Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Quel tg collaterale", di Nino Rizzo Nervo

Può il direttore di un telegiornale del servizio pubblico fare un editoriale? Non ho dubbi, la risposta è: “sì”. Può liberamente esprimere le sue opinioni? Anche in questo caso senza alcuna esitazione rispondo ancora una volta: “sì”. Voglio essere ancora più chiaro: guai a considerare un giornalista della Rai un giornalista dimezzato. Un giornalista dimezzato nel suo diritto ad esprimersi liberamente mettendoci peraltro la faccia, come ha sottolineato ieri in un coraggioso tentativo di difesa il mio amico Antonio Verro. Non è, dunque, in discussione il diritto di Augusto Minzolini di farci sapere di tanto in tanto come la pensa, ma il fatto che tutti, dico tutti, gli editoriali fin qui sentiti sono stati “appoggi redazionali” alla linea di palazzo Chigi e che mai al Tg1 delle 20 si sia potuto ascoltare un editoriale, se volete affidato anche a un commentatore esterno, che suonasse non dico critico nei confronti del governo ma almeno rispettoso delle ragioni delle opposizioni. Sarà un caso ma, se non ricordo male, il direttore del Tg1 è apparso in video per …

"Attacco squadrista". Bersani telefona a Bonanni dopo i fischi ed i petardi lanciati a Torino

C’erano sul palco Enrico Letta, Raffaele Bonanni e Aldo Soldi, per il dibattito “Lavoro e sviluppo: ecco le sfide”, coordinato da Dario Di Vico. Ma una selva di fischi e il lancio di alcuni petardi hanno interrotto il dibattito. C’eravamo e abbiamo visto come assurdamente si è sfiorata la tragedia con il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, contestato e colpito da un fumogeno che ha abbandonato la sala Bobbio della Festa Democratica senza poter partecipare al dibattito: “Sono stato oggetto di un’aggressione squadrista”. Tra i contestatori alcuni esponenti dei centri sociali. Letta accusa: “Responsabilità della questura”. Mentre dal palco ha risposto durissimo ai contestatori: “Voi con noi non c’entrate nulla, la vostra idea di democrazia è l’opposto di cui c’è bisogno nel nostro Paese. Siete antidemocratici”. Un antidemocratici ripetuto più volte, incurante dei fischi degli esagitati. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha telefonato a Bonanni, esprimendogli rincrescimento e solidarietà per l’episodio di cui è stato vittima alla Festa di Torino. “Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria …

"L´insostenibile declino di chi deve educare il Paese", di Domenico Starnone

Non è mai esistita un´età dell´oro dei docenti presso l´opinione pubblica. I luoghi comuni sono di antica data e duri a morire, ma nascono dai problemi reali irrisolti. È rimasto insoluto per oltre un secolo il problema della convivenza tra la concezione elitaria della cultura e la necessità della scolarizzazione di massa. Le polemiche sui tagli alla scuola e le proteste dei professori precari riportano d´attualità la questione della qualità dell´istruzione in Italia. C´è un libro che si chiama Il manuale del perfetto professore di Dino Provenzal. Si rivolge agli insegnanti di scuola media di inizio secolo (quelli che Papini partendo da “scuola media” aveva battezzato mezzani). La scuola è rappresentata come luogo di conflitto con gli alunni («il primo e più arduo problema è mantenere la disciplina», ci sono «professori che non oserebbero salire in cattedra una sola volta, senza quel fido compagno che è il registro») ; i docenti si interrogano per capire se sono miserabili impiegati (allora c´era anche chi li chiamava impiagati) o qualcosa in più; si ammette che «non tutti …

"Autunno caldo, Fiom decide 4 ore di sciopero", di Roberto Mania

Prove di autunno caldo sindacale. La Fiom ha proclamato quattro ore di sciopero entro metà ottobre contro la decisione della Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale firmato nel 2008 da tutti i sindacati compresi i metalmeccanici della Cgil. Le modalità dello sciopero saranno decise a livello territoriale, poi il 16 di ottobre ci sarà una manifestazione di protesta a Roma. La Fiom si prepara a una lunga prova di forza, nella quale giocherà anche la carta dei ricorsi alla magistratura, come ha annunciato il suo segretario generale Maurizio Landini. D´altra parte si capirà solo nei prossimi mesi l´effetto della scelta degli industriali metalmeccanici. Perché dall´inizio di quest´anno nelle aziende si applica il contratto separato, firmato cioè dagli altri sindacati (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl e Fismic) ma non dalla Fiom. Il vecchio contratto è in stand by e così resterà fino alla sua scadenza del 31 dicembre 2011. Da quel momento – per effetto della decisione della Federmeccanica – anche formalmente non ci sarà più. E la Fiom non potrà aggrapparsi a nulla per impedire le deroghe …

