Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Ronde, clandestinità e centri: l’Onu mette sotto accusa l’Italia", di Umberto De Giovannangeli

L’Alto commissario per i diritti umani interviene al Senato e denuncia la politica sui migranti: «Alimenta paura e sfiducia». Un j’accuse pesante contro le norme contenute nel pacchetto sicurezza varato dal Governo italiano. A pronunciarlo è l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay, parlando ieri alla Commissione diritti umani del Senato. Nel mirino dell’Alto commissario in particolare l’aggravante di clandestinità, l’istituzione delle ronde, i militari in città, le condizioni all’interno dei Cie (centri di identificazione ed espulsione). «I migranti spiega sono spesso percepiti come una minaccia alle comunità esistenti ed in alcuni Paesi c’è il rischio di tenere la migrazione all’interno dei confini della sicurezza. Si tratta di un approccio riduttivo che alimenta sfiducia e paura». Ha quindi criticato l’istituzione delle ronde e la decisione di usare militari per la sicurezza delle città. «Quando sottolinea vengono chiamate militari a presidiare le strade e volontari per la sicurezza si danno risposte molto visibili alla migrazione ma a soffrire è la tutela dei diritti». Inoltre, aggiunge, «i politici devono astenersi da dichiarazioni discriminatorie nei confronti …

Perchè le regole sono la democrazia

Articoli di Carlo Galli, Filippo Ceccarelli e Nadia Urbinati, e una definizione di “democrazia” di Norberto Bobbio “Perché le regole sono la democrazia” di Carlo Galli Un triste destino ha colpito le due categorie centrali della metafisica occidentale, sostanza e forma. Dal loro significato originario – elaborato da Platone e Aristotele – , che indicava rispettivamente il fondamento di tutto ciò che è, e gli schemi razionali del suo configurarsi, sono giunte a essere sinonimo, nell´attuale discorso pubblico italiano, di “contenuto reale” e di “apparenza superficiale”. Un impoverimento che ha anche un forte valore polemico, e che riprende, semplificandola e distorcendola, una dialettica autentica che si è storicamente manifestata – con altri nomi e altri concetti – all´interno della teoria politica. Infatti, la politica non si esaurisce certo nelle forme giuridiche, nella norma, nella procedura, nelle istituzioni. E soprattutto la democrazia è anche sostanza: implica infatti, alla radice, la pienezza del popolo, la sua presenza sulla scena politica come identità, come fonte della sovranità, come origine e fondamento del potere. C´è, nella teoria democratica moderna …

"Reggio Emilia: il benessere sotto l'assedio leghista", di Pietro Spataro

«Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est». Naima ha 11 anni, va a scuola a Reggio Emilia e ha capito meglio di altri che cosa vuol dire essere leghisti. La sua testimonianza è stata raccolta dal suo maestro, Giuseppe Caliceti, ed è uno spaccato di questa città d’Italia che dista appena 30 chilometri dalla Lombardia ed è al terzo posto per concentrazione di immigrati. In superficie Reggio Emilia mostra tutta la sua perfezione riformista, con i servizi migliori d’Italia, le migliori scuole del mondo, la rete di coop che ti segue passo passo e un partito che ancora oggi supera il 45% dei voti. Eppure sotto pelle gorgoglia un tempo meno clemente: la paura di perdere il benessere, il disorientamento di chi vede vacillare le certezze. La crisi lascia ferite profonde, gli immigrati danno la percezione dell’insicurezza, anche la ‘ndrangheta ha piazzato i suoi artigli. Ci vorrebbe forse di nuovo un San Prospero, il patrono della città che secondo la leggenda salvò Reggio …

