Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Gli esiliati della tv", di Curzio Maltese

Lo Zimbabwe televisivo nel quale ci ha precipitato l’ossessione del premier ha toccato nella settimana elettorale il massimo di squallore. Alla vigilia del voto, i principali tg pubblici e privati, ormai entrambi di Berlusconi, sembravano cinegiornali dell’Istituto Luce. La ponderatissima Autorità si è vista costretta a multare per centomila euro il Tg1 e il Tg5 a causa dell’evidente sproporzione di spazi dedicati al partito del premier rispetto all’opposizione. In crisi nei sondaggi, incapace ormai di riempire le piazze reali, Berlusconi ha deciso di occupare per intero la piazza mediatica, con un vero e proprio golpe televisivo. Per arrivare a questo risultato, ha dovuto stravolgere le regole come mai in precedenza, con una complicità strisciante della corte. La par condicio è stata tirata come un elastico fino a esplodere nella censura totale dei programmi scomodi. La natura mollemente governativa del Tg1 è stata geneticamente mutata fino a trasformarlo in una specie di supplemento video dei pieghevoli elettorali. Una vergogna mai toccata in mezzo secolo di Rai. Il principale telegiornale pubblico usato come un manganello contro la …

"Ue, la salute diseguale", di Dina Galano

L’Osservatorio europeo sulle politiche sanitarie ha diffuso ieri il suo bollettino, avvertendo i governi: «Bisogna ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche che ostacolano l’accesso alle cure». Se l’Europa sta meglio è perché la salute dei suoi cittadini sta seguendo un trend positivo, dove aumentano le occasioni di diagnosi e cura, così come si perfezionano tecnologie e assistenza. Ma sono molte le sfide che restano ancora aperte. Per questo l’annuale rapporto diffuso ieri dall’Osservatorio europeo sulle politiche e i sistemi sanitari, su richiesta della Commissione europea, mentre rincuora ne approfitta per lanciare raccomandazioni importanti. Sia ai governi «che devono ridurre le diseguaglianze di reddito, istruzione, lavoro che si ripercuotono nei livelli di salute della popolazione», sia ai cittadini che con condotte sbagliate incrementano i rischi di malattie. Il rapporto su un punto è chiaro: «Se la salute è mediamente migliorata, le diseguaglianze non si sono ridotte». E la relazione tra condizioni di vita, fattori socioeconomici e lo stato di salute sono analizzate con «l’obiettivo di stimolare il dibattito e azioni per creare una società europea più …

La spesa sociale a favore dei nuclei con bambini è all'1,1%. In Francia al 2,5%, in Germania al 3,2%

I figli costano. Ma in Italia costano più che altrove, e diventano spesso un lusso. A metterlo in evidenza è il Rapporto famiglia Cisf 2009 , secondo cui “le politiche messe in campo dall’Italia non solo non riconoscono i costi sostenuti dalla famiglia, ma penalizzano la famiglia che ha figli, e la penalizzano chi ne ha di più”. L’indagine del Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf) si è basata su 4 mila interviste e su un campione statisticamente rappresentativo delle famiglie italiane. Così è stato stimato che la spesa media mensile per i figli a carico è il 35,3 per cento della spesa familiare totale e rispetto all’equità fiscale verso la famiglia. Il costo mensile di mantenimento di un figlio per i soli beni indispensabili in termini assoluti per la classe di età 0-5 anni è infatti uguale a 317 euro e corrisponde a un costo di mantenimento di circa 3.800 euro annui. In media però, il costo di accrescimento di un figlio (che comprende il costo di mantenimento) è di 798 euro al mese. Le …

Sanità Usa, la riforma storica di Obama «Siamo un popolo capace di grandi cose»

Approvato alla Camera il provvedimento che estende l’assistenza medica a 32 milioni di cittadini. Una svolta storica, per gli Stati Uniti. Barack Obama è riuscito nell’impresa mancata per oltre un secolo dai suoi predecessori. La riforma del sistema sanitario nazionale è adesso una realtà. La Camera Rappresentanti Usa ha adottato il testo, nella versione approvata dal Senato il 24 dicembre, con una maggioranza di 219 voti contro 212, tre voti più dei 216 necessari. I repubblicani hanno votato compatti per il no. Dopo un anno di scontri politici, colpi di scena e intense mediazioni, per il presidente americano si tratta di una straordinaria vittoria politica: ampliare la copertura sanitaria degli americani era la sfida più ambiziosa del suo programma politico e di fatto risulta la più ampia iniziativa di riforma sociale degli ultimi 50 anni negli Stati Uniti. IL RUOLO DELLA PELOSI – Le ultime ore prima e durante la seduta della Camera sono state decisive per trovare i numeri necessari all’approvazione. E determinante è stato soprattutto il ruolo della speaker del Congresso, Nancy Pelosi. …

