"Niente sondino ai morti", di Federico Orlando
Il titolo che suggerisco per questo articolo, “Niente sondino ai morti”, è per richiamare il lettore sull’estremo paradosso a cui può portare ogni logica forzatamente piegata al dogma, e anche la legislazione di un paese civile che a quella forzatura accetti di piegarsi. Stiamo parlando del testamento biologico, in gergo Dat (disposizioni anticipate di volontà, dove la parola “disposizioni” sostituisce “testamento” perché questo non ci appartiene, secondo certi galantuomini, se per caso riguarda il fine vita, come la parola testamento può far pensare). Il fine vita sarà escluso dai diritti civili e quindi testamentari dei cittadini italiani, da quando il parlamento voterà il testo della legge Calabrò, ammorbidito dall’onorevole Di Virgilio a Montecitorio dopo vani tentativi di civilizzarlo; in attesa del secondo voto al senato, come vuole il bicameralismo “perfetto” (altra truffa verbale, che sta per “ripetitivo”). Come le colonne austro-tedesche guidate da Rommel s’infiltrarono fra le linee italiane a Caporetto, così le armate Pdl, Lega, Udc, Responsabili e ascari socialisti liberali repubblicani, fascisti, Scilipoti, ecc, una valanga di 380 voti s’è rovesciata su un …
