Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Da Ground Zero ai rom, in gioco i diritti dell'uomo", di Giuliano Amato

La polemica che ha investito Barack Obama, per la sua iniziale presa di posizione a favore della costruzione di una moschea a Ground Zero, e poi l’espulsione dei rom dalla Francia sono solo la spia di un fondamentalissimo problema, che quasi quotidianamente mette in gioco la fedeltà a se stesse delle nostre democrazie. Obama ha fatto un’affermazione che in sé e per sé dovremmo ritenere ovvia: «Noi siamo l’America, questi sono i nostri valori e ad essi ci dobbiamo attenere». Eppure, nel contesto di sentimenti popolari che dopo l’11 settembre identificano con il terrorismo il mondo musulmano, l’affermazione del presidente americano è stata contrastata nel suo stesso partito, timoroso di perdere ulteriori consensi. I rom sono una minoranza con storia, tradizioni, aspettative. Le condizioni in cui vivono da decenni in società che non hanno più bisogno dei loro cavalli e delle loro qualità artigiane, hanno accentuato la loro segregazione, il degrado dei loro insediamenti, la microcriminalità come fonte di sussistenza. Le maggioranze vogliono solo liberarsene e i governi, nonostante le convenzioni e i trattati che …

Maroni: espellere i rom comunitari. I vescovi contro Maroni

Il governo italiano vuole andare oltre i provvedimenti della Francia contro i rom: lo annuncia il ministro dell’Interno Roberto Maroni (Lega), intervistato da un giornale nazionale. Il 6 settembre a Parigi, in un incontro fra ministri dell’Interno europei, Maroni riproporrà la richiesta di poter «espellere anche i cittadini comunitari». Il ministro vuole «espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in una altro stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti». Monito della Cei I rimpatri di gruppi di rom decisi dalla Francia «sono illegittimi», perchè «riguardano sostanzialmente persone che hanno il diritto di movimento in Europa e d’insediamento». È quanto afferma, in un’intervista alla Radio Vaticana, mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei. «Questi rimpatri – spiega -, vanno a toccare soprattutto una popolazione, la popolazione rom indistintamente, senza invece, valutare con attenzione …

"Test di italiano, per integrare o discriminare?", di Giuseppe Caliceti

Dal prossimo 9 dicembre, per ottenere il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, già carta di soggiorno, per gli immigrati in Italia sarà necessario superare un esame di lingua italiana. Il test di lingua si va a sommare a una procedura già abbastanza complessa: l’ottenimento del permesso di lungo periodo – documento senza scadenza, comunque da rinnovare ogni cinque anni – è infatti subordinato a una regolare presenza sul territorio di almeno cinque anni, senza assenze superiori ai dieci mesi complessivi. La richiesta, da inoltrare alla Questura competente, che dovrebbe rispondere dopo novanta giorni, deve rispettare diversi requisiti: occorre avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, dimostrabile presentando le buste paga dell’anno in corso e si deve documentare la propria situazione in ambito penale. Nel caso di richiesta per i familiari, è necessario certificare la disponibilità di un alloggio idoneo, i cui parametri saranno accertati dall’Azienda sanitaria locale (Asl) competente, oltre a fornire un attestato anagrafico, tradotto e validato dall’autorità consolare nel Paese di appartenenza o di stabile residenza dello …

"Il viaggio dell'Unità dopo 150 anni: L’ambiente di nuova generazione che serve al Paese", di Giuseppe Civati

Soltanto in Italia poteva capitare che i personaggi che hanno sempre magnificato il nucleare finissero nei guai per via dei loro affari con l’eolico. Fonti investigative contro fonti fossili: uno scontro titanico. Ma che le energie fossero poco rinnovabili, nella politica del nostro Paese, beh, lo avevamo capito. Da tempo. Non è tutto così, però. Ci sono i tubi dell’Acquedotto Pugliese su YouTube, con un gioco di parole al limite del regolamento. L’Ilva di Taranto e la legge che vuole limitarne i fumi. Gli impianti fotovoltaici in allestimento lungo la strada statale 100. E allora viaggiamo da Matera (un luogo difficile da abbandonare) a Scanzano, passando per le politiche ambientali della Puglia di Nichi. Patrizio Mazza è ematologo. Viene da Bologna, a Taranto si batte da sempre per denunciare le emissioni dell’Ilva e le loro conseguenze sulle persone. Parla delle proprie sfide e proclama la propria solitudine. Dai suoi racconti non sembra che, a parte gli elettori che lo hanno portato in Consiglio regionale con l’Italia dei Valori, abbia altro sostegno in città. Di Vendola …

