Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Conciliazione orari lavoro-famiglia. Raggiunta intesa tra governo e sindacati

Governo e parti sociali hanno raggiunto l’intesa sulle linee guida per la conciliazione degli orari tra lavoro e famiglia. La pre-intesa è stata firmata anche dalla Cgil, che però si riserva una valutazione dell’allegato all’avviso comune, che sarà perfezionato con un ulteriore tavolo tecnico. La data scelta per la prosecuzione del confronto non è stata casuale visto che cade alla vigilia dell’8 marzo, con l’intenzione, ha spiegato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, di rappresentare “un atto concreto in favore delle donne e della famiglia”. Questo, in sintesi, il quadro delle misure: impiego del telelavoro in alternativa ai congedi parentali o facoltativi; orari flessibili in entrata e in uscita per madri e padri entro i primi tre anni di vita del bambino; trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale per i primi cinque anni del bimbo o per assistere genitori e familiari in rilevanti esigenze di cura; possibilità di una flessibilità di orari concentrati, intesi cioè come orario continuato dei propri turni giornalieri. Inoltre anche la possibilità, da …

"Ho fatto il testamento biologico", di Umberto Veronesi

Io ho fatto il testamento biologico qualche anno fa, e per tre motivi. Per riaffermare le mie convinzioni sulla libertà di disporre della propria vita. Per l’amore profondo verso i miei familiari, che non voglio siano mai straziati dal dubbio sul che fare della mia esistenza. Per il rispetto verso i medici che si prenderanno cura di me. Ho voluto anche renderlo pubblico: «Io sottoscritto Umberto Veronesi, …, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione)… Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me…». Considero il testamento biologico l’atteggiamento più corretto soprattutto verso i medici curanti, cioè verso chi si troverà, concretamente, ad avere la responsabilità terapeutica di un individuo non più consapevole. Nel febbraio 2009 il giurista Stefano Rodotà, argomentando intorno al caso di Eluana Englaro, ha scritto: «Proprio nell’art. 32 il tema della …

Se non ora quando? ADESSO. Rimettiamo al mondo L’Italia. Brindisi rosa l’8 marzo in piazzetta della Pomposa

Le donne non si fermano. Dopo la manifestazione del 13 febbraio a Modena come in tante altre piazze italiane ed estere e il grande successo ottenuto, il Comitato “Se non ora quando” ha deciso di dare continuità alla propria iniziativa. Quale migliore occasione della festa dell’8 marzo. La mobilitazione è già partita a livello nazionale e anche a Modena il Comitato promotore ha previsto un appuntamento per martedì 8 marzo alle 18e30 in piazzetta della Pomposa. Le donne modenesi del Coordinamento si rivolgono a tutti gli attori sociali che hanno sostenuto la manifestazione del 13, ai tanti e alle tante che hanno partecipato, ma anche a tutti quelli che vorranno aggiungersi, per ritrovarsi insieme a brindare in piazzetta della Pomposa. Intorno ai tavolini collocati in piazzetta, con calici e spumante, con tanti palloncini e coccarde rosa indossate al braccio, attaccate alla borsetta o alla bici, le magliette “Se non ora quando?” , si brinderà al successo di una straordinaria partecipazione e di un impegno che continua, rilanciando le proposte su cui proseguire la mobilitazione. Le …

"Sorelle d'Italia, queste le donne che hanno costruito il paese e lottato per la democrazia", di Serena Danna

Quando apprende di essere stata citata tra le donne che hanno fatto l’Italia, Rossana Rossanda raffredda il tono della voce: «L’umiltà non è tra le mie qualità migliori, ma per cortesia dica all’amica Gae di non commettere questo errore di valutazione». L’amica Gae è l’architetto Aulenti. Prima che il ‘68 arrivasse a sconvolgere schemi e recinti, mentre Rossanda ripensava il comunismo alla Casa della cultura di Milano, la giovane designer con i capelli corti e la passione per il razionalismo internazionale, trasformava una professione maschile in una possibilità concreta per migliaia di donne. Aulenti è un bravissimo architetto, dice la giornalista, ma in fatto di donne sbaglia: «Non sono certo una che ha unito l’Italia. Piuttosto sono sempre stata espressione di una minoranza politica e culturale: una comunista all’opposizione, prima all’interno e poi all’esterno del partito. La mia battaglia culturale era contro il cattolicesimo e l’arretratezza culturale del Paese», racconta al telefono dalla sua casa di Parigi la fondatrice del Manifesto. L’architetto, seduta nel suo studio milanese nel quartiere Brera, difende la scelta: «La vita …

