Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Quando a pagare sono sempre le donne", di Dacia Maraini

Brutte notizie per le donne. Da Oriente si scopre che ancora la simbologia di genere domina le scelte del popolo: sei milioni di donne mancano al ricambio delle generazioni. Pensavamo che fosse un elemento di emancipazione il fatto di potere sapere prima del parto il sesso del nascituro. E invece no: si usa la tecnologia per il massacro di genere. Appena si sa che il nuovo abitatore del ventre materno è una bambina, la si elimina. I maschi invece vengono festeggiati e bene accolti. Senza pensare che poi quei maschi, una volta cresciuti, cercheranno una moglie e non la troveranno. Brutte notizie anche dall’Europa: la crisi la pagano soprattutto le donne. Le quali tutt’ora, ma più in Italia che negli altri Paesi europei, portano sulle spalle il peso della cura dei bambini, degli anziani, dei malati. E quando hanno un lavoro esterno, si tratta di doppio lavoro. L’Istat ci dice che fra il 2009 e il 2010 si sono persi 532 mila posti di lavoro. Il potere di acquisto è calato a meno 6%. Un …

"Pensioni, disuguaglianza record dirigenti al top e precari in miseria", di Valentina Conte

La distanza che separa un pilota da un co.co.co o co.co.pro qualunque, se misurata dall´entità della sua pensione, è davvero incolmabile: 3.500 euro contro 120 o poco più. Lordi, al mese. Raggelante, poi, se il confronto è con un dirigente: 3.800 euro contro i soliti 120. Un rapporto quasi di uno a 40. Si dirà: vuoi mettere, dirigente contro call center, assistente di volo contro segretaria. Categorie, professioni, qualifiche e stipendi diversi. Vero, ma la questione non si liquida su due piedi. Tanto più che il numero degli assegni pensionistici erogati ai precari aumentano di anno in anno a ritmi sostenuti. Tra il 2009 e il 2010, ad esempio, sono cresciuti del 17%. Più di tutte le altre categorie. E nel futuro diventeranno una parte molto consistente della spesa complessiva. Perché è lì che si raggrumano gli incerti, i saltimbanchi del lavoro. E´ lì che galleggiano anche i professionisti degli anni duemila. Ingegneri, architetti, ricercatori. Oggi giovani “a progetto”. Domani anziani senza rete. I dati sono scritti nero su bianco. Li riporta l´Inps nel Rapporto …

"Le donne pronte a tornare in piazza per i loro quattro miliardi", di Laura Preite

Le donne si mobilitano. Questa volta ci sono in gioco quattro miliardi, i fondi derivanti dal risparmio per l’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego, che dovrebbero essere destinati a misure di conciliazione e per la non autosufficienza. “Sono cifre che mai le donne italiane hanno potuto anche solo sognare” si legge nell’appello (www.pariodispare.org/index.php) che più di quaranta associazioni femminili hanno sottoscritto in pochi giorni per difendere questo tesoretto. Non si trova più traccia, infatti, di tali misure nei documenti di programmazione economica e finanziaria approvati dall’Esecutivo. Il decreto n.78 del 2010, a cui è seguita la legge 122 del 2010, destina i risparmi dovuti all’innalzamento e all’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego a interventi dedicati a politiche sociali e familiari. Queste risorse sono parte del Fondo strategico per il paese a sostegno dell’economia reale e il Governo calcola che in 10 anni, fino al 2020, il risparmio accumulato ammonterà a quattro miliardi. “Abbiamo scoperto che 120 milioni di euro di risparmi per il 2010, sono sfumati” spiega Emma Bonino, vice presidente del Senato …

"Le pensioni dei precari il futuro dei ragazzi", di Miriam Mafai

«Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati, rischieremmo un sommovimento sociale». Così qualche mese fa dichiarava, a margine di un convegno, Antonio Mastrapasqua, presidente dell´Inps. E dunque, per evitare il deprecato sommovimento sociale, in alto è stato deciso che i precari non potranno, come gli altri lavoratori, avere accesso dal sito dell´Inps ai dati che simulano le loro future prestazioni pensionistiche. Meglio non sapere… O, per essere più precisi, meglio non far sapere alle centinaia di migliaia di precari che, quando andranno in pensione riceveranno 100, 200, o, nel migliore dei casi, 300 euro al mese. Insomma i pensionati di oggi, la metà dei quali riceve 500 euro mensili, come risulta dall´ultimo rapporto Inps, appariranno, ai precari che domani andranno in pensione addirittura dei privilegiati. Martin Amis, lo scrittore inglese autore di successi come “Cane giallo” e “Il treno della notte” ha immaginato e descritto recentemente lo spettacolo mostruoso che potrebbe sconvolgere in un futuro non molto lontano la nostra società, affollata da vecchi poveri e malati privi di pensioni decenti e decenti …

