Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Bersani: 1° Luglio in piazza contro il ddl Alfano

“Saremo a piazza Navona il 1° luglio. Per difendere la libertà di informazione e la Costituzione. Ci saremo perchè siamo fortemente critici nei confronti del Ddl Alfano: pensiamo che il problema dell’uso improprio delle intercettazioni vada affrontato alla fonte, e che non possa essere il pretesto nè per ridurre gli interventi degli organi come la magistratura nè per mettere bavagli alla stampa. Questa legge è dunque improponibile, ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali e faremo la nostra battaglia senza riserve in parlamento”. Lo afferma Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del PD, nell’intervista di Stefano Corradino, direttore di Articolo 21. “Anche alcuni esponenti del centro destra hanno sollevato più di una perplessità su questa Legge. Adesso chiediamo loro coerenza: devono dimostrare in che modo intendono opporsi. Io ho sempre usato l’espressione “deformazione della democrazia”, che non è meno incisiva. Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole è un principio inaccettabile: per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e …

"Alle donne non basta lo sviluppo", di Esther Duflo

Le donne nei paesi in via di sviluppo sono indietro rispetto agli uomini in molti campi: l’accesso all’istruzione, le opportunità lavorative, la rappresentanza politica, i diritti giuridici. C’è una stretta correlazione fra sviluppo economico ed empowerment femminile (definito come un miglioramento della capacità delle donne di accedere agli elementi fondamentali dello sviluppo, in particolare le cure mediche, l’istruzione, le opportunità di guadagno, i diritti e la partecipazione politica). Lo sviluppo economico da solo può giocare un ruolo importante per ridurre la disuguaglianza fra uomini e donne. Allo stesso tempo, il persistere di discriminazioni ai danni delle donne può essere di ostacolo allo sviluppo. La povertà e la mancanza di opportunità generano disuguaglianze fra uomini e donne. Quando lo sviluppo economico riduce la povertà, la condizione delle donne migliora da due punti di vista: se la povertà si riduce, migliora la condizione di tutti, donne comprese. Inoltre, lo sviluppo economico rende i nuclei familiari più forti di fronte alle situazioni di crisi, offre ai governi più risorse per proteggere i cittadini più poveri dalla fame e …

"La verità fa paura", di Ezio Mauro

Berlusconi attacca di nuovo gli organi d’informazione. Siamo davanti a un premier che usa i vertici internazionali per regolare i conti domestici. Teme la pubblica opinione. Ma noi continueremo a fare il nostro mestiere. Perché i cittadini vogliono sapere, per poter giudicare IL tycoon delle televisioni ha paura dei giornali. Da San Paolo, dov’è in visita di Stato, il Presidente del Consiglio ieri ha trovato modo di attaccare gli organi d’informazione (quelli che non controlla e che non possiede, naturalmente, abituato com’è alla totale obbedienza televisiva), denunciando “una disinformazione totale e inconcepibile, da molti mesi a questa parte”. Poi ha lanciato una proposta inedita: “Bisogna fare uno sciopero dei lettori e insegnare ai giornali italiani a non prenderli in giro”. Siamo dunque davanti ad un Premier che usa i vertici internazionali per regolare i conti domestici con il potere d’informazione, che non è ancora interamente oggetto del suo dominio, e che lo spaventa perché introduce elementi di verità e di critica nel paesaggio televisivo: dentro il quale il leader coltiva il senso comune nazionale, canale …

"Saliamo tutti sulla nave dei diritti", di Giuseppe Civati

Basta stare zitti, arriva la nave dei diritti. E la nave è sbarcata, sabato, a Genova, compiendo così un’azione simbolica, quasi metaforica, è stato detto dagli organizzatori, che festeggia in modo celebrativo l’Unità d’Italia e i diritti che una vera unità del Paese dovrebbe portare con sé. Il momento è grave e parecchio triste, perché l’Italia appare divisa come non mai, quasi strappata. Vent’anni di Berlusconi l’hanno divisa in profondità: tra categorie e ceti sociali, italiani e stranieri, territori e, addirittura, generazioni. E la crisi ha messo in luce ritardi e fragilità che il nostro Paese ha cercato di nascondere prima di tutto a se stesso. L’iniziativa è nata a Barcellona, la città più italiana d’Europa, fuori ì d’Italia. Una terra di diritti e di integrazione, sapendo però che quasi tutto, al confronto con l’Italia di questi anni, sembra terra di integrazione, di diritti, di rispetto e di valori costituzionali. Questo è il tema principale, che dovrebbe fare riflettere tutti, non solo chi ci guarda da fuori. I Mille del 2010 che provengono da Barcellona, …

