Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Il mondo si prepara alla guerra del cibo”, di Marco Sodano

Siamo tanti: ad aprile gli abitanti del pianeta raggiungeranno quota sette miliardi. Mangiamo. Chi più chi meno – purtroppo – ma mangiamo tutti. La Terra è quella che è, non cresce di pari passo con il numero dei suoi inquilini. Come se non bastasse negli ultimi cento anni, dice un rapporto Fao, ha perso il 75% della varietà alimentari disponibili per chi ci vive. Colpa del clima che cambia, delle grandi città che crescono senza sosta, dell’agricoltura che ha sposato il sistema industriale moderno mandando in soffitta la figura del vecchio coltivatore diretto. Il primo risultato? L’agricoltura occidentale è basata su quattro coltivazioni: mais, riso, soia, grano. Una comunità thailandese di appena 600 abitanti può contare su 387 specie diverse. Le risaie non bastano I prezzi delle materie prime alimentari che schizzano verso l’alto sono le prime scaramucce della prossima guerra mondiale: quella per il cibo. Dietro alle quotazioni boom c’è la speculazione – come sempre sui mercati – ma c’è anche la corsa dei paesi emergenti. Cinesi, indiani, brasiliani usciti dalla povertà che li …

“Donne, la parità sul lavoro è ancora un miraggio”, di Patrizia Dandolo

Rapporto Isfol 2009. Il tasso di occupazione femminile è ancora al 47,2%, ben lontano dal 60% fissato nella strategia di Lisbona entro il 2010. Soliti problemi al Sud, la strada da fare è ancora lunga. Sottovalutato il ruolo fondamentale della formazione. Donne ancora in sofferenza. Questo quanto emerge da una lettura di genere del Rapporto annuale Isfol 2009 presentato a fine novembre, che conferma ancora, anche se le variazioni risulterebbero contenute, il basso livello di partecipazione al mercato del lavoro e la debolezza della qualità del lavoro femminile. I numeri del rapporto si rifanno a dati generali o di stima di periodo, già presenti in altre indagini, e hanno una finalità informativa, non sempre riferita a dati omogenei, dovuta anche ai diversi approcci utilizzati nella raccolta e nell’elaborazione delle informazioni dai referenti dei vari sistemi. Il tasso di occupazione femminile 2008 registra nell’Unione europea una riduzione di 4 punti decimali, contro l’1,6% di quello maschile. In Italia il differenziale è di -0,6% per le donne e di -1,2% per gli uomini solo perché la crisi …

“Il fragile welfare di Sacconi”, di Nicola Cacace

Quei pochi che hanno letto il Libro bianco di Sacconi, un inno alla privatizzazione del Welfare, nonsi sono meravigliati delle anticipazioni del ministro del lavoro per «il nuovo Welfare» e relativa legge delega per la «riforma dello Statuto dei lavoratori» annunciata per marzo. Al più si sono preoccupati e molto, realizzando che il disegno controriformatore di questo governo, con la buona intenzione condivisa da molti di una riforma del Welfare più inclusiva dell’attuale, in realtà marciava in altre direzioni. Il meccanismo assicurativo ed auto assicurativo è destinato non tanto e non solo ad estendere le insufficienti coperture attuali, sia in materia di Cassa integrazione che di indennità di disoccupazione, quanto di modificare i criteri in direzione di una gestione dove le indennità che saranno pagate ai lavoratori dipendenti, ai precari, ora e giustamente anche ai professionisti, devono derivare tutte ed essenzialmente dai contributi versati. Il criterio in sé è corretto se tempi, modi e durata delle crisi occupazionali risultassero compatibili con tempi, modi e durata dei versamenti assicurativi. Cosa succederebbe quando i tempi, l’intensità e …

“La doppia punizione”, di Giovanna Zincone

Che le condizioni di vita nelle carceri italiane siano intollerabili è cosa nota da fin troppo tempo. Le ragioni sono molte e si collegano tra loro a catena. La più ovvia è la insufficiente capienza delle strutture penitenziarie esistenti, accoppiata alla loro obsolescenza. E’ un’insufficienza che si riproduce puntualmente, e alla quale troppo spesso si è posto rimedio con amnistie e indulti. In questo momento ci sono circa un terzo di posti in meno rispetto al fabbisogno. Il sovraffollamento è certamente un’ovvia causa del degrado delle condizioni di vita dei detenuti, sia perché riduce gli spazi fisici nelle celle, sia perché riduce la sia pur limitata e controllata libertà di cui in carcere ancora si dovrebbe godere. Dove i detenuti sono troppi, anche il tempo e la possibilità di movimento all’aria aperta nei cortili si riducono, i colloqui con i parenti sono contratti, il lavoro in carcere (colpito anche dalla crisi) diventa un miraggio. A sua volta l’affollamento ha varie cause. Quindi affrontarlo, come ha previsto il governo, con un piano speciale di edilizia è …

