Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Infibulazione, la battaglia dalla parte delle bambine", di Rachele Gonnelli

L’obiettivo di eliminare nel 2010 la pratica delle mutilazioni sessuali femminili non è stato raggiunto: ogni anno le vittime sono tre milioni Ma ci sono stati passi avanti. Il caso della Mauritania e la fatwa degli ulema. Doveva essere l’anno zero, il 2010, la fine della pratica della mutilazione genitale femminile, una piaga che colpisce 3 milioni di bambine ogni anno soprattutto nell’Africa centrale ma anche in Indonesia, Egitto e persino tra le immigrate in Europa e in America. Servirà invece almeno un’altra generazione per debellare la pratica che prescrive ad ogni madre e zia di ragazza «perbene» di essere la sua carnefice, la sua torturatrice. La tradizione, ammantata da precetto religioso per i musulmani ma seguita in Senegal ad esempio anche dalla minoranza cristiana, vuole che la giovane degna di essere sposata sia amputata in tutto o in parte del clitoride. «Altrimenti è convinto Fatimatou, un padre di Nouakchott in Mauritaniamia figlia non potrà pregare o sposarsi». In occasione della giornata mondiale contro la mutilazione genitale femminile dello scorso 6 febbraio l’Unicef ha ricordato …

"Ora salviamo insieme queste voci libere", di Dario Franceschini

Non dovrebbe essercene bisogno, ma chiedo a ministri e sottosegretari di fare una semplice prova. Prendano in mano un libro di storia che parli dell’Italia contemporanea. Non ho preferenze. Che l’autore sia Melograni o Ginzborg, Perfetti o Agosti, De Rosa o Scoppola basta andare con gli occhi alle note per vedere quante volte ricorrono le testate dei giornali di partito, protagonisti del dibattito politico fino a diventare documenti, fonti vere e proprie per chi voglia studiare e capire la nostra storia. La mia non è una digressione. So bene quanto sia cambiato l’universo della comunicazione, quanto pesino oggi altri media, altri strumenti, voci diverse. Eppure credo che ancora oggi per capire l’Italia non si possa prescindere da queste voci, dal dibattito che vi si svolge, dallo sguardo così particolare con cui leggono i fenomeni. Per questo credo che la battaglia per garantire la loro sopravvivenza non sia solo una difesa di interessi di parte ma una questione generale. In ballo ci sono un gran numero di testate e anche quattromila posti di lavoro, tra giornalisti …

"Il governo impugna i Dico di Errani", di Eleonora Capelli

Contestata la norma che equipara famiglie e “altre forme di convivenza”. Il governo impugna i Dico all’emiliana davanti alla corte costituzionale. Nel mirino, l’articolo 48 dell’ultima legge finanziaria della Regione. Poche righe che sanciscono da viale Aldo Moro la «parità di trattamento» nell’accesso ai servizi, estesa non solo alle persone e alle famiglie ma anche alle «forme di convivenza». La notizia del ricorso alla corte costituzionale è arrivata ieri sera dalla Regione che subito harisposto per bocca del presidente, Vasco Errani. «Si tratta con ogni evidenza-ha dichiarato in unanotail governatore -di una scelta po litica». Il governo ha impugnato un articolo «rivolto esclusivamente a garantire l’accesso alla generalità dei servizi del sistema regionale e locale atutti i cittadini, senza discriminazione». «Siamo convinti delle nostre buone ragioni e le sosterremo davanti alla corte costituzionale insiste Erranisiamo certi di avere ragione e della piena costituzionalità della norma». Il riconoscimento delle coppie di fatto, che già da qualche tempo è previsto ad esempio per l’assegnazione delle casepopolari, aveva attirato le critiche della Curia e di alcuni esponenti cattolici …

