Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Afghanistan, la guerra alle donne. Stupro diffuso e impunito", di Cristina Cella

I suicidi delle donne per sfuggire alla violenza, la fuga per andare a scuola, il sogno di ottenere giustizia. Ai racconti dell’inferno femminile in Afghanistan riportiamo fatti e in quale scenario si consuma la tragedia. Lo Stupro. E’ molto diffuso, in tutti i segmenti della popolazione. Le vittime hanno tra i 7 e i 30 anni, ma i dati non sono accessibili perché i casi non vengono quasi mai denunciati. È un disonore per la famiglia che ricade interamente su chi subisce la violenza. Cercare giustizia, per una donna, significa spesso subire ulteriori violenze, essere accusata di adulterio (zina) e arrestata. Lo stupro all’interno del matrimonio non è mai considerato. Le donne sono a rischio di stupro nelle loro case, nell’ambiente sociale, per strada, mentre vanno al lavoro o a scuola. Le donne sole sono sempre in pericolo. L’impunità per lo stupro è quasi totale. Lo stesso Presidente Karzai ha perdonato nel 2009 due membri di una gang, colpevoli di stupro su una ragazzina. Nel vuoto del sistema legale, in molte province vige la legge …

"Tra gli schiavi dei pomodori senza tetto né legge", di Francesca Paci

Ho paura, alla fine ci spareranno dalle case anche qui», ammette il diciannovenne ivorense Gibril riavvolgendo il sacco a pelo nella masseria abbandonata tra i campi che circondano Palazzo San Gervasio, al confine tra Basilicata e Puglia, dove secondo il Cnel il livello d’integrazione sfiora i minimi nazionali. Gibril è al suo debutto agrario, ma sullo sfondo incombe il fantasma di Rosarno, la rivolta, tutti contro tutti. Quando due mesi fa ha perso il posto da saldatore a Vicenza, dov’era emigrato nel 2007, si è rimboccato le maniche e ha raggiunto l’esercito di sanculotti che, seguendo il ciclo delle stagioni, raccoglie i frutti maturi del tacco dello stivale. Spalle indispensabili, nell’Italia in cui l’invecchiamento della popolazione è direttamente proporzionale alla voglia di zappare la terra. Eppure quei mille centrafricani, magrebini. rumeni, che come Gibril «campeggiano» alle porte di Palazzo San Gervasio, sono una bomba a orologeria: per quanto il paese chiuda gli occhi, il tic tac turba le languide notti estive. Sebbene affrontata sempre come un’emergenza, l’alluvione agostana di braccianti stranieri investe da 20 anni …

"Il governo taglia il numero verde stop al telefono salva-prostitute", di Vladimiro Polchi

Ionela, romena, pensava di dover lavorare in un ristorante, non sapeva che il marito l´aveva venduta ai suoi sfruttatori. A salvarla un numero di telefono o, meglio, una delle 14 postazioni locali del numero verde antitratta, che dalla mezzanotte di questa sera chiuderanno i battenti. Il governo infatti ha deciso di sopprimere dal primo agosto tutti i 14 uffici territoriali, per sostituirli con un´unica postazione centrale e ridurre i costi: «Un regalo alle organizzazioni criminali» denunciano gli enti pubblici e le associazioni impegnate nell´assistenza alle vittime di tratta (tra i quali i Comuni di Venezia, Ravenna, Firenze, Perugia e Napoli, e la Regione Emilia-Romagna). Eppure la tratta di esseri umani, stando alla relazione del Copasir del 29 aprile 2009, «alimenta un mercato illegale che rende diversi miliardi di dollari l´anno, una cifra inferiore soltanto al traffico di stupefacenti e di armi». Le vittime vengono sfruttate nella prostituzione, nell´accattonaggio e nel lavoro nero. «Tra marzo 2000 e maggio 2008 – scrive il Copasir – sono stati realizzati 13.517 programmi di sostegno a vittime di tratta, dei …

Disabili. Pd, bene proposta di legge per educazione contro barriere architettoniche

