Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Social Watch: parità uomo-donna, l'Italia retrocede al 72° posto, dopo il Ruanda", di Cinzia Zambrano

Parità tra uomo e donna? In Italia nessun progresso, anzi una retrocessione. Di due posti. Secondo l’Indice sulla Parità di genere (GEI nell‘acronimo inglese) calcolato dal Social Watch, un network che conta organizzazioni in oltre 60 nazioni, considerando 100 come punta massima nell’uguaglianza uomo-donna, su una classifica di 157 Paesi il nostro scende dal 70° al 72° posto rispetto al 2008. Molto dopo il Ruanda (84). E seguito da Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana (66). E’ la denuncia di “People First” , il rapporto reso noto oggi dal Social Watch. Che nella sua indagine nella disparità o (raramente) parità tra uomo e donna spalmate a Nord e a Sud del mondo evidenza come ancora una volta, senza sorprese, il primato nella quasi assenza di differenze spetti alla Svezia (88 punti). Seguono Finlandia e appunto Ruanda – entrambi con 84 punti nonostante l’enorme differenza in termini di ricchezza tra i due paesi. Il che dimostra, secondo il rapporto – come un alto livello di reddito non è necessariamente sinonimo di maggiore uguaglianza e che anche …

"Un anno dopo mi batto ancora in nome di Eluana", di Beppino Englaro

Caro direttore, un anno è passato dalla “fine di un incubo”. Era un incubo nostro, degli Englaro, perché avevamo un componente della famiglia in balìa di mani altrui, contro la sua volontà. Ma credo che questo incubo familiare sia entrato in molte case. Incontro sempre più persone che vogliono stringermi la mano, salutarmi e dirmi grazie. Penso che questa gente abbia capito il senso dei diritti individuali di libertà delle persone. Sono convinto che molti si siano resi conto del prezzo che abbiamo pagato. C’è una questione che viene sempre capovolta. Mi sento dire: “Mai più Eluane”. E cioè, mai più contro la sacralità della vita e la sua indisponibilità. Ma, secondo me, è l’esatto contrario. E cioè, nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto …

Mafiosi a piede libero: ecco gli effetti del pacchetto sicurezza

Grazie ad una norma approvata dal governo a rischio i processi per mafia. Il PD insorge: “Il governo intervenga o sarà una catastrofe”. Processi a rischio: ormai sembra questo il leit motiv italiano. Dopo la norma sul processo breve che, qualora approvata dal Senato, darà il via ad uno tsunami giuridico senza precedenti, è una legge antimafia contenuta nel pacchetto sicurezza a mettere a repentaglio i processi, questa volta quelli per i reati di mafia più gravi in corso a Sicilia. Nel corso del bailamme mediatico che nel 2008 portò il governo all’emanazione del pacchetto, il ministro della giustizia Alfano non deve aver fatto caso all’enorme favore che stava facendo a Cosa nostra. Fu stabilito che i reati di associazione mafiosa che, a causa di tre o più aggravanti, prevedevano più di 25 anni di reclusione, fossero di competenza della corte d’Assise. Piccolo particolare: il provvedimento entrava in vigore anche per i processi già in corso. Morale della favola: tutto quanto già fatto dai tribunali ordinari diventava carta straccia e tempo perso. Oggi la Corte …

"L´ultima spallata alla legge 40 partono i ricorsi contro l´eterologa", di Maria Novella De Luca e Caterina Pasolini

Fecondazione libera. O quasi. Come accade nel resto del mondo. Per poter essere genitori. Per poter essere famiglia. Per amare e crescere un figlio. In Italia sta per partire un nuovo assalto alla legge 40 sulla “Procreazione medicalmente assistita”, già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi mesi a colpi di sentenze. Grazie alla tenacia, a volte alla disperazione, di decine di coppie, medici, avvocati e associazioni, i cui sforzi hanno portato alla recente e clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato alcuni dei divieti più severi della legge 40, dall´obbligo di impianto degli embrioni al loro congelamento, alla diagnosi genetica. Adesso quello stesso agguerritissimo pool si prepara a dimostrare l´incostituzionalità dell´articolo sulla fecondazione eterologa, il numero 4 della legge 40, il più difficile, il più controverso, quello che va a toccare il “nodo”, anzi il tabù del “terzo elemento”, che si inserisce nel meccanismo procreativo di una coppia. L´articolo quattro sancisce in Italia il divieto assoluto, punito con multe da trecento a seicentomila euro, di diventare genitori con l´ausilio del seme di …

