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«Napolitano: "Basta donne oggetto serve un rinnovamento morale"», di Umberto Rosso

Il governo frena le “quote rosa”. Schifani: 8 marzo goliardico ROMA – Donne ancora «oggetto», vittime dell´immagine distorta prodotta dai modelli del consumismo. Al punto che, se da soggetto diventano invece quasi “una cosa”, contro di loro «si propiziano comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto». E la parità con gli uomini, nonostante i grandi passi avanti compiuti? «Resta lontana», constata Giorgio Napolitano. Un discorso forte, duro, “femminista”, che strappa applausi a scena aperta al Quirinale, dove il presidente della Repubblica ha invitato una platea quasi tutta al femminile per celebrare l´8 marzo. Con poca retorica e molta “denuncia” sul potere, maschile, che ancora nega alle donne l´accesso ai vertici in troppi settori-chiave del nostro paese. Il capo dello Stato ne indica alcuni: il «divario di genere» pesa nella rappresentanza politica, nei media, in qualche carriera pubblica, nella conduzione delle imprese. Ricorda il «divario» e le «strozzature» che condizionano l´accesso al lavoro, soprattutto per le ragazze. E se sono le donne stesse che «devono agire da protagoniste» nel condurre fino in fondo la marcia verso …

Le mimose che diamo all'Italia sono le firme di Berlusconi dimettiti

“Mettiamoci in cammino per una fase nuova. Nel cuore della crisi italiana c’è la condizione delle donne: è crisi economica e morale, il berlusconismo ha incrinato lo spirito civico con pensieri cattivi e sbagliati. Che il consenso viene prima delle regole, che l’individualismo è la soluzione ai problemi, che la mercificazione della donna sia lo spazio della sua libertà con un uso smisurato del potere e della ricchezza. No, no, no”. È il passaggio più forte del discorso del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dal palco allestito a Piazza Di Pietra a Roma nel centenario della festa dell’8 marzo. Con lui ad intervenire sul palco è la portavoce della Conferenza delle donne del PD, Roberta Agostini, e la segretaria del Partito Democratico tunisino. Dietro il palco i pacchi di firme: il Pd ha portato in piazza 120 scatole chiuse in 3 apecars, contenenti fisicamente circa 6 milioni di firme per le dimissioni del premier. A queste si aggiungono i 4 milioni di moduli inviati ai cittadini e le centinaia di migliaia di firme già …

Napolitano: il livello di dignità e di considerazione di cui godono le donne sono tra i principali indicatori della maturità dei sistemi democratici

“In Italia, come in tutti gli stati democratici, le donne hanno raggiunto molti obiettivi, ma in questo viaggio verso la parità c’è stata una forte accelerazione nell’ultimo cinquantennio”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso del suo intervento al Quirinale per la celebrazione della Giornata internazionale della donna, occasione per ripercorrere il percorso compiuto dalla condizione femminile nei 150 anni dell’Unità d’Italia. “Il merito – ha aggiunto – si deve soprattutto all’impegno combattivo delle donne, alla loro capacità di unirsi e di rivendicare con fermezza i propri diritti. Oggi si può affermare che il grado d’impegno delle donne per la parità, l’affermazione del loro ruolo nei vari ambiti sociali, il livello di uguaglianza, di dignità e di considerazione di cui esse godono sono tra i principali indicatori della maturità e dello stato di salute dei sistemi democratici”. “Tuttavia – ha proseguito il Capo dello Stato – le donne italiane sono ancora lontane dall’aver conquistato la parità in molti campi. Basti ricordare il divario di genere, quale risulta anche dai rapporti internazionali, …

"8 marzo, cresce in Italia la disuguaglianza tra uomo e donna", di Manuela Ghizzoni

