Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"400 dollari per morire", di Adriano Sofri

I corpi degli umani annegati galleggiano presto. Anche quelli dei bambini, delle donne. Anche quelli vestiti, se hanno addosso vestiti da poco. È il modo più facile per imparare il mare, fare il morto. Alcuni sono scampati perfino al deserto così, facendo il morto. Avvistati dall´alto degli elicotteri e degli aerei, “non sollevano il braccio”, dicono i soccorritori. Non fanno il morto, sono morti, a centinaia. Si sono aggiunti alle migliaia cui il Mediterraneo dei nostri anni fa da fossa comune. Senza un segno che distingua un profugo da un clandestino, che distingua le ossa di uno dalle infinite altre che la morte semina in mare e in terra. Sono venuti da lontano, all´appuntamento con l´ultimo mare – in vista di tante isole felici, di tanti solidi bastimenti. Hanno un´intera mappa di violenze, persecuzioni, carestie, tatuata addosso: Somalia, Eritrea, Etiopia, Darfur, Ciad, Nigeria, Costa d´Avorio… Sono eroi, dell´eroismo che si misura sul numero di guerre dalle quali si è fuggiti, sulle frontiere attraversate e il dazio pagato ai predoni che le presidiano. In Libia avevano …

Scuola: disabili fuori da giochi, tensione bipartisan con governo

Mai piu’ disabili esclusi dai giochi studenteschi. Il Parlamento ha vinto la sua battaglia: oggi in commissione Cultura alla Camera e’ passata la risoluzione bipartisan, promossa dal Pd e dalla deputata Manuela Ghizzoni, che obbliga il governo ad evitare quanto accaduto quest’anno con le finali di corsa campestre che si sono tenute in Friuli il 20 marzo. I diversamente abili non hanno potuto partecipare: non sono stati calcolati in fase di iscrizioni. Il Pd ha sollevato il caso, l’Idv ha appoggiato la denuncia e anche la maggioranza, viste le carte, si e’ accodata. Di qui la risoluzione che oggi ha avuto l’ok, ma “non senza problemi” denuncia Ghizzoni. Il ministero dell’Istruzione, infatti, per bocca del sottosegretario Giuseppe Pizza, ha bocciato il documento all’inizio. Anche con parole pesanti: “Nei momenti in cui, attraverso fasi selettive- ha spiegato Pizza- la pratica sportiva, di carattere prevalentemente educativo, assume connotazioni di carattere piu’ decisamente agonistico” si entra in uno spazio, prosegue l’intervento, “in cui l’obiettivo e’ quello di individuare e coltivare eccellenze che possano dare lustro al paese”. Disabili …

"Né vittimismi né allarmismi per affrontare l’emergenza", di Emma Bonino

Caro direttore, affermo in tutta tranquillità che, per ignoranza o per calcolo, il governo ha creato il «dramma» Lampedusa invece di governare il problema in piena legalità (e umanità). Oscillando tra allarmismo e vittimismo, minacce di crisi di governo e dichiarazioni tanto sguaiate quanto irresponsabili di autorevoli ministri, il governo ha ignorato e violato due strumenti che aveva a disposizione per fronteggiare in maniera incisiva la crisi degli sfollati nel Mediterraneo. Il primo è la direttiva 55/2001 emanata dall’Europa dopo la crisi umanitaria del Kosovo nel 1999. E’ intitolata: «Norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi». Un titolo più calzante alla situazione di oggi è davvero difficile trovarlo. Ma lo è anche nei contenuti perché, con questa direttiva, sono regolate le norme minime per la concessione della protezione temporanea, che vale per un anno e può essere prorogata di un altro, massimo due. La condizione cessa …

"Operazione banalità", di Barbara Spinelli

Oggi si apre a Milano il processo Ruby, e qualcosa di strano sta accadendo, nonostante l´ora sia grave e parecchio miserabile. Un presidente del Consiglio è incriminato per aver abusato del proprio potere, costringendo la questura a rilasciare una ladruncola che gli stava a cuore e non esitando a spacciarla per la nipote di Mubarak. Pende anche l´accusa di favoreggiamento di prostituzione minorile, perché Karima El Mahroug (Ruby) frequentava festini a Arcore, prima della maggiore età.E li frequentava assieme a ragazze che si prostituivano in cambio di soldi, gioielli, appartamenti, carriere. Le prove sono tali che è stato scelto il rito abbreviato. Un dramma insomma, per un uomo che addirittura anela al Quirinale: e tale resta anche se la Consulta approvasse il parere espresso dalla maggioranza dei deputati, secondo cui il premier non è giudicabile da tribunali ordinari. Un´esperienza non invidiabile, quantomeno, e chiunque si sarebbe aspettato dall´imputato, in ore così cupe, un atteggiamento adatto alla circostanza: i latini lo chiamavano gravitas, virtù di chi governa (lo è ancora, nell´articolo 54 della Costituzione). Da sempre, …