"Si riapre il dossier immigrati", di Leonard Berberi e Francesca Padula

Costa ogni giorno più di 200mila euro la gestione degli immigrati irregolari ospitati negli ex Cpt. Oggi, come ad agosto 2009 – all’indomani dell’entrata in vigore del pacchetto sicurezza, i centri per gli immigrati sono in fermento. Dall’inizio del mese, decine di stranieri irregolari incappati in un controllo e in attesa di espulsione, sono evasi o hanno tentato di farlo dai centri di Brindisi, di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), di via Corelli a Milano e di Cagliari. Fino all’ultima mini-evasione di massa, a Trapani (4 in tutto: alcuni feriti, molti rintracciati). Sono 13 i centri di identificazione ed espulsione (Cie, ex Cpt), che in tutta Italia sono in grado di ospitare poco più di 1.800 immigrati. Alcuni sono tornati sotto i riflettori per le proteste e le fughe di questi giorni: sono polveriere a rischio per le cattive condizioni di vita allungate dai nuovi tempi dipermanenza (fino a sei mesi) o sono strutture destinate a sorgere in tutte le regioni, come annunciato e pi volte confermato dal ministro dell’Interno Maroni? Lo stesso presidente del Consiglio Silvio …

Art.21, appello pro-Napolitano. Hacher devastano il sito

«Da quando il sito di Articolo21 ha lanciato l’appello a sostegno del presidente Napolitano e per promuovere una grande mobilitazione per la legalità, si è scatenata contro il sito la peggiore illegalità: quella dell’oscuramento, della manipolazione, della cancellazione delle riflessioni, delle idee, delle critiche». lo comunica in una nota il direttore di articolo 21 Stefano Corradino. «Nella giornata di oggi – chiarisce – un pesante attacco hacker ha letteralmente devastato il sito eliminando definitivamente articoli, interviste, editoriali, commenti. tra l’altro, anche oggi, come è successo per altri attacchi hacker l’operazione chirurgica contro il nostro giornale on line si è scatenata in coincidenza con la pubblicazione di un nuovo intervento di Roberto Morrione, direttore di Libera informazione». «Sporgeremo denuncia alla polizia postale e in tutte le sedi preposte perchè non intendiamo cedere. In una fase politica così delicata e difficile nella quale si vogliono far saltare le regole democratiche e i principi costituzionali noi non abbassiamo la guardia». da www.unita.it

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"Sovranità popolare in salsa di destra", di Carlo Galli

Dunque, le pressioni della destra, le minacce, le grida al tradimento, dopo tutto restano. Solo, vanno intese come legittime posizioni politiche, e non devono essere prese alla lettera. Come dire che c´è una sostanza politica – la sovranità del popolo – e una forma, il dettato costituzionale. Caro, quest´ultimo ai barbogi cultori delle scartoffie. Mentre i politici di destra, anzi il popolo della libertà, guardano alla Costituzione come si conviene: come a una varia ed eventuale, da mettere all´ultimo posto nell´ordine del giorno della politica. Al primo, naturalmente, la sovranità del popolo. Questa è la nuova linea che emerge dai comunicati con cui i capigruppo parlamentari della maggioranza hanno risposto alla durissima e ultimativa nota del Quirinale; una linea che consiste nell´ammettere a denti stretti che il potere di scioglimento delle Camere è del Capo dello Stato e non del Presidente del Consiglio, e al tempo stesso nel ribadire che egli se ne deve servire come vuole la destra, cioè nell´eventualità di una crisi di governo deve ricorrervi in pratica automaticamente. E ciò per non …