2009, dodici buone notizie da Amnesty international

La storica Ong che si batte per i diritti umani pubblica i risultati di un anno di lavoro. Ecco l’elenco dei fatti più significativi. Dall’abolizione della pena di morte in Burundi al rilascio dei civili tamil in Sri Lanka. Pena di morte Ghana Il 9 gennaio 2009 Il presidente uscente John Kuffour, ha commutato tutte le condanne a morte. Secondo i dati di Amnesty international, il provvedimento ha riguardato 108 prigionieri in attesa di esecuzione, 105 uomini e tre donne. L’ultima esecuzione nel paese aveva avuto luogo nel 1993. 26 febbraio Giustizia internazionale Kosovo/Serbia Il 26 febbraio 2009 il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha emesso cinque condanne nei confronti di altrettante persone giudicate colpevoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nell’allora provincia serba del Kosovo, nel 1999. L’ex vice primo ministro jugoslavo Nikola Sainovic, il generale dell’esercito jugoslavo Nebojsa Pavkovic e l’ufficiale della polizia serba Sreten Lukiv sono stati condannati a 22 anni, mentre Vladimir Lazarevic e Dragoljub Ojdanic, rispettivamente generale e capo di stato maggiore dell’esercito jugoslavo, sono stati …

“Il parlamentismo negato alla manovra finanziaria”, di Guido Rivosecchi

Anche quest’anno l’andamento della manovra finanziaria dimostra la netta divaricazione tra le procedure formali – nelle quali il Governo non risulta sempre adeguatamente garantito rispetto ai corollari della forma di governo parlamentare “razionalizzata” – e le prassi di dubbia legittimità costituzionale, attraverso le quali si determina il surrettizio spostamento del baricentro dell’indirizzo finanziario in favore dell’Esecutivo. Sia nel dibattito politico-istituzionale che in sede scientifica, si ripete da tempo che uno dei limiti della forma di governo parlamentare adottata dalla Costituzione repubblicana risiederebbe nella debolezza dell’Esecutivo, privo – specie se comparato con altri sistemi di governo contemporanei – dei più elementari strumenti organizzativi e normativi per svolgere il proprio indirizzo politico-finanziario attraverso le Camere. Anche a prescindere – in questa sede – da qualsiasi più approfondita considerazione sulle virtù della forma di governo parlamentare “razionalizzata”, sulla quale – a tacer d’altro – l’attuale situazione italiana dovrebbe indurre a ben più meditate riflessioni, la tesi sopra richiamata coglie soltanto uno dei nodi problematici che emerge dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari. Se, invece, si va al di …

“Il numero perfetto dei politici locali”, di Gilberto Muraro

La Finanziaria 2010 taglia del 20 per cento i consiglieri comunali ed elimina i consigli di quartiere. Una larga rappresentanza locale è espressione e strumento di partecipazione alla vita comunitaria, soprattutto se è a basso costo. Altrettanto evidenti sono però gli svantaggi e le degenerazioni. E allora può essere giustificato anche lo sfoltimento forzato. Ma una soluzione uniforme e imposta dal centro è contraria allo spirito federalista. Tanto più che la legge sul federalismo fiscale già prevede un costo standard della rappresentanza politica. Basterebbe evidenziarlo. Prima era un taglio obbligatorio di oltre il 30 per cento dei consiglieri e assessori comunali e provinciali; poi, il taglio è diventato una raccomandazione, a fronte di una riduzione dei trasferimenti centrali agli enti locali; ora è tornato obbligatorio nella misura del 20 per cento dei consiglieri comunali, con il vincolo aggiuntivo di un rapporto tra assessori e consiglieri non superiore a un quarto nei comuni e a un quinto nelle province; e inoltre via i consigli di quartiere. Nelle riscritture della Finanziaria si è andati avanti e indietro, …