Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Non è par condicio, è un bavaglio

Il TAR del Lazio boccia il regolamento AgCom per le regionali. Bersani e Zavoli: “La RAI riveda il suo regolamento”. E per Minzolini intercettato la Bindi chiede la revoca. Le norme volute dall’AgCom per le regionali? Non si trattava di par condicio, ma di un vero e proprio tentativo d’imbavagliamento della libertà di informazione e del diritto per i cittadini di essere informati. Lo ha dimostrato il Tar del Lazio che ha bocciato il regolamento dell’Agcom per le tv commerciali, accogliendo il ricorso mosso da Sky e La7. Nella loro richiesta di sospensiva, le due emittenti avevano fatto ricorso contro la delibera che limitava l’informazione politica durante la campagna elettorale. Per il Tar i talk-show e i programmi di approfondimento possono regolarmente tenersi anche nel periodo elettorale, tenendo conto delle norme della par-condicio. L’Agcom si era mossa in analogia con quanto previsto dal nuovo regolamento emanato dal Cda Rai, che sottoponeva tutti i programmi d’informazione alle regole della comunicazione politica e prevedeva che i talk show dovessero ospitare tutti i candidati delel forze presenti in …

Il Cda Rai revochi la nomina di Minzolini

Pluralismo delle idee e alla libera informazione sono troppo indigeste per il direttore del Tg1. Il Pd chiede l’immediata revoca della sua nomina. Se proprio dobbiamo parlare di pettegolezzi e di gossip, allora è sicuro che il re indiscusso non è Fabrizio Corona ma Augusto Minzolini. Lui, in qualità di direttore del Tg1, stabilisce cosa mandare in onda, i tempi e i modi con cui farlo ed eventualmente metterci la faccia in un editoriale strampalato. Nel processo mediatico che ha dovuto subire perché protagonista delle intercettazioni della procura di Trani non è esce come vittima, anzi. E le parole del premier, e del consigliere dell’AgCom, Giancarlo Innocenzi su chi debba lavorare in Rai e chi debba essere oscurato, rappresentano la punta dell’iceberg di una storia talmente surreale che non può che far indignare. Ogni volta che c’è di mezzo una procura pugliese, Minzolini corre in riparo del suo datore di lavoro per definire non attendibili le intercettazioni e le prove documentate contro Silvio Berlusconi. Qualche tempo fa sul caso escort, festini a Palazzo Grazioli e …

"Cure palliative anche l'Italia diventa normale", di Livia Turco*

Pallium, il mantello che avvolge: questa è la radice etimologica delle cure palliative. Il mantello che avvolge la persona fragile, malata, che vive la fine della vita. Lo scopo principale delle cure palliative è quello di migliorare anzitutto la qualità della vita piuttosto che la sopravvivenza, assicurando ai pazienti e alle loro famiglie un’assistenza continua e globale. La peculiarità della medicina palliativa è il nuovo approccio culturale al problema della morte, considerata non più l’antagonista da combattere ma accettata come evento inevitabile. Da questa premessa teorica nasce una pratica clinica che pone al centro dell’attenzione non più la malattia ma la persona malata, con la sua storia, le sue relazioni umane, la sua complessa identità. La medicina delle cure palliative è, e rimane, un servizio alla salute. Non dunque una medicina per il morente e per aiutare a morire ma una medicina per l’uomo che rimane una persona vivente fino alla morte. Alla base di questa filosofia, di questo approccio olistico resta sempre il rispetto dell’essere umano sofferente, l’attenzione ai dettagli, a tutto quello che …

Trani: Berlusconi, Innocenzi e Minzolini indagati "Pressioni su Tg1 e Agcom, concussione"

