Tutti gli articoli relativi a: memoria

“Sconfitta per la giustizia e la memoria”, di Andrea Tarquini

E’ una grave sconfitta, e soprattutto un serio rovescio per la giustizia e la memoria dell’orrore del terzo Reich e del diritto delle sue vittime ad avere giustizia, quella incassata dall’Italia alla Corte internazionale dell’Aja 1 sul doloroso tema della sorte dei criminali nazisti ancora in vita e liberi. Stamane il tribunale internazionale ha infatti dato ragione alla Germania nel contenzioso che opponeva i due paesi sulla liceità di inchieste e procedimenti giudiziari a carico di cittadini tedeschi che prestarono servizio nelle forze occupanti durante la seconda guerra mondiale responsabili di crimini di guerra o crimini contro l’umanità. Ha ragione Berlino, ha sentenziato la Corte dell’Aja, in quanto il principio di immunità, cioè in sostanza il divieto di estradare propri cittadini per consegnarli a qualsiasi magistratura straniera, è iscritto nel Grundgesetz, la sua Costituzione postbellica. E non è tutto: l’immunità legale, spiega ancora il verdetto del tribunale internazionale, significa anche che sono illegittime le richieste d’indennizzo avanzate tramite la giustizia italiana per le vittime delle atrocità naziste contro la popolazione civile o i loro familiari …

"Sconfitta per la giustizia e la memoria", di Andrea Tarquini

E’ una grave sconfitta, e soprattutto un serio rovescio per la giustizia e la memoria dell’orrore del terzo Reich e del diritto delle sue vittime ad avere giustizia, quella incassata dall’Italia alla Corte internazionale dell’Aja 1 sul doloroso tema della sorte dei criminali nazisti ancora in vita e liberi. Stamane il tribunale internazionale ha infatti dato ragione alla Germania nel contenzioso che opponeva i due paesi sulla liceità di inchieste e procedimenti giudiziari a carico di cittadini tedeschi che prestarono servizio nelle forze occupanti durante la seconda guerra mondiale responsabili di crimini di guerra o crimini contro l’umanità. Ha ragione Berlino, ha sentenziato la Corte dell’Aja, in quanto il principio di immunità, cioè in sostanza il divieto di estradare propri cittadini per consegnarli a qualsiasi magistratura straniera, è iscritto nel Grundgesetz, la sua Costituzione postbellica. E non è tutto: l’immunità legale, spiega ancora il verdetto del tribunale internazionale, significa anche che sono illegittime le richieste d’indennizzo avanzate tramite la giustizia italiana per le vittime delle atrocità naziste contro la popolazione civile o i loro familiari …

"Una lezione per tutti", di Claudio Sardo

A Oscar Luigi Scalfaro, uomo della Costituzione, non è stata risparmiata la polemica neppure nel giorno della sua morte. I giornali di destra hanno riproposto l’antico risentimento per le vicende del ’94. Più squallidamente i rappresentanti Pdl di Bologna, Modena e Reggio Emilia sono usciti dalle aule consiliari durante le commemorazioni. Si tratta di un gesto che umilia le istituzioni e che nessun dissenso politico può giustificare. Scalfaro era un uomo intransigente. La sua stella polare era sì la Costituzione «casa di tutti gli italiani», ma la sua idea di politica non era riconducile a una mera pratica di compromesso. Le polemiche e i duri attacchi personali lo ferivano, tuttavia ha sempre pensato che la politica fosse innanzitutto battaglia e richiedesse convinzione e rischio. Il centrodestra italiano cresciuto all’ombra di Berlusconi ha coltivato e rappresentato un’idea radicalmente diversa dalla sua. Una diversa idea di politica e una diversa etica della politica. Ma ciò che infine ha provocato lo scontro con la «squadra» berlusconiana è stata l’interpretazione della Costituzione. Il Cavaliere è sceso in campo sull’onda …

«Al giuramento mi disse: non frequentare i salotti», intervista a Pier Luigi Bersani di Maria Zegarelli

