"Privacy e criminalità", di Alberto D'Argenio
Non solo Quirinale e Consulta. La legge-bavaglio dovrà passare anche lo scrupoloso esame sul rispetto della libertà di stampa da parte della Commissione Ue, l´unico organismo sovranazionale in grado di imporre cambiamenti alle leggi approvate dai governi. «Quando sarà approvata analizzeremo a fondo il ddl tenendo presente che la Commissione difende sempre la libertà dei media e di informazione che sono valori fondamentali per l´Ue», spiega il responsabile europeo alla Giustizia, la lussemburghese Viviane Reding. Che poi sull´equilibrio tra privacy, diritto di cronaca e dovere di indagine degli inquirenti risponde che serve «un bilanciamento» adeguato tra queste tre esigenze. Commissario Reding, il Parlamento italiano sta discutendo il ddl fortemente voluto dal premier Berlusconi che prevede il divieto della pubblicazione delle intercettazioni e limita quello dei verbali. Bruxelles sta seguendo questo dossier? «Naturalmente. La Commissione è al corrente dell´importanza delle questioni e delle discussioni in corso in Italia. Al momento il ddl non è ancora stato approvato dal legislatore e di regola nel rispetto del Parlamento non ci esprimiamo su progetti di legge. È però chiaro …
