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Disabili esclusi dai Giochi studenteschi, il Pd: “Scandaloso”

La denuncia dell’on. Ghizzoni che ha presentato un’interrogazione al ministro Gelmini Per la prima volta i ragazzi disabili saranno esclusi dalle finali nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi di corsa campestre che si svolgeranno domenica 20 marzo a Nove, in provincia di Vicenza. La denuncia arriva dall’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, che ha subito presentato un’interrogazione al ministro Gelmini. “L’esclusione dei ragazzi disabili dalle finali dei giochi sportivi studenteschi è scandalosa – dichiara la parlamentare del Pd – e in netto contrasto con le norme di legge sull’integrazione scolastica, che da sempre costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo”. L’on. Ghizzoni chiede di conoscere le ragioni di tale scelta e di sapere come il ministero intenda ovviare ad una situazione discriminatoria “che contrasta con la piena inclusione di questi alunni, obiettivo prioritario della scuola dell’autonomia”. Una scelta, quella di escludere dai Giochi gli studenti e le studentesse disabili, che – a giudizio dell’esponente democratica – limita fortemente “il diritto allo studio e alla crescita individuale e sociale …

"Tegola da 1 miliardo sui bilanci sanitari", di Roberto Turno

Una tegola da almeno un miliardo di euro rischia di abbattersi sui conti già traballanti di asl e ospedali. Di tutte le regioni, questa volta, senza distinzione tra nord e sud, tra governatori virtuosi o spreconi. Col risultato di farli finire tutti insieme, o quasi, nel baratro dei piani di rientro dal disavanzo, l’anticamera del commissariamento. Tutta colpa degli «ammortamenti non sterilizzati». Di quelle somme, cioè, che negli anni sono state impiegate con fondi regionali (e non statali) per investimenti, attraverso un indebitamento pluriennale, come i mutui, o attraverso il ricavato di alienazioni patrimoniali di beni disponibili dell’ente territoriale. Fino ad oggi l’onere dell’ammortamento di queste somme con la contabilità finanziaria non era iscritto in bilancio e, dunque, non veniva affrontata la copertura in termini finanziari. Con con l’avvio della contabilità economico-patrimoniale nessuna regione ha continuato a iscrivere queste somme in bilancio, ma ora il ministero dell’Economia chiede di farlo. E di farlo già a partire dai bilanci del 2010, quelli che proprio adesso andranno sotto la lente del governo con i tavoli di monitoraggio …

"Un milione per Costituzione e scuola", di Curzio Maltese

Il tricolore e la Costituzione, l´inno di Mameli e «Bella ciao». Le cento piazze italiane hanno sapute leggere, fin dai simboli, la storia di questi anni, l´essenza della scontro politico in atto da quindici anni. Assai meglio di quanto non sappiano fare i partiti.Nei 150 anni di unità, l´Italia, al prezzo di immani tragedie, è riuscita a darsi una sola vera e grande patria. Questa patria è la Costituzione antifascista. Le altre idee di patria, dal fascismo in su o in giù, sono state piccole, miserabili e funeste. Da quindici anni la lotta politica non è quella che si racconta, fra una destra e una sinistra quasi altrettanto immaginarie, almeno secondo i parametri delle altre democrazie. Tanto meno fra berlusconismo e anti berlusconismo, categorie al pari esagerate rispetto all´esiguità e a tratti il grottesco del personaggio. Il cuore del conflitto sta altrove, fra un´Italia di larga e compatta minoranza che non crede ai valori della Costituzione, non li pratica e vorrebbe cancellarli, e un´Italia maggioritaria, ma divisa, che si riconosce nel patto fondante della Repubblica …

«Nessun dialogo. Democrazia a rischio», Simone Collini intervista Andrea Orlando*