Erano i giorni del famoso discorso televisivo del 9 novembre 1993, quel «non ci sto» pronunciato davanti a milioni di italiani, ma diretto soprattutto a chi stava manovrando nell’oscurità della Repubblica quasi a volerlo ricattare. «Il presidente Scalfaro venne in visita ufficiale in Emilia, era amareggiato ma determinato ad andare avanti. Gli dissi: “Presidente, facciamo una passeggiata, a piedi”. Quando la gente lo vide iniziò in coro a dirgli di resistere, di non mollare». Gli italiani «avevano capito che stava accadendo qualcosa di importante e che era in gioco la struttura stessa della nostra democrazia e la tenuta delle istituzioni. Avevano capito che il presidente della Repubblica stava difendendo entrambe le cose avendo come unico faro la Costituzione». Pier Luigi Bersani accende il suo toscano, al secondo piano del Nazareno, e per un po’ spegne il telefono. Raccontare un uomo che non c’è più, ripescando nei ricordi i momenti che più ne rappresentano lo stile, lo spessore e i tratti più forti del carattere, è come riannodare i fili tra la vita e la morte, …

"La costituzione come bandiera", di Gustavo Zagrebelsky in ricordo di Oscar Luigi Scalfaro

Quella virtù di dire no che ha salvato il Paese dalle forzature autoritarie Poche parole, a poche ore dalla morte del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: un uomo politico e un servitore della Costituzione rigoroso, roccioso e intransigente e, proprio per questo, molto amato e anche molto osteggiato. “Non c´è da temere mai di fronte alle pressioni esterne. L´unico che può temerle è chi è ricattabile”: sono parole sue, rivolte ai giudici ma valide con riguardo a qualunque magistratura e tanto più valide in quanto riferite alle più alte cariche della Repubblica. Di queste, la prima e fondamentale “prestazione” costituzionale che si ha necessità e diritto di pretendere, soprattutto nei tempi di incertezza o di crisi, è la rassicurazione che viene dalla serenità e dalla forza, cioè dalla certezza che non vi possono essere cedimenti e deviazioni. Altri, col tempo e con la riflessione necessari, scriveranno di lui e della sua opera nella storia della Repubblica, una storia che la copre dall´inizio all´altro ieri. Allora si faranno bilanci. Nella commozione del momento, vorrei ricordarlo …

"Shoa, ricordare è un atto di giustizia, anche per noi stessi", intervento di Francesco Profumo

Cento iniziative contro il negazionismo e oblio sulla Shoah. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre». Per spiegare il senso e la valenza della Giornata della memoria bastano queste poche parole di un grande italiano e grande scrittore scomparso 25 anni fa, Primo Levi. Mai più! È questo il grido che si leva nelle nostre coscienze ogniqualvolta guardiamo le immagini, leggiamo i resoconti, o studiamo i testi storici che riguardano l’Olocausto. La Shoah rappresenta uno spartiacque non solo per ilXX secolo,maper l’intera storia dell’umanità. Un evento senza precedenti, in cui una società complessa, dominata da un’ideologia crudele e senza senso, ha utilizzato le sue competenze tecnologiche e le sue infrastrutture per un’azione sistematica di distruzione e di annientamento di un’intera civiltà. Il solenne «che non avvenga mai più», esprime dunque un nobile sentimento che però non deve in alcun modo restare una mera enunciazione di maniera. Perché non sia tale, deve essere sostenuto dall’impegno costante di tutti …

Ma l'Olocausto non è misura di tutte le cose", di Abraham B. Yehoshua

Abraham Yehoshua riceve oggi alla Scuola Normale Superiore di Pisa il diploma di Perfezionamento honoris causa in Letteratura contemporanea. Nell’occasione pronuncerà una lectio (rielaborazione del suo Elogio della normalità , ed. Giuntina), di cui qui anticipiamo uno stralcio. Pur caricandoci di un grande peso, l’Olocausto ci pone di fronte a delle sfide chiare. Come figli delle vittime, ci incombe l’obbligo di enunciare al mondo alcuni insegnamenti fondamentali. Il primo è la profonda repulsione per il razzismo e per il nazionalismo. Abbiamo visto sulle nostre carni il prezzo del razzismo e del nazionalismo estremisti, e perciò dobbiamo respingere queste manifestazioni non solo per quanto riguarda il passato e noi stessi, ma per ogni luogo e ogni popolo. Dobbiamo portare la bandiera dell’opposizione al razzismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Il nazismo non è una manifestazione solamente tedesca ma più generalmente umana, di fronte a cui nessun popolo, e insisto, nessun popolo è immune. […] Ma gli anni che sono passati da allora ci provano purtroppo che manifestazioni naziste sono possibili anche tra altri popoli. …