"Inamovibile per liberarlo dai ricatti", di Michele Ainis

L’ennesima zuffa tra i poteri dello Stato ha un antefatto più remoto del discorso pronunziato da Gianfranco Fini a Mirabello. Trae origine dalla voracità dei partiti politici italiani, il cui appetito – in questa seconda Repubblica, ancor più che nella prima – ormai supera quello di Pantagruel. E allora facciamo un esercizio storico, dato che la memoria non è precisamente la nostra qualità migliore. Ai tempi della Democrazia Cristiana, Montecitorio veniva offerto in appannaggio a un esponente dell’opposizione: vi si avvicendarono Ingrao, la Iotti (rimasta in sella 13 anni di fila, un record), Napolitano. Nel 1994, con il successo elettorale di Silvio Berlusconi, la seconda Repubblica riceve il suo battesimo, e a quel punto la nuova maggioranza occupa tutti i posti in tavola, compresa la poltrona di Montecitorio. La sinistra strepita, ma nel 1996 – quando arriva il suo momento – s’adegua volentieri: così Violante subentra alla Pivetti. E però non basta, il cibo sul piatto non è mai abbastanza. Dal 2001 in poi la presidenza della Camera entra negli accordi elettorali, tant’è che regolarmente …

"In democrazia si fischia dopo. Prima bisogna far parlare", di Piero Fassino

Squadristi” è certo una parola forte. E difatti io non l’ho pronunciata. Come risulta dalla registrazione del dibattito e dalle cronache giornalistiche, rivolgendomi a chi impediva al Presidente Schifani di parlare, ho usato parole molto precise che qui riporto: “In questi giorni abbiamo considerato un atto squadristico l’annuncio che attivisti berlusconiani si organizzassero per fischiare Fini e impedirgli di parlare; attenzione che state usando lo stesso metodo”. Parole di cui sono assolutamente convinto e che non esiterei a pronunciare in qualsiasi situazione analoga. Penso, infatti, che trasformare la politica in una rissa brutale, in cui l’unico obiettivo è demolire l’avversario e impedire il suo diritto alla parola, produca un grave danno alla democrazia. Intimidire e linciare l’avversario è il metodo a cui ricorre ogni giorno Il Giornale, il quotidiano di Berlusconi. Noncredo ci si debba mettere sulla stessa sciagurata strada. A chi obietta che non si dovesse invitare Schifani ricordo che le Feste del PD – e prima ancora le Feste dell’Unità – sono sempre state luogo di confronto, anche con gli avversari politici. Peraltro, …

"Non solo Teheran, l’omicidio di gruppo che non sporca le mani", di Lorenzo Biondi

Quando un crimine colpisce tutta la società, perché minaccia l’ordine naturale delle cose, deve essere la comunità intera ad eseguire la sentenza. È l’antica brutale logica della lapidazione: non un boia solo, ma un’esecuzione collettiva. Questa punizione vecchia come il mondo (nella Bibbia vengono indicati diciotto reati da punire con la morte a sassate) non è limitata al solo Iran. Degli altri paesi si sente parlar poco: sono nazioni che non fanno notizia, perché troppo lontane o – in qualche caso – perché alleate dell’occidente. Amnesty International elenca almeno nove paesi nei quali la lapidazione è legale. Ad esempio i “civilissimi” Emirati Arabi, che nei grattacieli di Dubai ospitano uno dei centri della finanza globale. Statistiche certe però non ne esistono. La questione riaffiora sporadicamente davanti agli occhi dell’opinione pubblica occidentale, in modo più o meno casuale. Nell’estate del 2009 i quotidiani inglesi avevano raccontato della moglie di un principe saudita che era riuscita a fuggire a Londra dopo essere rimasta incinta del proprio amante. La donna aveva fatto richiesta di asilo politico, per evitare …