Il responsabile Giustizia Pd «È una riforma della sola magistratura Confronto solo se cambiano le priorità e si procede con legge ordinaria». È una riforma della magistratura, non della giustizia. Ed è un’operazione che pone un problema di funzionamento della democrazia, perché si rischia di assoggettare il potere giudiziario a quel coacervo che a causa delle legge elettorale di fatto si è già venuto determinando tra potere legislativo e potere esecutivo». Andrea Orlando spiega che ovviamente in Parlamento una discussione sulla riforma della giustizia ci sarà, ma che se la maggioranza vuole essere credibile deve lasciar stare sia le leggi ad personam che l’ipotesi di modifica costituzionale. «In tal caso, noi siamo pronti a un confronto, partendo dalle nostre proposte di legge e chiarendo che per noi l’agenda delle priorità va profondamente cambiata», dice il responsabile Giustizia del Pd. Il centrodestra vi accusa di dire un no pregiudiziale e anche nel suo partito c’è chi, come Follini, giudica un errore l’arroccamento. «Non è questione di arroccamento anche perché da tempo abbiamo avanzato le nostre proposte, …

"Una legge ad castam", di Massimo Giannini

La giustizia italiana, per poter esser davvero utile ai cittadini, aveva bisogno di tutto. Ma non certo di questa «rivoluzione» celebrata con un evviva dal capo del governo. Quella approvata ieri a Palazzo Chigi non è una «riforma epocale», ma una «contro-riforma incostituzionale». Un manifesto ideologico, che riscrive tredici articoli della Carta del ´48, stravolge i principi che hanno retto le istituzioni della Repubblica, ribalta gli equilibri che hanno garantito il bilanciamento tra i poteri dello Stato. È vero. Almeno per il momento, nel pacchetto-giustizia licenziato ieri a Palazzo Chigi c´è una rottura significativa con il passato: non contiene norme «ad personam», con le quali il presidente del Consiglio si cuce addosso un salvacondotto personale. Ma non per questo è meno dirompente. Al contrario: questa è una riforma «ad castam», con la quale un´intera classe politica pretende di cucirsi addosso un salvacondotto collettivo. Lo dice lo stesso Berlusconi, una volta tanto sincero, nella conferenza stampa con la quale cerca di spiegare la «filosofia» di questo «punto di svolta», come l´ha chiamato: «Questo cambiamento, se fosse …

"Il nostro tempo è adesso" giovani e precari in piazza il 9 aprile

La proposta lanciata da 14 rappresentanti di reti sociali che si sono unite per dire basta ad una condizione di vita basata sulla precarietà, per dire basta anche alla fuga all’estero. “Scommettiamo sul presente, prima ancora che sul futuro”. In piazza il 9 aprile perché “il nostro tempo è adesso”. E’ l’appello promosso e sottoscritto da 14 rappresentanti di reti sociali e di condizioni lavorative specifiche che si sono messi insieme per “poter agire e incidere immediatamente” perché “questo è il tempo di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro”. “Il nostro tempo è adesso – la vita non aspetta”, spiegano nell’appello. “Siamo una generazione unita da una stessa condizione: la precarietà nel lavoro e nella vita. Ed è l’insofferenza per questo stato di cose che ci fa alzare la voce – stanchi di una vita “insostenibile” – per riprenderci il tempo, scommettere sul presente. Per farlo scenderemo in piazza il 9 aprile e chiediamo a tutti di farlo con noi”. Questa mobilitazione è lanciata attraverso il sito www.ilnostrotempoeadesso.it 1 nel quale è possibile …

"Le donne agli Stati generali", di Fabrizia Bagozzi

Dopo l’8 marzo, le prospettive del movimento. Se l’otto marzo è arrivato di slancio, come una sorta di prosecuzione naturale delle piazze del 13 febbraio, ora le ragazze che in entrambi i casi hanno fatto da spinta propulsiva si interrogano su come andare avanti per dare gambe e fiato a quell’onda. E rispondere alle aspettative che il 13 ha messo in circolo come «da tempo non capitava », ricorda Francesca Izzo, docente universitaria e Dinuovista membro del comitato Se non ora quando. Uno scossone arrivato «dopo anni di dispersione e frammentazione che hanno fatto languire le connessioni nel mondo delle donne e indotto a perdere il senso e l’autopercezione di forza collettiva». Oggi «la portata politica di quelle piazze è evidente a tutti». Capitalizzarla è un dovere. Su come procedere le romane hanno già fatto un primo giro di opinioni la sera dell’otto marzo all’Ambra Jovinelli e torneranno a ragionarci presto. «Ora – spiega Izzo – le diverse anime del comitato valuteranno il da farsi, ognuna secondo il proprio punto di vista». Ma la prospettiva, …