"Il controllo delle TV e la partecipazione", di Chiara Saraceno

In una società democratica l´accesso ad informazioni attendibili e plurali è la precondizione della partecipazione politica, che non si esaurisce nell´esercizio del diritto di voto, come sembra pensare l´attuale maggioranza. Piuttosto, anche il pieno esercizio di questo diritto richiede sia l´esistenza effettiva di una possibilità di scelta, sia la capacità di valutare le opzioni disponibili sulla base, appunto, di informazioni attendibili e diversificate. Entrambe queste condizioni nel nostro Paese sono fortemente limitate. La prima, a causa di un sistema elettorale macchinoso, che toglie agli elettori persino la possibilità di scegliere chi votare all´interno di un partito o di una coalizione, e da ultimo anche alla mercè di decreti interpretativi ad hoc che rendono irrilevante la stessa osservanza delle norme. La seconda, a causa di un sistema di informazione che, soprattutto nel suo strumento più importante e più utilizzato, la televisione, è totalmente controllato dalla maggioranza. Un controllo ora perfezionato con l´eliminazione dei talk show durante il periodo di campagna elettorale. Questa riduzione del diritto alla informazione avviene in un contesto in cui i cittadini, e …

Le cure palliative sono legge

Una chiara vittoria del Pd che da tempo si è battuto affinché la terapia del dolore e delle cure palliative potessero avere una regolamentazione specifica. Garantiti il diritto di scegliere il luogo dove morire e quello sulla continuità di cura “Le cure palliative sono finalmente regolamentate da una legge dello Stato. Un grande vuoto è stato colmato grazie alla tenacia e alla determinazione del gruppo del Pd che questa legge l’ha voluta e sostenuta sin dall’inizio della legislatura”. Così il Presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini al termine del voto con cui la Camera ha approvato definitivamente la legge sulle cure palliative. È proprio grazie all’impegno profuso in prima persona dal Pd che ora esiste una legge che prevede regole meno macchinose per l’accesso ai farmaci antidolore e maggiore attenzione alle strutture sul territorio. “Abbiamo preteso questa approvazione in ogni modo – ha dichiarato Dario Franceschini – sfidando la maggioranza che ancora questa mattina si è rifiutata di accelerare l’iter del provvedimento. Ha persino tentato una volgare quanto inutile strumentalizzazione, peraltro subito smascherata. Ora …

"Giro di vite ai permessi per l'handicap. E part time più difficile per gli statali", di Felicia Masocco

Stretta ai permessi per assistere i disabili e part-time più difficile per i dipendenti pubblici, anzi per le dipendenti visto che nell’85% dei casi sono le donne a ricorrere al tempo parziale e il perché è fin troppo logico. Lo prevede il «collegato lavoro», la legge approvata mercoledì scorso di cui si è parlato per via dell’articolo 18,ma che evidentemente taglia molti altri diritti a chi lavora. Cambiano e diventano più restrittive le norme per ottenere un permesso per assistere un familiare disabile. La norma riguarda tutti i settori, pubblici e privati, ma nel mirino del ministro Renato Brunetta c’è il pubblico impiego. I dipendenti pubblici ricorrono a questi permessi 6 volte più dei colleghi il che può celare un abuso nel pubblico, (e una difficoltà a ottenerli nel privato). In ogni caso invece di punire l’abuso e i furbi, si puniscono tutti indistintamente. PART-TIME PIU’DIFFICILE Potranno ottenere il permesso previsto dalla legge 104 del 1992 i parenti fino al secondo grado (fratelli, cognati, nonni e nipoti). Gli altri non potranno più averlo, a meno …

Napolitano parla della disoccupazione «priorità» e del gap uomo-donna da superare

«Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, è profonda tra le italiane e gli italiani la condivisione di quel patrimoni di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano celebrando al Quirinale la festa internazionale della donna. Tra questi valori ci sono «l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità», «valori fondanti del nostro vivere civile». Disoccupazione al centro dell’attenzione del Governo. «La disoccupazione continua a crescere e il tema del lavoro deve essere al centro dell’attività del Governo. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla cerimonia al Quirinale, «Per le donne di domani» in occasione dell’8 marzo. Le «perdite di posti di lavoro e disoccupazione devono rappresentare in generale in questo momento una delle principali preoccupazione del nostro Paese e ragione di impegno prioritario per le nostre classi dirigenti». Importante, ha detto il capo dello Stato, che a livello di Governo e di opposizione si …