Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Costituzione usata come scusa", di Irene Tinagli

Al di là dello scontro quasi ideologico che si solleva ogni volta che si tocca la Costituzione, ciò che colpisce del dibattito sull’articolo 41 è la tesi che questo articolo sia ciò che ha frenato e frena la competitività italiana e che, modificandolo, l’Italia possa tornare a competere sui mercati internazionali. Ma è davvero così? E’ vero che la competitività di un Paese dipende dalla sua Carta costituzionale? Questa è la domanda che dovremmo porci in questo momento. In questa prospettiva è interessante andare a guardare le classifiche internazionali sulla competitività e scoprire che i Paesi più competitivi del mondo hanno alle spalle Costituzioni, modelli di Stato e di governo completamente diversi l’uno dall’altro. In vetta alle classifiche troviamo infatti Paesi di tradizioni liberali e liberiste, come gli Stati Uniti. Ma anche Paesi di tradizione social-democratica, come la Svezia e la Danimarca, così come troviamo democrazie parlamentari e presidenzialiste, Stati unitari e Stati federali, repubbliche e monarchie. Già da queste riflessioni sorge quindi più di un ragionevole dubbio. Il dubbio che forse la competitività dipenda …

Sanità, l´allarme dei medici statali "A rischio10.000 interventi chirurgici al giorno", di Luisa Grion

Ci saranno meno medici, un taglio all´assistenza, 10 mila interventi chirurgici in meno al giorno e più code. La manovra economica colpisce al cuore la sanità pubblica, e con questa anche i cittadini che vi fanno ricorso: a lanciare l´allarme sono gli stessi medici del servizio sanitario nazionale che con i veterinari, gli assistenti sanitari e gli amministrativi avvieranno fin da oggi un calendario di proteste delle categorie contro i tagli della Finanziaria. Sulla carta – come promesso dal premier Berlusconi a fine maggio – non ci sono riduzioni dirette al Fondo, ma le sorprese arrivano attraverso due strade, una diretta e l´altra indiretta. La prima, spiegano , passa attraverso il blocco del turnover stabilito per l´intero settore statale e il richiesto dimezzamento dei precari. La seconda, viaggia attraverso i tagli che la Finanziaria ha messo in conto alle Regioni e quindi al welfare sul territorio. Detto in cifre il tutto si traduce in un taglio netto al numero dei medici in servizio (118 mila): il turnover permetterà che da qui ai prossimi tre anni …

"Appalti, favori e amici lo scandalo Lunardi", di Michele Serra

NEI paesi del fu blocco sovietico la nomenklatura di partito godeva di privilegi castali: negozi riservati, case migliori, accesso facilitato a merci inaccessibili alla gente comune. Niente code, niente lunghe liste d´attesa grazie a una specie di salvacondotto perenne che permetteva ai capi di vivere in condizioni di extraterritorialità, come una specie di corpo diplomatico interno. Noi siamo, almeno nominalmente, un Paese a economia di mercato. Ma leggendo l´intervista (ammirevole per la sincerità ai limiti del candore) che l´ex ministro Lunardi ha concesso a questo giornale, siamo costretti a mettere a fuoco una realtà molto poco sintonica con i principi che ispirano la libera competizione e le uguali condizioni di partenza tra i cittadini (principi proclamati a gran voce anche dal partito di Lunardi e di Scajola). Si parla di ristrutturazioni offerte “a prezzo di costo” – cioè senza che l´impresa ne ricavi un solo euro – in cambio di un aiutino per acquistare terreni edificabili. Di funzionari pubblici che co-gestiscono, non si sa bene a che titolo, il sontuoso patrimonio immobiliare della Chiesa romana …

"Durante il Ventennio scioperare era un crimine contro lo Stato. Indietro di 40 anni tutto in nome della produttività", di P.Civati e M. Ruffini

Sembra che l’Italia stia facendo di tutto per spostare le lancette dell’orologio indietro di una quarantina d’anni. E così ci troviamo di slancio in un’epoca precedente al 1970, quando un Parlamento incalzato dai sindacati fu portato ad approvare lo Statuto dei lavoratori. Ma non ci basta, no: rischiamo di scivolare ancora più indietro, quando durante un altro Ventennio, il codice penale considerava lo sciopero come un reato, come un crimine verso l’azienda e verso il Paese. Con l’avvento della Repubblica democratica fondata sul lavoro, i Costituenti si resero conto che, «se è vero che lo Stato è chiamato a tutelare il lavoro, con ciò non si esclude che anche la classe lavoratrice possa tutelare essa pure direttamente il lavoro» (Ghidini). Tutti i Costituenti, e non solo quelli che militavano nel Pci, ritennero «urgente ed indispensabile che una legge» riconoscesse «il diritto di sciopero dei lavoratori, abrogando i divieti fascisti in materia» (Fanfani) e vollero affermare come diritto «quello che il fascismo definiva a torto delitto» (Merlin). Perché il diritto di sciopero «non è altro che …

"Mi accusano in nome dell'omertà", di Mauro Baudino

Io continuerò a scrivere, dice Roberto Saviano al pubblico che affolla piazza del Duomo, perché è il vero modo di amare il proprio Paese. E, alla fine di un lungo dialogo con Mario Vargas Llosa, risponde ai suoi critici più recenti, dal calciatore Marco Borriello al senatore GaEteano Quagliariello, senza dimenticarE le accuse che gli sono venute da sinistra. «Mi ha molto spaventato essere confuso con quello che racconto; perché questo significa confondere me con quel che scrivo», ed è un modo per nascondere, ignorare, occultare la realtà di Gomorra, dell’illegalità. «Ma la legalità non è né di destra né di sinistra, non è ideologica. Ci sono persone per bene che votano a sinistra, e persone per bene che votano a destra. E naturalmente esiste anche il contrario. Io voglio parlare a tutti, non agli elettori Di questo o di quello; non si tratta di dividere il Paese, ma di parlare a tutte le persone per bene». La lunga serata di Saviano in dialogo con il grande autore peruviano sui temi della letteratura e dell’impegno …

"La globalizzazione dell'operaio", di Luciano Gallino

È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L’industria mondiale dell’auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente. A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato. Va anche ammesso che davanti alla prospettiva di restare senza lavoro in una città e una regione in cui la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha già raggiunto livelli drammatici, la maggioranza dei lavoratori …

"La democrazia bendata", di Adriano Prosperi

Con la legge sulle intercettazioni sta passando in Italia una aggressione senza precedenti a due pilastri dello stato di diritto: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la libertà di informazione e di opinione. La legge varata dal Senato tura le orecchie della giustizia. E tura gli occhi dei cittadini davanti alle prove della criminalità più influente e pericolosa, quella del potere politico. Si scioglie il vincolo che lega il diritto e lo Stato: come ha scritto lo storico Wolfgang Reinhard nella sua Storia dello Stato moderno (Il Mulino, 2010), in origine il diritto e lo Stato non avevano lo stretto legame che oggi li unisce: per il diritto contava la giustizia, per lo stato contava il potere. Il legame si scioglie quando l´uso brutale o astuto del potere fa del diritto uno strumento unilaterale di dominio e ne cancella la componente “dal basso”, cioè le convinzioni morali e le consuetudini diffuse nella società. Oggi l´Italia mostra al mondo come si fa a dissolvere lo Stato di diritto senza ricorrere alla violenza, senza bisogno di …