Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Le donne e il lavoro Camusso: addio sogni era meglio negli anni ´50

«Sembra paradossale, ma una donna coraggiosa negli anni Cinquanta poteva progettare la sua vita lavorativa molto più di quanto riescano a fare oggi le giovani donne prigioniere della precarietà e del non lavoro». I titoli di coda scorrono sullo schermo. Susanna Camusso, esattamente da sei mesi prima donna alla guida del più grande sindacato italiano, ha appena visto il film “Il primo incarico”, esordio alla regia per Giorgia Cecere. Protagonista, sempre in scena, una bravissima Isabella Ragonese. Proiezione nella sala intitolata a Giuseppe Di Vittorio nella sede della Cgil nazionale. Nei cinema arriverà venerdì. Non è un film sul lavoro. O almeno non sembra pensato così. «Ma il lavoro è la chiave per l´emancipazione», dice Camusso. È la storia di Filomena, detta Nena, che vive a Cisternino e vince un concorso per andare a insegnare alla scuola elementare di Castrignano del Capo. Centocinquanta chilometri di distanza tra l´uno e l´altro, due paesini nel Salento con poche strada asfaltate e carri trainati ancora dai cavalli. Sud arretrato alla vigilia del nostro miracolo economico. L´emancipazione del lavoro, …

"Due "impresentabili" riammessi in Regione l´ok è di Berlusconi", di Conchita Sannino

Condannati, ma portano consensi. Pd e Fli accusano: “Caldoro disse che non voleva gente così, ma ora se li deve tenere”. Gli impresentabili, eletti nelle istituzioni malgrado le condanne per peculato o per associazione mafiosa, son tornati. E a dargli il via libera per sedere nel consiglio regionale della Campania, guarda caso a ridosso delle elezioni amministrative di Napoli, è stato un decreto del presidente del Consiglio. Il premier Berlusconi con i decreti 824 e 825, firmati tre giorni fa, ha preso atto dei ricorsi vinti dai due consiglieri Alberico Gambino e Roberto Conte, che erano stati eletti ma immediatamente sollevati dal consiglio. E, modificando il proprio precedente decreto – senza attendere l´esito di ulteriori reclami in corso, né valutare le incompatibilità pre-esistenti – ha disposto il reintegro in aula di Gambino e Conte. Politici dai profili molto controversi, e oggi tutti e due macchine porta-voti del Pdl. Gambino, appena tornato anche sindaco di Pagani, vicinissimo al senatore e presidente di quella Provincia Edmondo Cirielli, è stato condannato in primo e secondo grado per peculato; …

"Vuole vincere facile, Silvio", di Jolanda Bufalini

La presa di posizione della Agcom risponde a due esposti presentati da tutte le opposizioni nelle scorse settimane, sulla base dei monitoraggi nelle prime tre settimane di campagna elettorale. Vi è un’obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano». L’invadenza televisiva del premier, leader di partito, capolista a Milano è, da ieri, certificata dalla Agenzia per le comunicazioni che, a due settimane dal voto, si è pronunciata sugli squilibri nella informazione politica in regime di par condicio. Il monito riguarda soprattutto il Tg1 e il Tg5, in particolare per quanto riguarda la sfida elettorale a Milano. La presa di posizione della Agcom risponde a due esposti presentati da tutte le opposizioni nelle scorse settimane, sulla base dei monitoraggi nelle prime tre settimane di campagna elettorale, dal 31 marzo al 23 aprile. Soprattutto le giornate dell’11 e del 17 aprile aveva spinto i deputati del Pd Roberto Zaccaria e Vinicio Peluffo a denunciare «lo stritolamento della par condicio». Il 17 aprile, Silvio Berlusconi …

Reato di clandestinità: arriva la bocciatura europea

Per la Corte di Giustizia della Ue è in contrasto con la direttiva sui rimpatri nel “rispetto dei diritti fondamentali”. Gozi: ”Sono due anni che chiediamo al governo di recepire la direttiva Ue sui rimpatri. Altro che processo breve e testamento biologico”. Nuova bocciatura dell’Unione europea al governo italiano. Questa volta è la Corte di Giustizia della Ue ha giudicare sbagliata la norma italiana sul reato di clandestinità, introdotto nel nostro ordinamento dal cosiddetto Pacchetto sicurezza del 2009. La legge che prevede il carcere per gli immigrati irregolari è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini. In una nota della Corte si legge che non può essere oggetto di reclusione “il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale”. Per la direttiva europea la carcerazione compromette l’obiettivo “di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Secondo i giudici europei, “gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure …

"Italia in coda negli aiuti alle famiglie", di Marco Moussanet

Niente di nuovo sotto il cielo, per carità, ma l’Italia esce con le ossa rotte dalla lettura del primo rapporto Ocse sulla famiglia. I numeri sono impietosi e imbarazzante è il confronto, tanto per rimanere nel solco di una rivalità che proprio in questi giorni è tornata di gran moda, con la Francia, indicata per molti aspetti come un modello di riferimento. Tre dati balzano immediatamente agli occhi: il tasso di occupazione femminile, quello di fertilità e quello sulla povertà infantile. Nelle tre classifiche l’Italia occupa le ultime posizioni. Rispetto a una media Ocse del 70,9%, la quota di donne al lavoro nella fascia 25-54 anni è infatti del 59,1%, la più bassa dopo Turchia, Messico e Cile. La Francia è al 76,6 per cento. E chi pensa che a una maggiore presenza delle donne in casa possa logicamente corrispondere una maggior propensione ad avere figli viene subito smentito dal tasso di natalità: l’Italia è a 1,4 figli per donna, rispetto a una media Ocse di 1,74 e con la Francia a 1,99. Proprio la …

"Sit in del Pd e degli «immigrati di seconda generazione». Nati qui ma non riconosciuti", di Mariagrazia Gerina

Costretti al permesso di soggiorno perché non c’è una legge a renderli subito «regolari». «Noi, italiani Vogliamo la piena cittadinanza». Bersani: «È una vergogna che lo Stato non riconosca un milione di nati in Italia». Alla Camera, due proposte di legge sulla cittadinanza in attesa di essere calendarizzate. Turco: «Fini passi dalle parole ai fatti». Ritmo sincopato. Parole leggermente piegate alle esigenze dell’hip hop. «Fratelli in Italia, l’Italia s’è desta…», cantano i nati nel paese che ancora non ha deciso il loro status. Né italiani, né stranieri, finché la legge non li riconoscerà per quello che sono. Loro davanti a Montecitorio l’inno d’Italia lo scandiscono come un rap di protesta, con le braccia che si levano su e giù come un avvertimento. E come dovrebbero cantarlo visto che lo Stato dove i loro genitori li hanno messi al mondo e/o cresciuti li ha lasciati per anni senza cittadinanza? Le idee sul futuro del paese sembrano avercele più chiare loro, che, come dice Khalid Choauki portavoce del Forum Immigrazione conoscono anche l’inno di Mameli «meglio di …

"Perché l´amore omosessuale in Italia è ancora uno scandalo", di Michela Marzano

Gli insulti per strada, le critiche del governo a immagini pubblicitarie dimostrano come nel nostro paese fa fatica ad affermarsi ciò che altrove è normale. Un´ostilità causata dalla stupidità e dall´ignoranza di pochi, ma soprattutto dall´atteggiamento di certi politici e intellettuali. Che sia in nome della moralità, della natura del diritto o della religione, le nostre classi dirigenti continuano a negare l´evidenza Camminava per strada ed è stata insultata. A due passi da Montecitorio, nel centro di Roma. Paola Concia stava passeggiando mano nella mano con la sua compagna. Due donne insieme, ecco lo scandalo, per l´omofobo di turno. Che ha urlato che quelle così “devono mandarle nei forni crematori”. Di fronte all´indifferenza generale. Come se il fatto di essere omosessuali fosse una colpa da espiare. Ma in Italia va così, ennesima prova dell´incapacità della nostra classe dirigente di garantire a tutti i cittadini pari rispetto e pari dignità. Perché l´ostilità nei confronti dell´omosessualità non è solo il frutto dell´ignoranza e della stupidità di pochi, ma viene anche costantemente alimentata dalle dichiarazioni e dagli atteggiamenti …