"Causa precariato e caro-affitti i giovani restano a casa di papà", di Felicia Masocco

Convivenza con mamma papà ed eventuali fratelli anche quando sarebbe ora di sloggiare e vivere nei propri spazi. Per alcuni (pochi, il 9%) è una scelta e per loro la parola giusta è ancora bamboccioni. Per gli altri (moltissimi) è piuttosto una via imposta dal mix venefico precarietà più affitti carissimi. Sorprende poco, quindi se in Italia ben 7 milioni di giovani vivano ancora con i genitori e che di questi il 40% abbia superato i 25 anni. Non si tratta più solo del “parcheggio” per il tempo dell’università. Il Sunia, sindacato degli inquilini della Cgil, ha dedicato una ricerca alla condizione abitativa di chi hameno di 34 anni. Emerge l’involontarietà della coabitazione ad oltranza: la voglia di lasciare la cameretta è fortissima ma l’”ambizione” è frustrata dall’assenza di un lavoro o della sua estrema volatilità. A proposito vale la pena di ricordare che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è ormai stabile poco al di sotto del 29%. Al reddito che non c’è, o che è del tutto insufficiente, vanno sommati i costi …

"E adesso chi paga per i videocomizi", di Giovanni Valentini

Per i tg di Mediaset, il problema non si pone: le multe comminate dall´Autorità sulle Comunicazioni al Tg 4 (recidivo) e al Tg5, rispettivamente di 258.230 e di 100 mila euro, le pagherà l´azienda (privata) che fa capo a Silvio Berlusconi. E anzi, per lui sarà pure un risparmio. In termini di spazi pubblicitari o promozionali, probabilmente gli sarebbe costato molto di più. Ma chi pagherà le analoghe multe inflitte dalla stessa Agcom al Tg1 (anch´esso recidivo) e al Tg2, per la messa in onda delle interviste illecite al presidente del Consiglio sulle reti della televisione pubblica? Le pagherà la Rai. E cioè, tutti noi cittadini, telespettatori e abbonati, che versiamo il canone d´abbonamento. Cittadini di destra, di centro o di sinistra; vittime dello strapotere mediatico del premier e della stradebolezza professionale dei giornalisti che lo subiscono. Onore al merito della collega Elisa Anzaldo, dunque, punita dal direttore del Tg1 per essersi rifiutata di prestare ancora la propria immagine a questo scandalo quotidiano della tv di regime. Anche Mario Orfeo, l´ex direttore del Tg2 passato …

Non profit, sempre meno donatori: il 2010 l'anno peggiore (24%)

Indagine dell’Istituto italiano donazione. Per gli italiani il terzo settore è indispensabile, ma non mancano le critiche: troppa frammentazione (49%), competizione (46%), truffe (45%), inefficienze e sprechi (43%). Il terzo settore? Solo il 17% degli intervistati ne ha sentito parlare e, di questi, solo il 66% ne conosce almeno approssimativamente il significato. Il termine “non profit” risulta, ai più, maggiormente rappresentativo e di immediata comprensione. E’ uno dei dati emersi dall’indagine ‘Non profit, settore frammentato ma di certa utilità sociale: questa la percezione degli italiani” curata dall’Istituto italiano della donazione – associazione che assicura che l’operato delle organizzazioni non profit sia in linea con standard riconosciuti a livello internazionale e risponda a criteri di trasparenza, credibilità ed onestà – in collaborazione con Gfk Eurisko. “Il terzo settore è visto quale depositario di valori positivi che si traducono in interventi fondamentali per la società; al tempo stesso però – osservano gli autori – gli italiani percepiscono lo scarso coordinamento e le divisioni interne come causa di dispersione di risorse e di raggiungimento non ottimale degli obiettivi”. …