Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Chi tocca le pensioni rischia di bruciarsi", di Raffaella Cascioli

Sono mesi che il ministro dell’economia, nell’intestarsi il merito di aver preservato l’Italia dagli effetti devastanti della crisi e di aver saputo mantenere al riparo i conti pubblici italiani, sostiene di averlo fatto preservando la coesione sociale. Sono anni che Berlusconi prima e Tremonti poi vanno dichiarando che l’Italia sta meglio di altri paesi, che in fondo da noi la crisi economico-finanziaria più brutta degli ultimi secoli ha avuto un impatto limitato sul tessuto sociale del paese. Ora però che, seppure in un arco temporale meno ravvicinato, il governo deve trovare e in fretta 43 miliardi di euro per raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio, la vernice con la quale finora si è artificialmente cercato di nascondere le crepe del sistema paese dovute alle mancate riforme sta venendo via. Con il risultato che mettere le mani nuovamente nelle pensioni appare la scorciatoia più facile. Con un presidente della repubblica che ha definito un «impegno ineludibile e urgente quello di rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema-Italia, attraverso un incisivo abbattimento del debito pubblico», con le …

"In pensione a 65 anni? Donne italiane spremute come limoni", di Vittoria Franco

Nel suo ultimo rapporto come governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi è tornato a ribadire un concetto ormai condiviso da tutti gli studiosi di economia: la marginalità delle donne nel mercato del lavoro, nelle carriere, nei luoghi decisionali è un elemento di arretratezza; è una carta non spesa per lo sviluppo del Paese. Il governatore continua a essere inascoltato, come inascoltati sono altri soggetti politici e sociali che sostengono la medesima posizione. La domanda allora è: se promuovere il lavoro femminile è una carta di riserva così importante per far sviluppare il Paese, perché essa non viene giocata? E anzi, al contrario, le donne vengono ricacciate in casa oppure spremute fino all’impossibile, mentre passa solo ciò che è punitivo nei loro confronti e ciò che serve a promuoverle procede lentamente o viene boicottato? Non è facile rispondere a questa domanda. Sicuramente scontiamo una cultura tradizionale familistica, basata sulla divisione naturale dei ruoli. Ma oggi questa spiegazione storico – culturale non basta più. Si tratta invece di una scelta politica strategica che la destra ha fatto …

I ragazzi: “Che sfortuna essere nati in Italia”, di Francesca Paci

Quattro giovani su 10 sognano di trasferirsi subito all’estero Sotto accusa lo scarso senso civico, la corruzione e la crisi economica I PAESI. Quelli più ambiti sono la Francia e gli Stati Uniti LE CAUSE. Poche opportunità di studio e lavoro e strutture inadeguate. 54,2 per cento. E’ il tasso di italiani occupati tra i 25 e i 29 anni 86,7 per cento. E’ il tasso di tedeschi occupati tra i 25 e i 29 anni 85,4 per cento. E’ il tasso di francesi occupati tra i 25 e i 29 anni Ci risiamo, l’Italia non è decisamente un paese per giovani. Neppure due illustri connazionali che espugnano la prestigiosa top ten della rivista Popular Science, l’Olimpo degli scienziati under 40 più promettenti d’America, riescono a farci recuperare terreno sull’orizzonte allontanatosi da almeno un ventennio. Sì, perché mentre la fisica anconetana Chiara Daraio e l’ingegner Maurizio Porfiri tengono alto il tricolore negli Stati Uniti, il 40 per cento dei loro ex compagni di studi considera la propria permanenza in Italia una vera e propria sfortuna …

"Pensioni, la metà non arriva a mille euro", di Giuseppe Vespo

«Generazione mille euro» i nipoti, generazioni sotto i mille euro i nonni. Quello che da tempo ripetono i sindacati e gli osservatori più attenti ieri ha trovato la certificazione dei dati Istat: per 7,7 milioni di italiani la pensione non supera i tre zeri dei mille euro. Parliamo di quasi la metà dei titolari di trattamenti pensionistici, che complessivamente sono 16,2 milioni di persone. Nello specifico, secondo l’Istituto di statistica che prende in esame valori del 2009, il 39,1 per cento degli assegni, destinati a 2,5 milioni di persone, è inferiore a 500 euro; il 31,4 è compreso tra 500 e mille euro mentre il 13,4 per centoha importi tra mille e 1.500 euro mensili; il restante 16,1 per cento del totale ha importi mensili superiori a 1.500 euro. Unafotografia impietosa, che restituisce pensioni misere ma allo stesso tempo sempre più costose. Nel 2009 l’assegno complessivo è stato il più alto mai staccato: 254,4 miliardi di euro, in crescita del cinque per cento sul 2008. Per avere un’idea, parliamo del 16,68 per cento del prodotto …

