Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Invalidi, senza pensione chi ha doppia patologia e l´accompagno andrà solo a chi è allettato", di Valentina Conte

Il dossier ROMA – Annunciata come lotta ai falsi invalidi, si è trasformata in penalizzazione di quelli veri. L´articolo 10 della manovra di Tremonti, poi emendato ma in peggio, che alza la percentuale di invalidità per ottenere la pensione da 275 euro al mese (8,16 al giorno) e irrigidisce i criteri per l´indennità di accompagnamento da 480 euro mensili, corre due rischi: colpire i disabili e le loro famiglie senza ottenere significativi risparmi di spesa e senza estirpare sul serio la piaga dei finti malati. Quando mercoledì le associazioni degli invalidi (civili, ciechi, mutilati, sordi, disabili), rappresentate dalle sigle Fand e Fish, manifesteranno in piazza Monte Citorio, con il sostegno della Cgil, il discusso emendamento potrebbe già aver ottenuto l´ok dalla commissione Bilancio del Senato dove il relatore Antonio Azzollini l´ha presentato sei giorni fa. Un emendamento, negli annunci, scaccia guai. Arrivato dopo le rumorose proteste al testo del decreto 78 (la manovra) che fissava il passaggio in una notte (tra il 31 maggio e il 1° giugno) al nuovo requisito per accedere alla pensione: …

Il Belpaese della disuguaglianza metà ricchezza al 10% degli italiani, di Roberto Mania

La crisi ha aumentato le distanze sociali. Classe media frantumata. Peggio di noi fra le nazioni sviluppate solo Messico, Turchia, Portogallo, Usa e Polonia ROMA – Don Paolo Gessaga la spiega così, quasi con uno slogan pubblicitario: “La povertà non è più “senza fissa dimora””. La povertà è accanto a noi. Diffusa e afona, al pari della diseguaglianza. “È meno apparente, ma è più profonda”, aggiunge il sacerdote che ha fondato la catena degli empori della Caritas. Dalla sua parrocchia di San Benedetto in via del Gazometro a Roma, nel quartiere popolare Ostiense, questo cinquantenne arrivato dal varesotto, vede, e tocca, da vicino le nuove povertà e le nuove diseguaglianze, coda velenosa della Terza Depressione mondiale come l’ha chiamata il premio Nobel per l’economia Paul Krugman. La crisi ha accentuato le diseguaglianze e frantumato anche la middle class italiana. Siamo diventati tutti americani. E l’Italia, in termini di reddito, è un paese sempre più diseguale: ricchi e poveri, giovani e anziani, uomini e donne, nord e sud. L’eguaglianza non c’è più, né si ricerca, e …

«La famiglia, la percezione della crisi, le strategie di sopravvivenza», di Paola Di Nicola

Sembra che la crisi, che ha investito i paesi europei, si faccia sentire meno in Italia a causa, tra l’altro, della stabilità economica e della parsimonia delle nostre famiglie. La famiglia italiana è infatti meno dipendente dal mercato per l’acquisto di beni e servizi che sono prodotti al suo interno (in particolare tramite il lavoro di cura e il lavoro domestico svolto dalla donne): la famiglia italiana, dunque, dispone di un reddito occulto, che non entra nella composizione PIL, in virtù del quale nonostante un livello di retribuzione del lavoro molto più basso che a livello europeo, gli italiani sarebbero molto più ricchi di quanto possa apparire dalle statistiche ufficiali. Ricchezza sulla cui natura, entità e composizione si sono interrogati A. Ichino e A. Alesina (L’Italia fatta in casa, Milano, Mondadori 2009), mettendone in evidenza, tuttavia, non solo gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi, in termini di sotto-utilizzazione del capitale umano delle donne, di bassa mobilità geografica e lavorativa dei giovani (i figli si ‘radicano’ accanto ai genitori e tendenzialmente non cercano altrove migliori …

