Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"L´Italia si sente sempre più povera", di Ilvo Diamanti

Sondaggio Demos-Coop. Il ceto medio diventa minoranza. C´è insoddisfazione in Italia. Un´insoddisfazione sorda ma non più muta. Trapela da mille segnali, piccoli e grandi. Le proteste sociali che si susseguono, da mesi. In modo ostinato e insistente. Nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. L´abbiamo riconosciuta, da ultimo, nel voto amministrativo. Che ha rivelato cambiamenti profondi. E inattesi. Dietro a tanta insoddisfazione si colgono tanti motivi, di natura diversa. Uno, però, risulta evidente. L´ascensore sociale è in discesa, da troppo tempo. Per usare un ossimoro. I dati dell´Osservatorio di Demos-Coop, al proposito, sono espliciti. Anzitutto, la classe sociale (percepita dagli italiani). Per la prima volta, da quando conduciamo i sondaggi dell´Osservatorio, la piramide si rovescia completamente. Senza “mediazioni”. Infatti, le persone che si collocano nella “classe operaia” oppure fra i “ceti popolari” superano, per estensione, quelle che si sentono “ceto medio”. Dalla cetomedizzazione degli anni Ottanta – un neologismo ostico ma suggestivo, coniato da Giuseppe De Rita – si sta scivolando verso una sorta di “operaizzazione”. Singolare destino, visto che da tempo si predica …

«Tornare in Italia? Mai dire mai», di Paolo Fallai

Raggiungere l’ufficio di Paola Antonelli, al Moma di New York, è facile. Basta seguire una pattuglia di bambini di sei anni e una brigata di liceali nel Cullman Education Building sulla 54 ª strada. L’ingresso principale del Moma, assediato ogni anno da 2 milioni e mezzo di visitatori, per fortuna è dall’altra parte dell’edificio, sulla 53 ª . Bambini e liceali si disperdono verso i laboratori, tra la grande parete a vetri sul «Giardino delle sculture» e una Ferrari da Formula uno appesa a muso in giù. Arrivare agli uffici, al terzo piano, significa conquistare una merce rara: il silenzio. Paola Antonelli è la curatrice del dipartimento architettura e design del Moma: è un intero piano di questo straordinario museo della creatività dedicato a definire, rappresentare e difendere il concetto di modernità. È quasi superfluo citare la rivista «Art Review» , che l’ha inserita tra le cento persone più potenti nel mondo dell’arte. Basta ricordare che un altro italiano con un incarico di tale prestigio, nel mondo culturale, non c’è. E che lei, nata a …

"Silvio invade la tv e fa flop a rete unificate" di Simone Collini

In attesa di altri cambiamenti, gli italiani intanto cambiano canale quando vedono Berlusconi. Lo dicono i dati Auditel. Tutti i tg che venerdì hanno trasmesso le interviste-comizio hanno perso telespettatori. A beneficio degli altri (Tg3 e TgLa7) che hanno aumentato gli ascolti. Non solo. Il monitoraggio minuto per minuto dei telegiornali che hanno violato la par condicio dimostra che proprio quando è comparso il premier, in molti hanno messo mano al telecomando. Il Tg1 e il Tg5 hanno perso mezzo punto percentuale mentre Berlusconi cominciava a parlare di bandiere con falce e martello e del Duomo presto invaso da zingari e islamici. Un calo non da poco, visto che già quando i telespettatori hanno appreso delle interviste a Berlusconi durante i titoli di testa, hanno cercato qualcosa di meglio. Il Tg1 ha perso oltre due punti percentuali e 584mila telespettatori, rispetto al giorno prima. Il Tg2 188mila. Non è andata meglio ai canali Mediaset. Il Tg5 ha perso 20mila telespettatori rispetto al giorno prima, il fedelissimo Tg4 75mila, passando dal 6,1% di share di giovedì …

"Omofobia, la legge che fa paura", di Irene Tinagli

In Italia un’aggressione motivata da questioni razziali o religiose è punita, come in tutti i Paesi occidentali, con un’aggravante specifica. Ma un’aggressione motivata da odio contro un diverso orientamento sessuale no. Aggravanti per questo tipo di violenza esistono in Germania, Francia, Spagna, Inghilterra o Svezia, ma non da noi. La legge che verrà discussa domani in Parlamento vorrebbe allineare l’Italia a questi Paesi, aggiungendo alle possibili cause di aggravante non solo l’orientamento sessuale ma anche l’età. Cosa significa? Non significa, come alcuni credono, che qualsiasi aggressione a gay sarà soggetta a una pena più grave, ma solo quelle motivate dall’odio verso il loro essere gay in quanto tali. Né significa che non si potranno esprimere idee contrarie all’omosessualità, perché il testo non istituisce il reato di incitamento all’odio omofobico (così come esiste per chi incita all’odio razziale o all’antisemitismo). Si tratta quindi di una legge più «blanda» rispetto, per esempio, a quella tedesca, che prevede anche il reato di incitamento all’omofobia. Ciò nonostante è un provvedimento oggetto di grande discussione e di un iter molto …

