della struttura del mercato del lavoro. Tra questi, 3,5 milioni sono i disoccupati veri e propri. Un esercito di persone con stipendi medi fra i 600 e 700 euro al mese, con tutele in via di esaurimento e già finite per molti disoccupati, inesistenti per tantissimi precari il cui numero è in costante crescita. E senza considerare il lavoro nero integrale. La disoccupazione reale, calcolando anche l’effettiva quota di scoraggiati che dichiarano però di essere disoccupati e voler lavorare, sale ad oltre il 13%. Quanto a chi un lavoro ce l’ha, la qualità dell’occupazione è bassa e fotografa un sistema produttivo arretrato e troppo basato ancora sulla competizione di costo, in totale controtendenza come qualfiche con il resto d’Europa. Lo studio curato dall’Ires Cgil «Un mercato del lavoro sempre più atipico: scenario della crisi» ripercorre gli ultimi quattro anni dell’occupazione italiana mettendo a fuoco l’impatto della crisi sul mondo …

"Thyssen consapevole dei rischi: gli operai furono mandati a morire", di Alberto Gaino

Herald Espenhahn «è persona preparata, autorevole, determinata, competente, scrupolosa». Quest’uomo è stato condannato a 16 anni e 6 mesi per incendio, omissioni dolose di norme antinfortunistiche e soprattutto per omicidio volontario con la formula del dolo eventuale dagli stessi giudici che scelgono quei cinque aggettivi per caratterizzarne la personalità di manager. La contraddizione è apparente: proprio in ragione di questo profilo alto la Corte d’Assise torinese l’ha giudicato reponsabile della morte dei sette operai bruciati vivi nel rogo della linea 5 dello stabilimento torinese della multinazionale ThyssenKrupp, la notte del 6 dicembre 2007. Attento e preciso come ha dimostrato d’essere sul lavoro, l’amministratore delegato TK Ast – la spa italiana della multinazionale – «decideva» comunque «di non “fare nulla” in tema di fire prevention nella fabbrica torinese, pur mantenendola attiva, pur continuando la produzione in quelle condizioni di completo azzeramento delle condizioni minime di sicurezza». A sette mesi dalla inedita sentenza – per la prima condanna di un datore di lavoro in Assise – che provocò burrascose polemiche, il presidente Maria Iannibelli e il giudice …

"Fiat chiude Termini Imerese. Ma il passaggio a DR Motor è in forse", di Massimo franchi

Ora c’è anche la data ufficiale. Per i 1.516 operai di Termini Imerese mercoledì 23 novembre sarà l’ultimo giorno di lavoro con le tute Fiat. Dopo 41 anni di onorata carriera, dallo stabilimento non usciranno più auto del Lingotto e i cancelli della fabbrica siciliana chiuderanno. L’anticipo sulla scadenza di fine anno era scontato: da mesi le Ypsilon che uscivano dallo stabilimento erano sempre meno, con pochi giorni di lavoro al mese, mentre le aziende dell’indotto avevano già chiuso i battenti e le forniture. Meno scontata è la scelta del momentoin cui ufficializzare la notizia: a 48 ore dal tavolo decisivo per decidere il passaggio a DR motor. TEMPISTICA «È una scorrettezza da parte della Fiat, è un modo per mettere pressione proprio in vista della riunione – attacca Roberto Mastrosimone, segretario Fiom Palermo – . Andremo all’incontro al ministero sapendo che tra dieci giorni la Fiat chiuderà per sempre e senza un ministro, dunque senza la presenza politica. Non olo, così facendo Fiat indebolisce il confronto aperto con Dr». Dello stesso avviso il sindaco …

"Non c'è solo lo spread", di Rinaldo Gianola

Ci risiamo. Per capire che aria tira basta fare un giro nelle strade dello shopping di Milano, con quelle vetrine luccicanti e opulente che si offrono compiaciute al cliente sempre più riottoso. Si moltiplicano le offerte “da non perdere” di negozi, grandi magazzini, gruppi di commercianti, “firme”. Non si sono mai viste le promozioni quando manca più di un mese a Natale.Il calo del consumi è misurato in circa il 25% e tutti cercano di salvarsi. Ci sono i commercianti che praticano uno sconto del 10% sul listino, c’è il nome storico americano che a chi compra due capi di abbigliamento pratica una riduzione del 50% su uno dei due, un’altra grande catena offre un taglio del 30% sui suoi ultimi prodotti. È insomma una stagione di saldi in autunno. Un autunno difficile non solo l’Italia, anche per altri paesi che vorrebbero farci la lezioncina, ma certo la nostra situazione è talmente delicata che forse solo un governo d’emergenza può essere così temerario da affrontarla. Se «non si vende un tubo» come si lamentano pubblicamente …

"La solitudine dei cinquantenni. Né lavoro né pensione."In cinquantamila nella terra di nessuno", di Luigina Venturelli

Troppo vecchi per lavorare, ma troppo giovani per andare in pensione. Lasciati a macerare in un limbo esistenziale ed occupazionale senza alcuna altra risorsa che la propria capacità di arrangiarsi, di farsi aiutare da familiari o amici,di inventarsi un espediente per tirare a campare fino al raggiungimento della sospirata anzianità. I sociologi e gli economisti li chiamano educatamente lavoratori maturi. Le aziende, con il solito linguaggio diretto, li definiscono semplicemente esuberi. Occupazione anziana in calo. Sono centinaia di migliaia di italiani, i dipendenti tra i 55 e i 64 anni di età, quelli risparmiati dalla fase iniziale della crisi economica, quando da sacrificare c’erano ancora interinali e precari. Ma che dal 2010, con il perdurare delle difficoltà, rischiano di venire man mano esplulsi dal mercato del lavoro. A differenza dei colleghi più giovani, con ben poche possibilità di rientrarvi. «Dallo scorso anno, con il progressivo scadere di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione, è cominciata la fuoriuscita dal mercato dei lavoratori stabili» spiega Claudio Treves della segreteria confederale Cgil. «Il che farà abbassare ulteriormente il …

"La Cassa integrazione tira il freno", di Luigi Grassia

Sulla cassa integrazione arrivano notizie brutte ma variamente interpretabili. Un rapporto della Cgil osserva che le ore di cassa sono sempre troppe, uno studio della Uil lo conferma ma segnala che il totale è in lieve regresso e questo in prospettiva potrebbe rasserenare un po’ il quadro. Parlare di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto sarebbe fuorviante, vista la gravità dell’argomento, comunque dai sindacati arrivano valutazioni diverse quanto meno nelle sfumature. «Il dato di ottobre sulla cassa integrazione si conferma elevato, ma più basso rispetto allo stesso mese del biennio precedente» dice Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, presentando il 34˚ rapporto Uil sulla cassa integrazione. Le ore richieste dalle aziende sono 80,2 milioni e coinvolgono 472 mila lavoratori. Però c’è una diminuzione della Cig del 4% ad ottobre rispetto a settembre 2011; su questo regresso hanno influito le flessioni di quella ordinaria (-14,5%) e di quella in deroga (-8,9%). Cresce invece, mese su mese, la richiesta di cassa integrazione straordinaria (+6,8%). Se poi si fotografa in maniera più ampia l’andamento della cassa integrazione si …