Laureata, trentenne, precaria "Eccomi, sono l´Italia peggiore", di Roberto Mania

L´”Italia peggiore” lavora. Tutte le mattine in fabbrica, in ufficio, nei cantieri, nei call center, nei supermercati, negli ospedali, nelle radio e nelle televisioni. Da nord a sud. L´”Italia peggiore” ha studiato, parla le lingue, paga le tasse e versa anche i contributi previdenziali. Qualche volta è doppiolavorista. L´”Italia peggiore” non è più giovane e non è nemmeno la nuova middle class. Astrid D´Eredità, 31 anni, archeologa, nata a Taranto, laureata a Bari, specializzata a Napoli, occupata a Roma, impegnata nelle associazioni professionali, appartiene alla categoria dei “peggiori” secondo la rozza classificazione socio-antro-politica del ministro pro tempore della Repubblica, Renato Brunetta. Astrid D´Eredità, va da sé, è precaria. Come i tanti «arrabbiati, impazienti, indisponibili… e anche indignati» che da ieri hanno deciso di protestare davanti a Montecitorio per chiedere diritti, welfare e lavoro. Vita da precaria, allora. «Si inizia all´apertura del cantiere, insieme agli operai. Alle sette, sette e mezzo del mattino. C´è la pausa pranzo e poi fino alle quattro del pomeriggio. Retribuzione tra i quaranta e i cento euro netti al giorno, per …

"Se tra i giovani torna la voglia di inventare", di Goffredo Fofi

Allo stesso modo in cui ci si sente offesi dalla volgarità, supponenza, superficialità del nostri connazionali, e soprattutto di quelli che hanno il privilegio di potersi esprimere pubblicamente, così ci si sente rinfrancati da quelli tra loro che dimostrano uno “stile” diverso, il bisogno di una profondità, l’inquietudine di una ricerca. Ricerca di che, in definitiva, se non del senso da dare alla propria esistenza in mezzo agli altri? È a partire da questa primaria differenza che mi capita di questi tempi di giudicare i giovani che incrocio, con cui vengo a contatto girando l’Italia. Una premessa. Io mi ritengo molto fortunato, per aver conosciuto e per avere ancora la possibilità di conoscere e frequentare persone di valore, minoranze attive o presenze pulite ancorché passive, e non faccio molta distinzione tra le età, ma certamente il tempo logora, e l’Italia corrompe: è difficile trovare adulti o anche vecchi preoccupati di qualcosa di più che della loro sopravvivenza, del loro star bene e, tra quelli che hanno una qualche figura pubblica, del loro piccolo potere, della …

Tornano le donne di "Se non ora quando?" "L´Italia si è svegliata, la politica ci ascolti", di Silvia Fumarola

La regista Cristina Comencini: dopo il milione in piazza di febbraio, il 9 e 10 luglio gli Stati generali della condizione femminile. C´è stata una gigantesca mobilitazione popolare che ha influenzato le elezioni. Ora mettiamo al centro il lavoro. «Facciamo dell´Italia un paese per donne»: più che uno slogan, un impegno. La regista Cristina Comencini racconta con passione la nuova iniziativa del movimento “Se non ora quando?” che porterà a Siena il 9 e il 10 luglio donne di tutta Italia per confrontarsi sul cammino fatto. Gli stati generali della condizione femminile, raccontata da donne del Sud e del Nord, di sinistra e di destra: tutte. «Tutte invitate» spiega la Comencini «a raccontare cos´è cambiato. È stato un anno intenso, e di cambiamenti importanti: lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni e del referendum. È come se un´onda dal profondo avesse smosso il Paese. E non c´è dubbio che a questo risveglio abbiano contribuito gli studenti e le donne». Signora Comencini, parla di “risveglio” ma le donne non hanno fatto grandi passi avanti. «L´associazione è …