Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Migranti, sì della Camera al decreto della vergogna Unhcr: «Va modificato»", di Andrea Carugati

Faccia feroce contro gli immigrati. Nonostante il clima bipartisan di responsabilità sulla manovra, il governo non rinuncia al decreto bandiera voluto da Maroni e varato dal Consiglio dei ministri dei ministri il 16 giugno, alla vigilia di Pontida. Decreto che prevede una stretta contro gli immigrati irregolari, con l’espulsione immediata per i soggetti considerati pericolosi, l’allungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino a18mesi (dai 6 attuali) e l’espulsione anche per i cittadini comunitari. Ieri il primo via libera della Camera, tra le proteste delle opposizioni, della Cgil e i richiami dell’UNHCR, l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati. Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR, auspica che il testo «possa essere migliorato» nel passaggio in Senato «con un rafforzamento delle garanzie e dei diritti» per i gli immigrati costretti nei Cie. Esulta Maroni, che si dice «molto soddisfatto» per un via libera che «conferma come governo e maggioranza siano uniti e determinati nella rigorosa azione di contrasto all’immigrazione clandestina». Dura la protesta delle opposizioni. Un decreto «disumano e inefficace», attacca Livia Turco, presidente del forum Pd sull’immigrazione, durante …

"Fame e siccità, così muore l’Africa", di Domenico Quirico

Colpite 11 milioni di persone fra Somalia, Kenya ed Etiopia. La fame. Ha una forza tremenda la fame, scuote spezza deforma annienta uomini, regioni, popoli. È metodica, lavora con pazienza, non ha fretta. Regala, tra tutte, la morte la più dimessa e silenziosa. Negli occhi di questi moribondi non si legge traccia di vita o di espressione. Molecola dopo molecola spreme i grassi e asciuga le albumine dalle cellule umane. Rende le ossa così friabili che si spezzano a toccarle, fa incurvare le gambe dei bambini, annacqua il sangue che scorre senza forza e senza peso, fa girare la testa, prosciuga i muscoli, corrode alla fine il tessuto nervoso. Questo è il primo passo: poi la fame svuota l’anima, caccia la gioia e la speranza, toglie la forza di pensare e provoca rassegnazione, egoismo, crudeltà, indifferenza. Nell’Ogaden madri, accecate dalla fame, hanno gettato i figli nei pozzi asciutti, li hanno lasciati sul ciglio della pista appoggiati a un arbusto. Senza voltarsi indietro hanno ripreso a camminare, passo dopo passo. Cibo cibo, mangiare qualcosa, qualsiasi cosa: …

Rimpatri. Pd, norme disumane contro dignità della vita

La Lega mostra il suo volto razzista “La Lega sta mostrando il suo volto più becero e razzista. Sono indignata”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputata Pd, a margine dell’approvazione del decreto sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio dei cittadini irregolari. “I toni che si ascoltano in questi giorni a Montecitorio sono indecenti – continua Bossa -; ho sentito il deputato leghista Bragantini usare linguaggio ed espressioni sprezzanti verso i migranti, che affrontano traversate tragiche per fuggire dalla fame e dalle guerre, per cercare un futuro. Si parla di essere umani, di persone, e se ne smarrisce completamente il senso. Vogliono tenere i migranti nei Cie diciotto mesi, in una sostanziale detenzione senza che abbiano commesso reati. Vogliono espellere i migranti a cui viene revocato il permesso senza che possano appellarsi. Negano il diritto dei giornalisti a visitare i Cie. Varano una disciplina indegna della grande tradizione civile dell’Italia. E’ curioso – conclude la deputata – che nella stessa Aula, pochi giorni fa, si sia discusso di testamento biologico e che dagli stessi …

