Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Il male oscuro delle famiglie un omicidio ogni due giorni", di Piero Colaprico

«L´unico consiglio che da donna posso dare alle donne è questo, di non sposare mai né un uomo prepotente né un uomo dipendente. Spesso è quest´ultimo, incapace di reggere il rifiuto, che prende un´arma»: parola di Isabella Merzagora, professore di criminologia alla facoltà di Medicina di Milano. Da trent´anni conosce assassini e vittime, ne ricostruisce le storie e ha materia, purtroppo, in abbondanza per le sue analisi. Al Nord infatti si uccide di più e il mantovano Omar Bianchera, con le sue tre vittime di domenica, braccate e ammazzate, non rappresenta un´eccezione ma una conferma: oltre il 45 per cento degli omicidi in famiglia avviene al Nord, seguono sud e Isole quasi con il 33, e ultimo è il centro, vicino al 22 per cento. Il dato è stabile. Finita la stagione delle grandi gang degli anni Settanta e Ottanta, ridotto ai minimi termini il terrorismo, eliminate negli anni Novanta molte strutture mafiose, soprattutto al Nord si è vista la violenza, che stava in strada, sfondare le porte dei tinelli, infiltrarsi sotto gli zerbini. È …

Rosarno e gli immigrati sfruttati. Arrestati i caporali della rivolta

La polizia di Reggio Calabria sta eseguendo 31 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di italiani e stranieri accusati di sfruttamento di manodopera clandestina nelle campagne di Gioia Tauro e di Rosarno. L’operazione, frutto delle investigazioni volute dopo le rivolte degli extracomunitari dello scorso gennaio, ha portato al sequestro di 20 aziende e 200 terreni, per un valore stimato di 10 milioni di euro. La polizia, in collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, sta eseguendo le 31 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip dalla Procura della Repubblica di Palmi dopo le indagini che hanno permesso di scoprire, secondo la nota, che «vi erano … condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano i migrantes, finiti nelle mani di persone che, sotto gravi minacce di ritorsioni, imponevano opprimenti e inique condizioni lavorative». Lo sfruttamento e le condizioni inique in cui erano costretti a lavorare fu alla base della rivolta degli immigrati avvenuta nei mesi scorsi a Rosarno. È quanto emerso dalle indagini che hanno portato stamani ad una operazione della squadra mobile, dei carabinieri e …

Andro, la vera storia dei "bimbi morosi" e le bugie leghiste, di Maria Zegarelli

Torniamo a parlare del sindaco di Adro, comune del bresciano, che ha sospeso la mensa per i bambini le cui famiglie non avevano pagato la retta. Ve lo ricordate? È il leghista Silvano Lancini: «La mensa non è un obbligatoria, è un servizio che si paga». Maurizio Belpietro ha scritto un lungo editoriale al riguardo, rileggetevelo dopo aver raccolto qualche informazione in più su quelle famiglie. Vi raccontiamo la loro dichiarazione dei redditi, lo stato di famiglia, che lavoro fanno e quanto lavoro hanno, poi tirate voi le somme. I morosi all’inizio erano 40 scesi a 11 dopo la decisione del sindaco di sospendere il servizio mensa ai bambini. C’è chi li ha definiti «furbetti» e chi persone che vivono alle spalle di altri. Ma chi sono questi irriducibili? Nessun commerciante, neanche l’ombra di un impresa dove il proprietario dichiara meno del suo dipendente. Sono, invece, migranti arrivati qui da dieci, quindici anni, con un regolare permesso di soggiorno, alcuni hanno comprato una casa, altri non ce l’hanno fatta. Sono tutti operai, con più di …

Intercettazioni: solo per gravi indizi di reato. Due mesi di carcere chi le pubblica