"La destra e il testamento biologico", di Ignazio Marino*

«Alimentazione e idratazione artificiali sono da considerarsi forme di sostegno vitale e non possono mai essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento». È sull’articolo 3 della legge sul testamento biologico, all’esame della Commissione Affari sociali alla Camera dei Deputati, che si è arenata la discussione sulla legge sul testamento biologico. Il passaggio in Aula a Montecitorio non si annuncia né facile né in tempi brevi, ma deve essere chiaro che, se la legge fosse approvata senza modifiche sostanziali, tutti noi dovremmo rispettare quelle norme al contempo ideologiche ed emotive, votate un ano fa sull’onda della drammatica vicenda di Eluana Englaro. Norme scritte ignorando la voce della scienza e quella di milioni di italiani che, all’indomani della morte di Eluana, ebbero un sussulto democratico contro l’illecita invadenza dello Stato nell’imporre ad una persona terapie non volute, per prolungarne un’irreversibile agonia. Il 9 febbraio 2009 parole come eutanasia e assassinio furono cinicamente pronunciate da figure con grandi responsabilità politiche: ricordiamo tutti le offese e le accuse irresponsabili rivolte al Capo dello Stato che si era rifiutato di …

Immigrati, arriva il permesso di soggiorno a punti

L’immigrato dovrà sottoscrivere un “accordo di integrazione”, impegnandosi tra l’altro ad apprendere l’italiano. Dopo due anni il controllo, il rilascio della carta di soggiorno oppure l’espulsione. Turco (Pd): “Sarà una forca caudina”. Il governo si appresta a varare una carta di soggiorno a punti per gli immigrati. L’iniziativa congiunta dei ministeri dell’Interno e del Welfare è stata annunciata dai titolari, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi. Maroni ha spiegato che è in corso di elaborazione un “regolamento che prevede la stipula di un ‘Accordo di Integrazione’ al momento del rilascio del permesso do soggiorno” all’immigrato. “Nell’accordo vengono definiti specifici obiettivi – ha detto ancora il ministro -, da raggiungersi nel periodo di vigenza del permesso, ovvero entro i due anni”. Tra gli obiettivi, ha spiegato invece Sacconi, rientrano “la conoscenza della lingua italiana, l’iscrizione al servizio sanitario, la frequentazione della scuola dell’ obbligo per i minori, la trasparenza nei contratti abitativi”. Alla scadenza dei due anni, lo Sportello Unico valuterà se gli obiettivi sono stati raggiunti o no. Nel primo caso c’è il rinnovo del permesso …

"La denuncia: nei Cie non c’è posto per i diritti", di Cinzia Zambrano

In quasi tutti l’assistenza sanitaria è carente, in alcuni mancano addirittura le coperte e la carta igienica. È la fotografia scattata da Medici senza frontiere nei 21 centri di detenzione per gli immigrati. Autorità sanitarie assenti. Assistenza legale insufficiente, come pure quella sociale e psicologica. Servizi scarsi e scadenti. Impianti di riscaldamento spesso non funzionanti. Beni di prima necessità carenti: niente coperte, né carta igienica. Spazi ridotti, 25 metri quadrati da condividere in 12. Strutture fatiscenti. Episodi di autolesionismo. Risse. Rivolte. Ecco come si vive «al di là del muro», la cortina che nasconde agli occhi di tutti (o quasi) il dramma di migliaia di persone, uomini donne bambini, trattenue nei Cie, (Centri di identificazione ed espulsione), nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e nei Cda (Centri di accoglienza) italiani. Condizioni di vita ridotte al minimo, delle vere e proprie carceri, con muri alti 4 metri e filo spinato, tanto che per un clandestino, «la permanenza in un Cie fa più paura di un rimpatrio nel paese di origine». A fornirci la drammatica …