Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Il dietro front della storia", di Gad Lerner

Non sarà dunque per timore della presunta invasione musulmana, ma per l´invenzione ancor meno verosimile di una «minaccia interna» rappresentata dal popolo rom, che l´Europa derogherà dalla sua conquista democratica più significativa, cioè la libera circolazione dei cittadini dell´Unione in tutti i suoi Stati membri? È un brutto scherzo della storia che a farsi protagonista di tale retromarcia sia un presidente francese originario dell´Ungheria, cioè di una nazione tuttora afflitta da pulsioni xenofobe nei confronti di una minoranza già vittima di persecuzioni atroci sul suo territorio. La culla della nozione moderna di cittadinanza, fondata sul diritto comune anziché sul sangue, ha intrapreso un´azione restauratrice di confini superati, quasi che il trascurabile insediamento di alcune migliaia di nomadi potesse davvero determinare un problema di sicurezza per sessanta milioni di abitanti, senza curarsi del precedente gravissimo che verrà di certo strumentalizzato altrove: il ritorno alle frontiere sbarrate, e la penalizzazione di altre minoranze nazionali. A Berlusconi e Bossi non pare vero di mettersi sulla scia di Sarkozy, cavalcando la pulsione reazionaria che non distinguerà certo i rom …

Sparare si può? «Pensavano fossero migranti», di Umberto De Giovannangeli

«Io immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave di clandestini». Parola di Roberto Maroni, ministro dell’Interno della Repubblica italiana. Parole incredibili. Parole agghiaccianti. L’«immaginazione» del titolare del Viminale rimanda a scenari inquietanti. A non detti terrificanti: hanno scambiato il peschereccio (italiano) per una nave con clandestini. Domanda: signor ministro, ma su una nave di clandestini è lecito, giustificabile, sparare mitragliate ad altezza d’uomo? E farlo usando motovedette regalate dall’Italia al «Gendarme del Mediterraneo», al secolo Muammar Gheddafi? Domande che restano senza risposta. Per il Governo italiano gli spari contro il peschereccio «Ariete» sono da considerare un «incidente». SOLO UN INCIDENTE «Penso che si sia trattato di un incidente grave, ma pur sempre un incidente: studieremo le misure perché non accada più, quello che è successo l’altro ieri sera (domenica, ndr) è un fatto che non doveva accadere e la Libia si è scusata», ripete Maroni a Mattino5. Un incidente… Ben diversa è la valutazione della Procura di Agrigento. Danneggiamento di navi e tentativo di omicidio plurimo aggravato: sono i reati ipotizzati, contro ignoti, …

Frattini sta con la Libia (che forse spara agli immigrati)

Il governo dà la colpa al peschereccio e rafforza i dubbi sui sistemi di Tripoli. Il ministro degli esteri Frattini riferirà oggi in parlamento su quanto è successo domenica fra la Sicilia e la Libia. Nel frattempo, però, dà la colpa al peschereccio italiano: «Sapeva benissimo di pescare illegalmente». La tesi sostenuta dai libici, i quali rivendicano una competenza territoriale sul Golfo della Sirte che la comunità internazionale non riconosce. E il ministro dell’interno cerca di derubricare tutta la vicenda a semplice incidente, smentito dal comandante del peschereccio italiano aggredito dai libici. E spiega che forse c’è stato un errore di interpretazione: «Posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio per una barca con a bordo clandestini». Parole che suscitano inquietudine e il sospetto, nell’opposizione dem, di eventuali accordi segreti che possano autorizzare l’uso delle armi nei confronti dei clandestini. da Europa Quotidiano 15.09.10 ****** “Gheddafi dilaga, nessuno lo ferma. E la Cei è dura”, di Fabrizia Bagozzi Il comandante del peschereccio: «Sapevano che eravamo italiani» Il ministro egli esteri riferirà oggi alla camera su ciò …