«Indice mondiale della prosperità: Italia fuori dal G-20», di Stefano Natoli

Non finisce (purtroppo) sulle prime pagine dei giornali e non è (purtroppo) “market mover”, pur fornendo preziose informazioni sullo stato dei principali paesi del pianeta. Stiamo parlando del Global prosperity index, l’indicatore della prosperità mondiale. L’indice, che coniuga crescita economica, benessere sociale e qualità della vita in 104 paesi, è calcolato dal think tank britannico Legatum Institute ponderando nove fattori chiave che contribuiscono alla crescita economica e al benessere sociale. Questi fattori chiave – rappresentati in sub-indici – sono: fondamentali economici, imprenditorialità ed innovazione, educazione, istituzioni democratiche, governance, sanità, sicurezza, libertà personale e capitale sociale. La classifica 2009. La classifica 2009 vede quattro paesi scandinavi nelle prime cinque posizioni. Sul podio c’è la Finlandia (dove la banda larga è un diritto dei cittadini), seguita da Svizzera e Svezia. A seguire Danimarca, Norvegia, Australia, Canada, Olanda, Stati Uniti e Nuova Zelanda. Fra i paesi del G-20 , solo tre (Australia, Canada e Usa) si piazzano, dunque, fra i primi 10. Il Regno Unito è dodicesimo, la Germania è quattordicesima, il Giappone è sedicesimo. Usa al nono …

"Attenti, siete tutti controllati", di Gialuca Nicoletti

Da cattivi della rete a difensori della privacy: gli hacker contro i tanti “Grandi fratelli” Gli hacker italiani si sono dati appuntamento a Roma per ricordare a noi, semplici forzati digitali, di essere tutti quanti sorvegliati da un «grande fratello». È il tredicesimo anno che un «Hackit» fa il punto sui principi sacri del tecno attivismo in rete. Dopo dieci anni il punto di raccolta dell’hackmeeting italiano è ancora Roma, e non per un caso. Un paio di mesi fa fu annunciata l’inaugurazione di «Sala Sistema Roma», una centrale che permetteva il controllo on line di tutte le 5000 telecamere accese nelle vie della Capitale, comprese quelle montate sugli autobus. Un vero e proprio sistema di sorveglianza telematico, proposto per la prevenzione dei crimini attraverso l’individuazione di «comportamenti anomali». Un «cervellone» che dovrebbe contribuire alla sicurezza, capace persino di individuare un singolo individuo e seguirne il percorso attraverso la città. Secondo il manifesto degli hackers questo in realtà sarebbe: «solo tipico delle aree di prigionia o di guerra, una cittadinanza sotto controllo perde la coscienza …

"Violenza sulle donne «Io minacciata di morte»", di Mariagrazia Gerina

Maria è una donna di quarantacinque anni con due figlie ormai grandi. La chiameremo così, come una delle due vittime di Gaetano De Carlo, il “serial killer” dello stalking delle cronache di questi ultimi giorni. La sorte che ha riservato alle sue ex è l’incubo delle donne perseguitate da uomini violenti. L’incubo di poter essere la prossima. Maria lo scorso aprile si è decisa. Ha trovato la forza di reagire. Si è rivolta al questore della sua città perché fermasse l’ex marito che le stava, e le sta, rendendo la vita un inferno. Voleva mettere fine a quella sensazione di non avere scampo, che ti bracca ancora quando per fuggire ti sei lasciata alle spalle tutto. Finora, non ha ancora avuto risposta. E sono passati più di due mesi. Due mesi di paura. Una sentimento con cui Maria convive da quando ha sposato l’uomo che ora la perseguita. La prima cosa che Maria ha cercato di lasciarsi alle spalle nel tentativo di mettersi in salvo è stato il suo matrimonio, fin dall’inizio una giostra di …

«Massacro in Libia. L'appello de l'Unità per gli eritrei prigionieri», di Umberto De Giovannangeli

Il dramma dei 245 rifugiati eritrei e somali trasferiti forzatamente dal centro di detenzione di Misurata al centro Sebha, nel sud della Libia, il 30 giugno si sta ulteriormente aggravando. Cresce l’indignazione dopo la denuncia dell’Unità. Secondo testimonianze dirette raccolte oggi dal Consiglio Italiano Rifugiati, i 245 sono stati sottoposti a forti maltrattamenti e sono tenuti in estrema scarsità di acqua e di cibo. Alle persone che presentano ferite e gravi condizioni di salute non sono fornite cure mediche. Molti rifugiati, riferisce il Cir, sono feriti ed estremamente debilitati dopo un viaggio nel deserto chiusi in container di metallo per oltre 12 ore: dall’alba al tramonto del 30 giugno. Il centro di Sebha Si trova nel mezzo del deserto del Sahara dove attualmente la temperatura supera i 50 gradi. Sembra che questo trattamento sia stato decretato come «punizione» per una rivolta e un tentativo di fuga che si è verificato nel centro di Misurata la sera del 29 giugno. Il Cir sottolinea che tra le persone ci sono numerosi rifugiati eritrei respinti nel 2009 dalle …