Il Cavaliere si è anche lamentato per la presenza di Scalfari e Mauro nel programma della Dandini. Masi al telefono: “Manco nello Zimbabwe”. Calabrò: “Nessuna censura”. Innocenzi annuncia querele. Silvio Berlusconi, il membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sono indagati per concussione dalla procura di Trani, l’inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Michele Ruggiero. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza. I magistrati della Procura non hanno voluto commentare la notizia: “Oggi e domani non diciamo nulla, è inutile fare domande”. Il retroscena. Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina il Fatto quotidiano, citando l’inchiesta, durante la quale – in maniera del tutto casuale – sarebbero state intercettate le telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi di Berlusconi contro la trasmissione di Santoro. Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un’inchiesta su carte di credito e tassi di usura, si leggono, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e del …

Par condicio, il Tar boccia lo stop ai talk show

Bersani: “Viale Mazzini prenda atto e tornino i programmi”. Rizzo Nervo: “In onda le trasmissioni”. Stop al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media che chiedeva la sospensione del regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle Regionali. Una regolamentazione così stringente per i talk show, da portare al loro stop nell’ultimo mese di campagna elettorale. A questo punto il cda della Rai è stato convocato in seduta straordinaria lunedì prossimo 15 marzo alle 12. Era stato il Cda infatti a decidere la sospensione dei talk show in applicazione delle regole della Vigilanza. Nella loro richiesta di sospensiva, Sky e Telecom italia aveva ricorso al Tar contro la delibera che limitava l’informazione politica durante la campagna elettorale. In questo Agcom si era mossa in analogia con quanto previsto dal regolamento per la Rai, che sottoponeva tutti i programmi di informazione alle regole della …

"Arroganza al potere", intervista a Valerio Onida di Gigi Riva

Il Tar, la Commissione elettorale, il Consiglio di Stato. Il ricorso per riammettere la lista. Il ricorso contro il ricorso per riammettere la lista. Una piazza di qua, una piazza di là. Pannella per rinviare le elezioni, Bersani contrario. Il Cavaliere inferocito, Di Pietro che grida al golpe. Benvenuti a Caoslandia, cioè l’Italia del 2010. Dove va in onda l’ormai abituale scontro tra chi vorrebbe rispettare le regole e chi delle regole dice “me ne frego”. Tutto nato dal pasticcio delle liste Pdl non presentate in tempo utile. E dal rimedio peggiore del buco del decreto “interpretativo” varato dal governo e firmato da Napolitano. Che viola la Costituzione perché, dice Valerio Onida, 73 anni, presidente emerito della Consulta «impone di applicare la legge in modo diverso da come dovrebbe essere applicata». Quando l’articolo 101 della nostra Carta fondamentale recita: «La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge». Con il decreto il potere giudiziario non è più «soggetto soltanto alla legge» ma anche alla volontà del potere esecutivo e …

"Cassazione choc: via clandestini anche se hanno figli a scuola", di Roberto Monteforte

È legittima l’espulsione del genitore clandestino, anche se i figli vanno ancora a scuola in Italia. Deve lasciare il paese, a meno che non ci siano «eventi o necessità eccezionali del bambino», che non possono essere però «l’assolvimento» dell’obbligo scolastico. Lo stabilisce la sentenza numero 5856 della Cassazione. La sicurezza prevale sul diritto allo studio e la presenza di figli minori «non può essere strumentalizzata» per «legittimare l’inserimento di famiglie straniere» irregolari in Italia. È una sentenza che fa discutere e che divide. Occorre attendere il dispositivo per valutarla appieno. C’è chi la considera contraddittoria con sentenze precedenti, attente allo sviluppo dei minori, figli di immigrati. Plaude, convinto, il centrodestra. Muovono le loro critiche il centrosinistra, le associazioni e le organizzazioni che si occupano di immigrazione, la Chiesa e non nascondono le loro preoccupazioni gli organismi internazionali. «Ritengo giusta la sentenza dei giudici. La scuola italiana è pronta ad accogliere i bambini in difficoltà e a supportarli inun percorso educativo che li prepari e li formi » commenta il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini che aggiunge: …