"Fiat, Federmeccanica e il braccio di ferro", di Nicola Cacace

Sulle ultime mosse di Fiat e Federmeccanica, protocollo Pomigliano e disdetta del contratto nazionale, c’è chi ha parlato di «riforme necessarie per rendere le imprese più competitive» (Marcegaglia) e chi «di attacco grave ed irresponsabile ai diritti sindacali» (Landini). Le innovazioni del modello Pomigliano sono, 18 turni settimanali, dalle 6 di lunedì alle 6 di domenica, raddoppio dello straordinario contrattuale, pause dimezzate. Innovazioni più vicine alla Cina che all’Europa, dove i 18 turni non sono generalizzati, e che non avvengono nemmeno in Polonia, dove i turni del sabato sono coperti dagli straordinari: eppure sono state accettate da tutti i sindacati, Fiom compresa. La rottura con la Fiom è avvenuta sulla parte finale del protocollo relativa alla “clausola di responsabilità” con forti limitazioni dei diritti sindacali. Rottura che non condivido perché, come ha detto Carniti, «l’accordo Pomigliano è un dictat impresentabile, madi fronte a un prendere o lasciare senza alternative, la Fiom doveva firmare anche per presa d’atto» (Repubblica, 23 giugno). Un sindacato non può stare a lungo senza fare accordi, così come un padronato lungimirante …

«Disabili sempre più ultimi», di Augusto Battaglia*

Nuove nubi all’orizzonte per i disabili. Non bastava il penoso e goffo tentativo del decreto Tremonti di tagliare indennità di accompagnamento ed assegni di invalidità civile, sventato dalla grande mobilitazione delle associazioni dei disabili e delle loro famiglie. Ora è arrivato il Decreto 102 che rischia di compromettere irrimediabilmente il diritto al lavoro. L’articolo 5, infatti, al punto 7, mescolate alle misure sulle missioni militari internazionali, recita quattro righe destinate a determinare conseguenze drammatiche sul collocamento obbligatorio dei disabili. D’ora in poi gli avviamenti al lavoro di orfani e vedove di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, e di soggetti equiparati come i superstiti delle vittime sul lavoro, avranno precedenza su ogni altra categoria, non saranno contenuti entro la quota di legge dell’1 per cento ed andranno inevitabilmente ad occupare i posti riservati ai disabili. Con quattro righe il Governo Berlusconi assesta un durissimo colpo ad una norma di civiltà, la legge 68 del 1999, frutto di un lungo lavoro parlamentare e per la quale i disabili italiani hanno lottato per più di vent’anni. …

Rom, il Parlamento europeo censura Sarkozy

ll Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sui Rom che censura la politica di Sarkozy, presentata dal centrosinistra, con 337 voti a favore contro 245 e 51 astensioni. Lo riferiscono oggi (9 settembre) fonti di agenzia. Il documento, che è stato presentato da socialdemocratici (S&D), liberaldemocratici (Alde), Verdi e sinistra radicale (Gue), chiede la sospensione immediata delle espulsioni del governo di Parigi. Fermare subito le espulsioni da parte “delle autorità francesi e di altri paesi”, e “profonda preoccupazione” per “la retorica incendiaria e discriminatoria che ha caratterizzato il dibattito politico durante i rimpatri dei Rom, che ha dato credibilità a dichiarazioni razziste e azioni dei gruppi dell’estrema destra”. Questi i punti centrali del documento. La risoluzione, inoltre, ricorda che “le espulsioni di massa sono vietate dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle Libertà fondamentali, quindi tali misure sono in violazione dei trattati e delle leggi della Ue, visto che (le espulsioni) sono una discriminazione su base razziale ed etnica che viola la Direttiva 38 del …

"Dal governo brutte notizie per i disabili", di Augusto Battaglia

Nuove nubi all’orizzonte per i disabili. Non bastava il penoso e goffo tentativo del decreto Tremonti di tagliare indennità di accompagnamento ed assegni di invalidità civile, sventato dalla grande mobilitazione delle associazioni dei disabili e delle loro famiglie. Ora è arrivato il Decreto 102 che rischia di compromettere irrimediabilmente il diritto al lavoro. L’articolo 5, infatti, al punto 7, mescolate alle misure sulle missioni militari internazionali, recita quattro righe destinate a determinare conseguenze drammatiche sul collocamento obbligatorio dei disabili. D’ora in poi gli avviamenti al lavoro di orfani e vedove di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, e di soggetti equiparati come i superstiti delle vittime sul lavoro, avranno precedenza su ogni altra categoria, non saranno contenuti entro la quota di legge dell’1 per cento ed andranno inevitabilmente ad occupare i posti riservati ai disabili. Con quattro righe il governo Berlusconi assesta un durissimo colpo ad una norma di civiltà, la legge 68 del 1999, frutto di un lungo lavoro parlamentare e per la quale i disabili italiani hanno lottato per più di vent’anni. …