No alle mafie, 150mila in piazza "La politica si impegni di più", di Oriana Liso

La manifestazione di Libera. Don Ciotti: “Più rispetto delle regole da parte di tutti”. In novanta si sono alternati ai microfoni sul palco, davanti a una piazza Duomo pienissima e colorata. A turno hanno scandito più di 900 nomi, quelli delle vittime di tutte le mafie. Dopo quindici anni la giornata organizzata da “Libera” e dal suo fondatore don Luigi Ciotti approda a Milano, e porta nelle vie della città 150mila persone – tanti, tantissimi i ragazzi – arrivate da tutta Italia. Tra di loro, cinquecento parenti di persone morte ammazzate da Cosa nostra, dalla camorra, dalla ‘Ndrangheta – e c´era anche il figlio della giornalista russa Anna Politkovskaja – con le foto stampate su manifesti e magliette, per non dimenticare i loro cari e per chiedere alla politica e alla giustizia di andare avanti. “Ricordate i morti, ma ricordateli vivi”, c´era scritto sulle magliette di alcuni ragazzi. E proprio in una manifestazione senza bandiere di partito, ma dove tante sono state le presenze di politici – del centrosinistra, quasi del tutto assente la maggioranza …

Ru486: "solo in ospedale", di Flavia Amabile

Il terzo parere del Consiglio Superiore di Sanità mentre il ministro Fazio si prepara a emanare le linee guida . La pillola Ru486 dovrà essere somministrata soltanto in regime di ricovero ordinario, non in day hospital. Il Consiglio Superiore di Sanità si è riunito ieri mattina per la terza volta in cinque anni e ha confermato di nuovo la linea finora seguita dal governo in questa lenta e macchinosa introduzione della pillola abortiva in Italia. E’ stato il ministro della Salute Ferruccio Fazio a ufficializzare il parere dell’organismo per garantire «la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194». Il Consiglio ha infatti ricordato che, in base alle statistiche internazionali, le maggiori complicazioni avvengono dopo le 24 ore, che il 20% delle donne che assumono la pillola non tornano più in ospedale. E poi che la 194 prevede il ricovero obbligatorio della donna fino alla verifica dell’espulsione del feto e che vi sia anche un’assistenza psicologica. Per tutti questi motivi, ha confermato gli altri due pareri formulati negli anni scorsi dai loro predecessori. …

"Minzolini «epurator» chi non s’inchina viene silurato", di Natalia Lombardo

Promossi e bocciati. Anzi, epurati. Sono già partite al Tg1 premiazioni e punizioni sulla base della «Minzo’s list»: le firme raccolte in redazione sul documento di sostegno al direttore fatta girare la settimana scorsa da alcuni vicedirettori e caporedattori. Ma per l’errore, o la scelta, nel titolo su Mills («assolto» anziché «prescritto») l’Ordine dei Giornalisti ascolterà Augusto Minzolini venerdì 19. È stato rimosso lunedì Massimo De Strobel da capo redattore centrale al coordinamento (ruolo di controllo della line svolto per 18 anni) e sostituito dal dalemiano Leonardo Sgura. De Strobel non ha firmato il documento «pro-Minzo», Sgura sì (il Cdr del Tg1 informa che ha chiuso un vertenza per la nomina da «caporedattore ad personam»). Promossi altri due che hanno firmato: Filippo Gaudenzi caporedattore centrale con delega alla cronaca e alla redazione Internet; Mario Prignano, ex Libero assunto due mesi fa come vice caporedattore del politico, premiato a caporedattore responsabile di Internet (ancora senza redazione). Scrisse il primo titolo «Mills assolto per prescrizione» (con un doppio errore, poi il vicedirettore Ferragni lasciò «assoluzione»). «Campagna di …