Cento anni ci separano dall’incendio (25 marzo 1911) nella camiceria “Triangle Shirtwaist”, a New York, nel quale morirono centoventinove ragazze, perlopiù immigrate. Da quel sacrificio discende la “giornata della donna”, celebrata l’8 marzo. e in questi cento anni certo le conquiste politiche, civili e sociali delle donne sono state tante, eppure… Eppure, in Italia la strada da percorrere è ancora lunga: siamo il fanalino di coda per il divario di genere, in Europa e a livello internazionale, addirittura al 72esimo, posto dopo il Kazakhistan e il Ghana. E le scelte del Governo Berlusconi hanno fatto compiere un ulteriore, gigantesco passo indietro alle politiche di welfare, alla partecipazione femminile al mercato del lavoro, alla dignità della donna: ma chi regredisce, in questo modo, non è solo la condizione femminile, bensì il tasso di civiltà e di democrazia dell’intero Paese”, lo dichiarano i deputati Manuela Ghizzoni, Ivano Miglioli, Giulio Santagata e Ricky Levi. I dati parlano chiaro. Dai 727 milioni di euro in 3 anni stanziati dal Governo Prodi nel 2007 per la costruzione di nuovi asili …

Potere, cultura e sentimenti i sogni per un'Italia diversa

Come può cambiare il Paese e cosa sarebbe bello che succedesse per rendere migliore la condizione femminile? Ecco quello che immaginano e vorrebbero per il domani giornaliste, scrittrici, studiose e filosofe Nadia Urbinati. Una donna premier e un’altra immagine Il peso sociale delle donne è cresciuto enormemente in questi decenni, non così quello politico. L’Italia rappresenta al meglio questa sproporzione. Ma con più donne in politica cambierebbe la politica italiana? Cambierebbe qualcosa se l’Italia avesse un presidente del Consiglio donna? Non esiste innocenza per diritto naturale; le donne sono attori responsabili e altrettanto capaci degli uomini di lasciarsi irretire dal potere. Però, quale cambiamento simbolico e di immagine! Un’utopia. Ma forse non è utopistico pensare di fare dell’8 Marzo un’occasione per augurare alle donne in Parlamento e nel Governo che sentano la responsabilità del loro ruolo. Il premier ha costruito il suo potere anche grazie a molte di loro, che ancora oggi gli sono fedelissime – la fedeltà a un capo é disonorevole in una democrazia, dove dovrebbe valere solo la rispondenza alla legge e …

"Più rispetto per il corpo, più diritti sul lavoro", di Anais Ginori

Le quote rosa per dare un aiuto all’uguaglianza tra generi. Il Parlamento sta per approvare quelle nei consigli d’amministrazione. Un segnale importante per una festa dell’8 marzo che, quest’anno più che mai, ha il sapore della protesta. “Why not?”. Malvolentieri, turandosi il naso, con un po’ di rabbia dentro. Le quote rosa 1 avanzano, nonostante tutto. Anche le più reticenti hanno dovuto mettere da parte l’orgoglio e ammettere che, sì, oggi serve il fatidico “aiutino” per raggiungere la parità. “Perché no?” chiosa Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea, portavoce della nuova battaglia a livello del continente. I sondaggi parlano chiaro: dopo la violenza, la discriminazione sul lavoro è il tema più sentito dalle donne in Europa. E le quote di genere, come sarebbe giusto chiamarle, sono popolari soprattutto tra le giovani, consapevoli di non avere le stesse opportunità professionali dei loro coetanei. Dopo la Norvegia e l’Islanda, anche la Spagna, la Francia, l’Olanda hanno approvato delle leggi per riequilibrare la componente femminile nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa. Altri progetti sono al …

"Riserve nei cda terapia d'urto per un welfare al femminile", di Alessandra Casarico e Paola Profeta

La proposta sull’introduzione di quote di rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate ritorna in discussione al Senato, dopo le richieste di maggiore gradualità avanzate da Confindustria, Abi e Ania. La notizia è positiva. Questa legge può contribuire a rompere il monopolio maschile nelle posizioni di vertice e aprire la competizione a tutta la platea di talenti a disposizione del nostro paese, donne e uomini in ugual misura. Per trarre i maggiori benefici da questa “terapia d’urto” che si prevede di carattere temporaneo, è bene anche riprendere il dibattito sull’importanza di misure che sostengano la partecipazione femminile al mercato del lavoro a tutti i livelli. I vantaggi di una maggiore presenza femminile non sono solo quelli associati alla miglior performance delle imprese dove più donne sono ai vertici (come ricordato molto in questi giorni), ma anche quelli derivanti da una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro. Come abbiamo più volte sottolineato, il lavoro femminile rappresenta un fattore produttivo importante per la ricchezza del nostro paese, per il benessere e la …