Tutti gli articoli relativi a: memoria

Il pianto di una madre italiana "Laura, mi manchi tanto", di Roberto Saviano

Ground Zero è finalmente piena. Il vuoto di quel luogo che spaventava gli americani, il vuoto che andavano a vedere i turisti, era quello il monumento più doloroso da sopportare. Silenzio e vuoto nel luogo di New York dove non esiste silenzio e dove non esistono vuoti. Quel luogo, la Zona Zero appunto, nel cuore di Manhattan, per dieci anni è rimasto vuoto. E da ogni parte d´America sono arrivati in migliaia per colmare quel vuoto. Colmarlo con la presenza. E due vasche costruite nel perimetro delle radici dei grattacieli sono lì ma non si sostituiscono alla presenza dei colossi. Nessuno vuole che le cose tornino come prima, perché il rischio è di dimenticare. Never Forget è scritto ovunque. Per arrivare a Ground Zero devi superare diversi check point. La città ne è disseminata. Tutti in fila, spesso per lungo tempo, si lasciano perquisire. Non c´è nervosismo, ma desiderio di far andare bene le cose. Compostezza, disciplina. Gli americani sono qui per mostrare che non hanno paura, anche se Bloomberg, il sindaco di New York, …

"Dieci anni dopo….. dall’altra parte del mondo…..", di Tiziana Ferrario

E’ difficile scrivere qualcosa di non banale in occasione di un anniversario così importante per tutto il mondo come i dieci anni dall’attacco alle Torri Gemelle di New York. Gli americani vogliono dimenticare,ci dice Di Bella,mentre i giornali ci spingono a ricordare ogni dettaglio. I quotidiani italiani propongono cofanetti,inserti speciali, commenti,persino pseudo quiz per rimarcare l’eccezionalità di quel tragico giorno per gli Stati Uniti e per tutti noi. ” ..ti ricordi cosa stavi facendo?”..chiede un quotidiano, ” dov’eri?” chiede un altro”,mentre tutti ripropongono i video con gli aerei che si abbattono su quello che era il simbolo della potenza americana e le voci registrate quella tragica mattina tra i passeggeri e tra i soccorritori giunti a cercare qualche sopravvissuto tra le macerie. E’ vero,mentre in queste ore l’allarme terrorismo torna alle stelle per il timore di nuovi attacchi, tutti ci ricordiamo cosa stavamo facendo quell’11 settembre. Non si puo’ dimenticare. “Siamo tutti americani” avevano titolato il giorno dopo Le Monde, il Corriere della sera e tanti altri quotidiani internazionali, mentre quell’enorme ammasso di cristallo, acciaio, …

"11 settembre: perchè è un anniversario unico", di Mario Calabresi

Siamo arrivati al giorno esatto del decimo anniversario degli attentati del 2001, ma è da una settimana che ne parliamo: la Stampa ha dedicato due supplementi – uno domenica scorsa e uno oggi – pagine di analisi e commenti. Perché tutto questo spazio a un avvenimento che fece sì quasi tremila morti ma che non è unico nella storia? Quanti altri massacri, stragi o genocidi – mi vengono in mente il Ruanda o la Bosnia per primi – dovremmo e potremmo ricordare con lo stesso impegno e spazio? Certamente molti – non esistono unicità senza precedenti come ci spiega accuratamente Enzo Bettiza sulla copertina dell’inserto che trovate al centro del giornale – ma c’è qualcosa che caratterizza l’11 settembre, che lo rende eccezionale, al di là del doveroso ricordo di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini che persero la vita. E’ il fatto che l’11 settembre ha accelerato molti fenomeni che germogliavano da anni, ma che dopo quegli attentati trovarono la strada spianata e hanno cambiato in modo significativo le nostre esistenze …

Un anno fa moriva il sindaco di Pollica Angelo Vassallo. L´ Amaca di Michele Serra