"Le donne tra maternità e lavoro: tutti i numeri del ritardo italiano", di Luigi Offeddu

In coda a tutti i Paesi dell’Unione europea: l’occupazione diminuisce dopo il primo figlio, crolla dopo il secondo. Ma l’Italia è all’ultimo posto anche se non ci sono bambini. Donne tra famiglia e lavoro: i numeri del ritardo italiano. Li indica Eurostat in vista dell’ 8 marzo. Uno studio della Bocconi conferma l’importanza dei nonni. Perfino nell’Europa del 2011, sembra che alla condizione di donna si accompagni un danno oggettivo, un’oggettiva difficoltà di vivere. Questo dicono i dati che l’Eurostat, l’istituto incaricato di tradurre in cifre la nostra vita, ha scodellato in vista dell’ 8 marzo, festa mondiale delle donne: in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea, il tasso di occupazione femminile diminuisce con l’aumentare del numero dei figli, mentre per gli uomini accade il contrario. Il caso Italia La famiglia con i suoi carichi è dunque un fattore penalizzante per il lavoro femminile, e questo lo si sapeva da sempre. Come si sapeva che la penalizzazione si allevia, quanto più la madre può contare su asili nido o altre strutture pubbliche di assistenza: meno …

«L'8 marzo della Gelmini», di Pippo Frisone

Nel 1908 in una fabbrica di New York, 129 operaie che scioperavano da giorni contro le terribili condizioni di lavoro, venivano dal padrone prima rinchiuse dentro e poi lasciate morire, bruciate vive. Fu Rosa Luxemburg a proporre la data dell’8 marzo, in memoria di quel tragico evento, quale giornata di lotta internazionale delle donne. Da allora in poi le donne hanno sempre lottato per l’uguaglianza e l’emancipazione in ogni parte del mondo. La ministra Gelmini, dopo il pieno appoggio dato al premier contro gli insegnanti della scuola pubblica, inculcatori e seminatori di valori contrari alla famiglia, torna alla carica con le sue colleghe, al chiuso d’un auditorium romano, perché “ qualcosa il Pdl doveva pur fare per l’8 marzo“. E cosi, assieme ad altre parlamentari e ministre del Pdl , prende a pretesto l’8 marzo per scagliarsi contro le donne del 13 febbraio e la manifestazione che portò in piazza oltre un milione di manifestanti. “Strumentalizzate, per attaccare Berlusconi” quelle del 13 febbraio, “donne indignate ma l’indignazione non è l’undicesimo comandamento”, sottolinea la Gelmini. “La …

«Troppi ostacoli. Serve un piano per l’occupazione femminile», di Simone Collini

Quello di domani «sarà l’8 marzo più difficile degli ultimi anni per le donne italiane, che in questa fase di crisi devono fare i conti con un precariato e una disoccupazione che fanno spavento». Ma, forse proprio per questo, e sicuramente pure per la «scossa » arrivata con le manifestazioni del 13 febbraio, sarà anche l’8 marzo in cui «invece della festa commerciale, delle mimose regalate, delle cene fuori da sole, si tornerà a dare a questa data il valore originario di giornata internazionale del lavoro delle donne». Valeria Fedeli è del comitato promotore “Se non ora quando”, che dopo il successo della mobilitazione del mese scorso sta organizzando per domani una serie di appuntamenti in tutta Italia. Sarà che è presidente della Federazione sindacale europea del tessile, ma a più riprese fa il confronto tra la condizione femminile nel nostro paese e negli altri Stati comunitari. E le conclusioni non sono rosee. C’è poco da festeggiare? «Diciamo che l’8 marzo torna ad essere un momento celebrativo per fare il punto su diritti, autonomia, libertà …