"Pensioni cosa cambia",di Federico Pace

E’ l´attesa la pena a cui viene costretto, suo malgrado, l´italiano sul punto di andare in pensione. E da gennaio 2011, questa penadiventerà ancora più grave. Fino a oggi si trattava di qualche mese. Dall´anno prossimo, con le norme inserite nella manovra economica, il “ritardo”, una volta raggiunti i requisiti, arriverà a un anno per i dipendenti e a 18 mesi per autonomi e parasubordinati. Senza alcuna ricompensa. Neppure modesta. Nel limbo ci sono tutti. Dipendenti e collaboratori. Del pubblico e del privato. Donne e uomini. Chi andrà più tardi. Un dipendente che ha raggiunto i 65 anni e che riceverà una pensione legata agli ultimi stipendi (sistema retributivo), dopo il primo gennaio del 2011 non potrà andare di fatto in pensione, ma dovrà aspettare i 66 anni. Così come chi matura il diritto con 40 anni di contributi. Con la beffa che l´anno in più non avrà effetti sulla pensione. Verrà conteggiata la stessa quota dell´anno precedente: l´80 per cento della retribuzione. Simile beffa subirà chi andrà in pensione con il sistema contributivo, cioè …

Sciopero Cgil, un milione in piazza "Tassate i ricchi e sbloccate i contratti", di Valentina Conte

Non siamo un paese rassegnato», dice Susanna Camusso, «emozionata» come ad un esordio, quando le riferiscono i dati di adesione allo sciopero generale di ieri indetto dalla Cgil. Un milione di persone nelle piazze di tutta Italia per dire no alla manovra del governo “iniqua, ingiusta e depressiva” che grava “tutta sulle nostre spalle”. A fine giornata, il sindacato di Gugliemo Epifani, ieri a Vancouver per un congresso internazionale, certifica lo «straordinario successo inaspettato»: 100 mila persone a Bologna, 70 mila a Napoli e Milano, 40 mila a Roma, 25 mila a Palermo, 20 mila all´Aquila, 80 mila in tutto il Veneto. Alte adesioni nelle fabbriche (punte del 100% in quelle metalmeccaniche della Lombardia), negli enti locali e nei trasporti che ieri si sono fermati per 4 ore e hanno causato disagi soprattutto a Roma e Milano, con 86 voli annullati a Fiumicino. In piazza anche gli studenti, i poliziotti, i lavoratori delle aziende in crisi a Cagliari come ad Ancona, e gli operai della Fiom di Pomigliano in corteo a Napoli dietro lo striscione …

«Manovra iniquia», al via lo sciopero Cgil. Cortei in tutta Italia

«Contro le scelte politiche del governo e per cambiare una manovra sbagliata e ingiusta», queste le motivazioni dello sciopero generale della Cgil: otto ore per i lavoratori pubblici, quattro per i privati (ma i metalmeccanici della Fiom scioperano per l’intera giornata), con manifestazioni e presidi in molte città. Bologna «Questa manovra va cambiata perchè la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini. Bisogna chiedere a chi più ha di contribuire in base alle proprie risorse». Lo ha detto il vicesegretario generale della Cgil Susanno Camusso, nel corteo della manifestazione della Cgil a Bologna in occasione dello sciopero contro la manovra del governo. «Bisogna anche non fare una manovra depressiva che riduce la crescita – ha aggiunto – ma una manovra che guardi all’ occupazione e alla possibilità di rilanciare l’ economia. Nessuno nega la necessità di fare una manovra, ma si può fare una manovra equa e che guarda al futuro, non solo a tagliare le spese». Nel suo primo comizio in piazza Maggiore a Bologna, concludendo la manifestazione della Cgil dell’Emilia-Romagna, …