Il 45% dei giovani italiani è xenofobo

Presentato uno studio alla Camera: solo il 40% manifesta apertura, e non tutti totale. Romeni, rom e albanesi sono i più discriminati. Anche le donne non tollerano gli stranieri. Il 20% ritiene che altre etnie debbano vivere fuori dall’Italia. Il razzismo non è sconfitto tra i giovani italiani: quasi la metà ha atteggiamenti di chiusura verso gli stranieri, il 20% sfociano in vera e propria xenofobia, solo il 40% manifesta apertura. E’ quanto emerge dall’indagine “Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti”, presentata oggi (18 febbraio) alla Camera. Lo studio, promosso dalla conferenza delle assemblee delle Regioni nell’ambito delle iniziative dell’osservatorio di Montecitorio sui fenomeni di xenofobia e razzismo, è stato realizzato da Swg su un campione di 2mila giovani. L’area fobica e xenofoba è del 45,8%, con diverse sfumature al suo interno. Lo studio indica tre gruppi, il primo quello dei “Romeno-rom-albanese fobici”, pari al 15,3% del totale degli interpellati, e manifesta la propria intolleranza soprattutto verso questi popoli. Qui la maggioranza (56%) è costituita da donne. Il secondo riunisce …

«L'Italia a doppia velocità comincia all'asilo nido», di Claudio Tucci

Un paese a doppia velocità fin dall’asilo nido. Mandare un bimbo, da o a 3 anni, in un asilo nido comunale costa 402 euro, al mese, in Lombardia, 322 in Toscana, 276 nel Lazio, 219 in Campania, 198 in Sicilia. Differente, anche, il tempo d’attesa (con il “record” in Campania: il 42% delle domande rimane in sospeso) e la presenza di strutture sul territorio: dei 3.184 asili, oggi esistenti, con un disponibilità di 129.992 posti, il 59% è concentrato al Nord, il 27% al Centro e solo il restante 14% al Sud. A poche settimane dall’allarme lanciato dalla Ragioneria generale dello Stato, sui divari dei costi per uno studente alle elementari, medie e superiori, che possono arrivare ai 150-200 euro di gap tra Nord e Sud (che alzano ulteriormente l’asticella del divario territoriale esistente nel Belpaese), è un interessante studio di Cittadinanzattiva a evidenziare come mandare un bimbo a un asilo nido comunale costi a mamma e papà 297 euro al mese, circa 3mila euro l’anno, ma che questa cifra – pur onerosa – sia …

"Figli e lavoro: due regioni, due storie diverse" di Daniela Del Boca e Alessandro Rosina

La natalità in Italia continua a essere bassa. Ma anche in un anno così generalmente depresso come il 2009, c’è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. La fecondità cresce in Emilia Romagna e scende ancora in Campania. Ovvero cala nella regione nella quale l’occupazione femminile è più bassa e sale nell’unica regione italiana che in proposito ha già superato gli obiettivi di Lisbona. Un risultato paradossale a prima vista, che si spiega con la ben diversa quantità e qualità dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia. La fecondità italiana stenta a rialzare la testa. Secondo le stime appena rilasciate dall’Istat, nel 2009 c’è stato addirittura un piccolo peggioramento rispetto all’anno precedente. Poca cosa: 1,41 contro 1,42. Però, indica che non stiamo facendo molto per uscire dal tunnel della denatalità. Ma anche in questo ambito, in un anno così generalmente depresso come il 2009, c’è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. Da questo punto di vista, i due casi estremi sono stati la Campania e l’Emilia Romagna. …

"Il senso di impunità che non può vincere ", di Marco Vitale

La corruzione è riesplosa nelle sue forme più sofisticate nell’inchiesta di Firenze e nelle sue forme più antiche e artigianali nell’inchiesta relativa alle mazzette del presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano. Si sono, in questi giorni, sentiti molti distinguo tra chi rubava per i partiti: chi ruba per sé, chi ruba per altri motivi. Queste differenziazioni non valgono un fico secco. Non contano i motivi per cui si ruba. Conta che si ruba. Cioè che decisioni che dovrebbero essere assunte «in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione» (articolo 97 della Costituzione) vengono invece assunte in modo improprio, per scopi impropri, violando il principio di efficienza ed efficacia (buon andamento) e il principio di imparzialità. Ciò genera danni gravi al Paese, materiali e immateriali. Quelli materiali sono evidenti ma anche quelli immateriali sono gravissimi: spengono, umiliano, distruggono ogni voglia di ben fare. È vincente la selezione dei peggiori. La frase che corre sulla bocca di tutti, in questi giorni, è terribile: «Sono tutti così». Non è vero (nella stessa Protezione …