La missione impossibile delle donne in carriera "Vera parità solo nel 2601", di Marina Cavallieri

Le magistrate arriveranno per ultime. Le società italiane con un top management al femminile almeno per il 20 per cento possono vantare risultati migliori. È un calcolo statistico. Una proiezione. Sembra un paradosso. La neutralità dei numeri viene usata per capire quanto tempo le donne dovranno aspettare per raggiungere i vertici delle professioni. Il risultato? Sconfortante. Decine di anni, in alcuni ambiti secoli. «È il caso della magistratura, se le donne crescono a questo ritmo la parità si avrà nel 2601». Lo sostiene, grafici alla mano, la demografa Rossella Palomba, ricercatrice del Cnr, che ha provato a vedere quando le donne avranno i ruoli degli uomini. E il calcolo che ne viene fuori appare un miraggio. «Ovviamente se le donne e gli uomini continuassero a crescere nei posti al vertice ai ritmi attuali la parità non verrebbe mai raggiunta poiché si manterrebbe sempre lo stesso divario», spiega Rossella Palomba che porterà queste ed altre cifre al festival di antropologia contemporanea “Dialoghi sull´uomo” che si terrà dal 27 al 29 maggio a Pistoia. «Quindi bisogna fare …

"Fermate il televoto", di Roberto Zaccaria

Si annuncia una nuova e ancora più spaventosa occupazione dell’informazione da parte di Berlusconi: abbiamo avuto ieri un primo assaggio, con le interviste confezionate a suo uso e consumo da alcuni Tg amici. Del resto, i dati sulla presenza tv di Berlusconi raccolti nell’ultima settimana prima del voto amministrativo offrivano di per sè un panorama raccapricciante. Berlusconi da solo aveva letteralmente invaso i telegiornali. Due ore e venti di tempo antenna, contro solo 44 minuti di Bersani, con tutti gli altri lontanissimi. Uno squilibrio impressionante nell’utilizzo del mezzo più incisivo in campagna elettorale che gli interventi dell’Agcom non hanno saputo contrastare. Eppure abbiamo una legge sulla par condicio che impone rigorosamente le pari opportunità. Abbiamo perfino una tiepida legge sul conflitto di interessi che, comunque, vieta il “sostegno privilegiato” da parte delle televisioni controllate. Tg5 e Studio Aperto hanno avuto solo richiami per il palese squilibrio, il Tg4, che offre a Berlusconi un traino imbarazzante, ha avuto un cartellino giallo, accolto con irrisione. Poi le elezioni sono andate come sono andate. Ma la sovraesposizione del …

"Un abuso da fermare", di Giuseppe D'Avanzo

Un altro limite è stato superato, forse irrimediabilmente. Un prepotente, abusando in modo autoritario del suo potere e del conflitto d´interessi che lo protegge, ha rovesciato il tavolo. Si è assiso dinanzi alle telecamere di tutti i notiziari e, infischiandosene di ogni regola, si è lanciato in messaggi promozionali per i candidati della destra. Che cosa resta più del corretto gioco elettorale dopo questo oltraggio? Ci sono da qualche parte nelle istituzioni le energie e la volontà per mettere fine a questa oscenità per la democrazia? In tutte le battaglie che ha combattuto – politiche, economiche, finanziarie, fino ai conflitti matrimoniali – Berlusconi ha truccato le carte, ingannato gli antagonisti, corrotto gli arbitri, violato le regole del gioco. Tecnicamente, è un imbroglione perché «ricorre al raggiro in modo abituale». Lo fa anche ora. Ha gli arnesi mediatici a sua disposizione. Li adopera come meglio crede rifiutando ogni autocontrollo, non riconoscendo alcun limite e norma. Dopo giorni di silenzio assordante, il premier s´impadronisce degli schermi televisivi in un illegittimo, abusivo appello alla Nazione frammentato nelle interviste …