«Affievolire e rivedere il 41bis» La proposta choc del governo, di Nicola Biondo

«Affievolire il 41bis o non reiteralo per quei detenuti i cui contatti con le organizzazioni mafiose sono venuti meno». È questo l’auspicio di Palazzo Chigi. A mettere nero su bianco la proposta è il Dipartimento per gli affari giuridici della Presidenza del Consiglio in una relazione presentata l’11 luglio scorso a Roma. Il rapporto, con l’introduzione del sottosegretario Gianni Letta, prende in esame le contestazioni e le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dell’amministrazione della giustizia in Italia, in particolare sui ricorsi dei detenuti al carcere duro. Rilievi che consentono al Dipartimento di «invadere» un campo tutto politico in una delle materie più incandescenti nella lotta antimafia, con la proposta di una riforma radicale del carcere duro. «In prospettiva – si legge nel documento – si potrebbe pensare di trasformare il 41 bis da regime speciale a regime ordinario di detenzione (derogabile, quando è il caso, in senso favorevole ai detenuti) o addirittura a pena di specie diversa, inflitta dal giudice con la sentenza di condanna e prevedere meccanismi di affievolimento o …

Testamento biologico: no a una legge disumana. Perchè l'ultima parola sia la mia

La Camera a maggioranza ha votato una legge autoritaria e discriminatoria. E’ stata prodotta una ferita profonda alla Costituzione e al rispetto della dignità della persona e della sua libertà. Lo ripetiamo, “meglio nessuna legge che questa pessima legge”. Ora la discussione ritorna al Senato e bisogna moltiplicare gli appelli e le mobilitazioni per cambiare una legge che di fatto annulla la possibilità stessa di una dichiarazione anticipata di fine vita. Mai un governo si era spinto a fare un uso così cinico di una materia tanto delicata che richiede autonomia, senso del limite della politica e uno sguardo laico. Una legge saggia e mite deve tutelare due diritti: quello alla salute anche come bene comune e quello all’autodeterminazione di ogni individuo in relazione alle cure e terapie alle quali accedere. Questa tutela si fonda su alcune premesse irrinunciabili: Il rispetto del consenso informato del paziente. Il riconoscimento della volontà, scritta e ripetuta nel tempo, di non essere sottoposto a forme di accanimento o a tecniche lesive della propria dignità nel caso di uno stato …

"Legge sul testamento biologico Una ferita alla laicità dello Stato", di Michele Ainis

Nel grande teatro di Montecitorio ieri è andato in scena Eugene Ionesco, il maestro dell’assurdo. Non tanto perchè i nostri deputati si lambicassero il cervello in esercizi filosofici mentre là fuori tremavano le borse. Nemmeno per la singolare concezione dell’urgenza che ispira il Parlamento: il Senato ci ha messo 17 mesi per votare il ddl Calabrò sul testamento biologico, la Camera ne ha fatti passare altri 14 prima di discuterlo, adesso — chissà perché— lo sprint finale. Ma il paradosso non è soltanto esterno, non è un effetto della congiuntura. No, abita all’interno della legge, come una tenia dentro l’intestino. Anzi: a metterli in fila, i paradossi sono almeno quattro. Primo: le motivazioni. Quelle dettate in aprile dal presidente del Consiglio, con una lettera ai suoi parlamentari. Sarebbe meglio non farla questa legge (Berlusconi dixit), sarebbe preferibile lasciare un vuoto normativo; ma siccome poi i giudici decidono lo stesso, ci toccherà turare il vuoto. E in quale altro modo dovrebbero mai comportarsi, povericristi? Il nostro ordinamento non ammette lacune: se un magistrato lascia cadere nel …

"Così si apre la strada a tante cause legali", di Umberto Veronesi

Ho avviato sei anni fa in Italia la campagna di sensibilizzazione a favore del Testamento Biologico, per allineare l’Italia ai Paesi civilmente avanzati – ad esempio gli Usa, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna – come è, e sempre è stato il nostro. È stata per me una battaglia culturale per l’evoluzione di un pensiero in cui credo da sempre: il pensiero laico, libero, trasversale. Ho scritto, come autore unico o insieme ad alcuni dei nostri migliori giuristi, cinque libri sul tema della libertà e il diritto di accettare o rifiutare le cure in ogni circostanza, sulla base delle convinzioni personali. Questo è infatti l’obiettivo del Biotestamento ovunque nel mondo: mettere sempre al centro di ogni decisione la volontà della persona. Avevo anche qualche ambizione in più. Ho sempre pensato che il testamento biologico – cioè l’espressione anticipata delle proprie volontà circa le cure che si vogliono o non si vogliono ricevere, in caso di perdita della facoltà di esprimersi di persona – potesse avere anche un valore educativo, perché obbliga ognuno ad affrontare …