"Deputata insultata perchè disabile i docenti si appellano all'Europa", di Ilaria Venturi

I professori universitari degli atenei italiani chiedono una inchiesta e la censura per il parlamentare della Lega che ha insultato l’onorevole Ileana Argentin (Pd). Con una lettera si appellano al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente dell’Unione europea Barroso e al presidente della Camera Fini. Promotore il pedagogista Andrea Canevaro dell’università di Bologna. Tra i firmatari i presidi di Scienze della formazione e docenti degli atenei di tutta Italia. Durante la seduta parlamentare del 31 marzo, la deputata Pd Ileana Argentin è stata insultata da un deputato della Lega, Massimo Polledri, in quanto tetraplegica. VIDEO Insultata la deputata disabile Quel gesto ha profondamente indignato la società civile e oggi i docenti universitari, in particolare di Scienze dell’educazione, reagiscono con un appello che in poco tempo ha già raccolto centinaia di firme: “Non bastano le scuse, noi chiediamo una seria inchiesta e un’azione di censura nei confronti dei parlamentari coinvolti in questi fatti”. Così si legge nell’appello inviato al presidente Napolitano, al presidente dell’Unione europea Barroso e al presidente della Camera Fini. Di seguito il testo …

"Il governo aspetta il voto con il fiato sospeso", di Marcello Sorgi

Il voto di oggi a Montecitorio sulla richiesta di conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale tra la Camera e i giudici di Milano ha un valore politico pari a quello del 14 dicembre sulle mozioni di sfiducia, in cui Berlusconi si giocò tutto e alla fine prevalse grazie a tre deputati che all’ultimo momento passarono dall’opposizione alla maggioranza. Ma in un certo senso è anche più difficile, dato che il premier deve conquistare 316 voti e che la votazione si svolgerà a scrutinio segreto. Ci sono insomma tutte le condizioni, nel segreto dell’urna, per far cadere il governo e aprire la crisi che fu evitata in extremis alla fine dell’anno scorso. Da allora ad oggi Berlusconi ha pian piano allargato la sua maggioranza, grazie alla crisi del Fli e al consolidamento del gruppo dei «Responsabili», uno dei quali, Saverio Romano, transfuga insieme a quattro colleghi siciliani dall’Udc di Casini, è anche diventato ministro dell’Agricoltura. Il Cavaliere ha solo iniziato il rimpasto, annunciato da tempo, che nei suoi piani dovrebbe servire a rafforzare la nuova …

"Sciupone l'Africano", di Umberto De Giovannangeli

Sciupone l’Africano» prova a conquistare la Tunisia. Silvio Berlusconi «sbarca» oggi a Tunisi con cento milioni di euro di «crediti di aiuto», una dozzina tra motovedette e fuoristrada come «cadeau» promessi e la riproposizione di un must pubblicitario di cui il Cavaliere si è giovato per nove volte in nove anni: il «piano Marshall» , adattato a iniziative internazionali e a progetti per casa nostra (dalla Somalia all’Abruzzo, dalla Palestina al Sud d’Italia, dalla Sardegna al Maghreb…). Con due comuni denominatori: per lo più si tratta di impegni millantati e mai mantenuti, e in alcuni casi sono soldi delapidati, finiti nelle tasche di dittatori sanguinari ovvero di famelici corrotti e corruttori stranieri e autoctoni. Con la Tunisia, «Sciupone l’Africano» prova a riprodurre lo «schema libico», contenendosi, però, nella cifra elargita, anche perché i nuovi governanti tunisini non sono affidabili, per il Cavaliere e il suo entourage, come lo era l’«amico Ben Ali», il despota costretto a fuggire dalla insurrezione popolare. Cento milioni di euro non sono una mancia, anche se le autorità di Tunisi si …