L’opposizione: spuntano norme «anti-D’Addario» e un’altra che avrebbe vanificato l’inchiesta di Trani. Dodici emendamenti che riscrivono di fatto il ddl intercettazioni ora all’esame della commissione Giustizia del Senato: li hanno presentati il relatore Roberto Centaro (Pdl) e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, a nome del governo. Ma le novità introdotte, tra cui il ritorno ai «gravi indizi di reato», non convincono l’ opposizione che continua a chiedere a gran voce il ritiro del provvedimento e scatenano la protesta dei giornalisti. GIORNALISTI – La Fnsi, infatti, annuncia che il 28 aprile i cronisti scenderanno in piazza contro il ddl. A far insorgere il centrosinistra contribuiscono, tra l’altro, due proposte di modifica destinate a far discutere: una ribattezzata subito, da Felice Casson e Luigi Li Gotti, «Anti-D’Addario» e un’altra che avrebbe di fatto vanificato l’inchiesta di Trani su «Agcom-Annozero». È vero, sintetizzano nell’opposizione, che il centrodestra ha fatto «un piccolo passo in avanti» per rendere il testo «il più “firmabile” possibile dal Colle», tornando ai «gravi indizi di reato», ma nel non voler rinunciare al principio …

"Ma le quote di genere funzionano", di Maria De Paola e Vincenzo Scoppa

Sono poche le donne elette in Parlamento e nelle amministrazioni locali. Per ovviarvi molti paesi hanno introdotto quote di genere. Anche in Italia sono state in vigore per un breve periodo. Con quali effetti? La percentuale di seggi occupati da donne nei consigli comunali è cresciuta dal 7,6 al 18,4 per cento. Un andamento confermato anche dopo l’abolizione della norma. E le elette sono più istruite dei colleghi maschi. Nelle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010 sono state elette come consiglieri regionali solo 82 donne su 699 seggi, appena l’11,7 per cento. Nei consigli regionali di Calabria e Basilicata non siederà nemmeno una donna. Risultati leggermente migliori si registrano in Campania e in Toscana, grazie a leggi elettorali che garantiscono una certa rappresentanza femminile. Non va meglio a livello nazionale: la percentuale di donne elette al Parlamento nel 2006 è pari al 17,6 per cento. La debole rappresentanza femminile nello scenario politico non è una realtà solo italiana: a livello mondiale nel 2006 le donne costituivano meno del 17 per cento di tutti i parlamentari …

"I respingimenti e la Costituzione", di Chiara Saraceno

Il ministro Maroni si è recentemente vantato di aver posto fine agli sbarchi di barconi provenienti dalla Libia, «riducendo nei primi tre mesi del 2010 del 96 per cento il numero degli sbarchi rispetto al 2009, mentre rispetto al 2008 c´è stata una riduzione del 90 per cento». A prima vista una buona notizia, che testimonia della efficienza della politica di contrasto alla immigrazione clandestina messa in atto da questo governo. Peccato che questi dati nascondano altre, preoccupanti, verità. La prima è che concentrarsi sul respingimento degli sbarchi come forma principe di contrasto alla immigrazione irregolare può dare molta visibilità mediatica ma di fatto riduce di molto la portata dell´azione di contrasto. Secondo dati di varia fonte, incluse le questure, la maggior parte degli immigrati che sono irregolarmente nel nostro paese non utilizza più i barconi, ma varchi di frontiera non sufficientemente controllati. Molti entrano addirittura regolarmente, con un visto turistico poi lasciato scadere. Per non parlare del fatto che le stesse norme sui permessi di soggiorno producono la loro quota di irregolari, nella misura …

"Ma la politica non sa dare le regole", di Michele Ainis

Qualcuno si dispera, qualcun altro si spella le mani. Hanno torto, gli uni e gli altri. Nonostante l’apparenza, la decisione della Consulta non è una porta chiusa in faccia alle coppie omosessuali. Il varco che rimane ancora aperto sta tutto nel riferimento alla «discrezionalità del legislatore». Significa che la Corte non si è spinta oltre per non invadere le competenze riservate al Parlamento; ma significa al contempo che la Costituzione non pone alcun divieto verso l’allargamento dei diritti familiari alla tribù dei gay. La prima conclusione suonerebbe ovvia dappertutto, salvo che alle nostre latitudini. Non è forse qui in Italia che il governo accusa a giorni alterni la Consulta d’appropriarsi di funzioni riservate alle assemblee elettive? Non abbiamo ascoltato mille volte parole arroventate contro i giudici costituzionali comunisti, che sovvertono a colpi di sentenza le scelte del popolo sovrano? Quest’ultima pronunzia ne è la smentita più efficace. D’altronde, quantomeno nel caso di specie, le speranze degli esclusi erano destinate giocoforza a cadere nel vuoto: il diritto al matrimonio omosessuale, per rendersi effettivo, postula infatti un …