Diffondere e radicare, nella società italiana, la cultura che consente di superare nella vita quotidiana i problemi legati all’integrazione delle persone con disabilità. È questa la finalità di una proposta di legge, la cui discussione è iniziata in commissione Cultura della Camera. Primi firmatari i deputati Ileana Argentin e Gianfranco Paglia. “La proposta di legge – dice Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, relatrice del provvedimento – interviene sul percorso formativo dei futuri tecnici che, nella loro vita professionale, avranno la responsabilità di rendere uno spazio accessibile, cioè fruibile a tutti in sicurezza. Le norme di questo provvedimento si fondano sulla consapevolezza che i tecnici debbano avere le adeguate competenze perché già nella fase della progettazione e successivamente della realizzazione di strutture pubbliche e private, siano sempre tenute in considerazioni le necessità di tutti i fruitori, siano essi mamme con bambini in carrozzina, bambini, adulti, anziani con ridotte capacità motorie o sensoriali, persone con disabilità permanente o temporanea. Solo attraverso una adeguata formazione potrà radicarsi la cultura della accessibilità, affinché tutti possano …

Carceri, il Pd: Sant’Anna “ad altissimo rischio”

Per i democratici la prima cosa da fare è assegnare i 21 agenti promessi dal governo e dagli esponenti locali del centrodestra. Il carcere di Sant’Anna è il più sovraffollato tra i 13 istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna quindi uno dei più sovraffollati d’Italia, visto che la nostra regione è, in assoluto, quella con il più alto indice di sovraffollamento a livello nazionale. Al suo interno vivono circa 500 detenuti, il doppio della capienza, mentre il numero degli agenti penitenziari è molto al di sotto di quanto previsto dalla pianta organica. La denuncia arriva dal Pd di Modena che sulla situazione esplosiva del Sant’Anna ha già presentato un’interrogazione in Comune e ne presenterà una analoga in Provincia. Altre interrogazioni, a firma di parlamentari modenesi, sono state presentate al ministro della Giustizia Alfano. Oggi la pianta organica del carcere di Sant’Anna prevede 226 agenti. Gli agenti in servizio sono 170, 20 dei quali impiegati in funzioni amministrative. Tenendo conto dei turni, delle ferie, dei permessi e del personale distaccato in altre sedi gli agenti effettivi che si occupano …

"Condannato Brancher", di Giorgio Mottola

L’ex dirigente Fininvest dovrà scontare due anni in carcere per il ruolo avuto nella scalata ad Antoveneta. Ministro per 17 giorni, provò ad avvalersi del legittimo impedimento e fu costretto alle dimissioni. Forse è davvero arrivata al capolinea la carriera politica di Aldo Brancher, ex pontiere tra Lega e Pdl e ministro senza deleghe per 17 giorni. Il giudice del Tribunale di Milano, Anna Maria Gatto lo ha condannato a 2 anni di reclusione nell’ambito del processo sulla scalata ad Antonveneta, Le accuse per l’ex frate paolino, divenuto manager di Fininvest negli anni ‘80 e parlamentare con Forza Italia nel 2001, erano ricettazione e appropriazione indebita. La sentenza ha accolto in pieno la richiesta del pm. Aveva provato ad evitare il processo avvalendosi del legittimo impedimento dopo la nomina a ministro per l’attuazione al Federalismo, ufficializzata da Berlusconi all’insaputa degli alleati il 17 giugno scorso. Ma dopo le dimissioni, imposte dalla presa di distanza di Bossi e dalle aspre critiche di Napolitano, Brancher ha dovuto gettare la spugna e lasciarsi giudicare. Nonostante ciò l’ex ministro, …

"Per Internet resta il bavaglio Sit-in dei blogger a Montecitorio" di Giuseppe Rizzo

Del passo indietro del governo sulla legge bavaglio sono state dette tante cose. Che rimane una legge anticostituzionale, che il provvedimento va ritirato lo stesso, che sulla libertà di informazione non si accettano contentini. In pochi però si sono accorti che un bavaglio è rimasto, ed è quello stretto sulla bocca di quanti, nell’era del giornalismo partecipativo, hanno in questi anni contribuito a fare della rete un serbatoio di informazione alternativa e autonoma. Parliamo di blog popolari come Macchianera (ricordate la vicenda del rapimento di Giuliana Sgrena? Fu il blogger Gianluca Neri a pubblicare il rapporto dei militari americani su quanto accaduto svelando i loro omissis), Nazione Indiana (sulle cui pagine ha iniziato a pubblicare le prime inchieste Roberto Saviano), ma anche dei diari on line di migliaia di semplici internauti. Il comma 29 dell’art. 1 del ddl prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista dalla legge sulla stampa del 1948 si applichi ora anche a loro. Agli autori è chiesto di pubblicare ogni richiesta di rettifica ricevuta entro 48 e …