"Il dietro front della storia", di Gad Lerner
Non sarà dunque per timore della presunta invasione musulmana, ma per l´invenzione ancor meno verosimile di una «minaccia interna» rappresentata dal popolo rom, che l´Europa derogherà dalla sua conquista democratica più significativa, cioè la libera circolazione dei cittadini dell´Unione in tutti i suoi Stati membri? È un brutto scherzo della storia che a farsi protagonista di tale retromarcia sia un presidente francese originario dell´Ungheria, cioè di una nazione tuttora afflitta da pulsioni xenofobe nei confronti di una minoranza già vittima di persecuzioni atroci sul suo territorio. La culla della nozione moderna di cittadinanza, fondata sul diritto comune anziché sul sangue, ha intrapreso un´azione restauratrice di confini superati, quasi che il trascurabile insediamento di alcune migliaia di nomadi potesse davvero determinare un problema di sicurezza per sessanta milioni di abitanti, senza curarsi del precedente gravissimo che verrà di certo strumentalizzato altrove: il ritorno alle frontiere sbarrate, e la penalizzazione di altre minoranze nazionali. A Berlusconi e Bossi non pare vero di mettersi sulla scia di Sarkozy, cavalcando la pulsione reazionaria che non distinguerà certo i rom …