Un anno fa veniva assassinato Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ambientalista, pescatore e galantuomo. Gli dedicai un´amaca dolente e furibonda, nella quale scrivevo che dimenticare un uomo giusto, vittima della prepotenza, è come ucciderlo una seconda volta. Forse sapevo già che mi sarebbero bastate poche settimane per dimenticarlo. Me ne ricordo oggi grazie al web, alla mail di un amico che mi fa l´effetto di un rintocco di campana. Rifletto sulla difficoltà enorme, in un Paese come questo, a tenere il conto dei torti, e a conservare la memoria dei giusti. Ogni tanto (l´ho già scritto) apro a caso “Patria” di Enrico Deaglio, breviario asciutto e terribile della nostra storia repubblicana, e capisco che il bilancio di sangue della nostra democrazia è così lungo, così tenebroso che perfino chi fa un mestiere come il mio fatica a ricordare. Quasi ogni pagina coglie di sorpresa: ah già, pure questa sconcezza è accaduta, anche questa crudeltà è stata fatta… me ne ero dimenticato, me ne ero proprio dimenticato… Sola consolazione: se è così lungo l´elenco dei caduti, …

"Un volto-simbolo del cattolicesimo democratico", di Aldo Cazzullo

La morte di Mino Martinazzoli coincide con la scomparsa — o comunque segna il declino — del cattolicesimo democratico. Una minoranza preziosa, per la Chiesa e per lo Stato, che nella storia recente ha avuto un grande potere, proporzionato più al peso culturale che al numero: tra gli Anni 60 e 70 in Vaticano, negli Anni 80 nella segreteria Dc. Dopo la morte di Nino Andreatta e l’uscita di scena di Romano Prodi, Martinazzoli restava il simbolo di una storia che ha avuto il suo apice drammatico nel sequestro e nell’assassinio di Aldo Moro (benché Francesco Cossiga, un altro che non ha avuto solo demeriti, potesse passare pomeriggi a spiegare la differenza tra un cattolico democratico, come considerava se stesso e il suo amico Martinazzoli, e un cattolico liberale, come definiva Moro). Gli avversari li liquidano spesso come cattocomunisti, confondendo un fenomeno limitato ad ambienti e personalità ben precisi — intellettuali einaudiani come Felice Balbo, collaboratori di Berlinguer come Tatò e Rodano — con un movimento più vasto. Gli amici interessati ne tessono le lodi …

"Beslan abita ancora sulle tombe dei suoi figli", di Mark Franchetti

Piangenti e vestite di nero, migliaia di persone in lutto si riuniranno oggi alla scuola di Beslan per commemorare il settimo anniversario del più grave attacco terroristico mai avvenuto in Russia. Porteranno fiori e bottiglie d’acqua, un modo simbolico per ricordare la sete sopportata dai loro cari nelle ultime ore prima della morte. Un rintocco di campana segnerà il momento, poco dopo mezzogiorno, quando il 3 settembre 2004 si udirono due potenti esplosioni all’interno della palestra della scuola dove più di 1200 ostaggi – gli allievi, i loro genitori e gli insegnanti – erano da 52 ore in mano ai terroristi islamici. Nel massacro che seguì morirono 333 persone – tra cui 186 bambini. Diciassette bambini persero entrambi i genitori e 72 sono rimasti gravemente disabili. In un solo blocco di appartamenti vicino alla scuola si sono contati 34 bambini tra le vittime. In un paese così piccolo, quasi tutti hanno perso una persona cara o conoscono qualcuno che l’ha persa. Sette anni dopo Beslan, con i suoi 35.000 abitanti, è tranquilla, provinciale e rurale. …

"Salvate le festività civili", di Paolo Soddu

Una decina di giorni fa gli storici Roberto Balzani (che è sindaco di Forlì), Thomas Casadei, Sauro Mattarelli e Maurizio Ridolfi hanno proposto una petizione contro la soppressione delle festività civili stabilita con il decreto legge contenente la penultima versione della manovra finanziaria. E sono state raccolte finora oltre diecimila firme [http://soppressionefestecivili. blogspot. com]. Nell’appello non solo si sottolinea il pericolo che questa scelta costituisce per la «coesione civile» e per la «produttività nazionale », ma si paventa che, così agendo, si giunga alla «negazione di quel patriottismo costituzionale e di quella idea di democrazia sociale su cui si è costruita e sviluppata la miglior storia della nostra repubblica ». La norma varata dal governo lascia nell’indefinitezza il giorno nel quale tenere le «celebrazioni nazionali e le festività dei santi patroni»: il venerdì precedente, il lunedì seguente secondo il modello delle Bank Holidays, ovvero la domenica? Spetterà al governo, anno dopo anno, decidere: parrebbe il trionfo del pragmatismo, da taluno invocato contro i furori ideologici che sarebbe insito nei dibattiti sui valori. Cela più prosaicamente …