Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Democrazia in crisi, società civile anche”, di Gustavo Zagrebelsky

Sulla crisi della democrazia, non mi pare che ci sia molto da dire, in più di quel che sappiamo. Se non bastasse la realtà di cui tutti facciamo esperienza nei piccoli e grandi rapporti di vita quotidiana – prima ancora che nella vita delle istituzioni – , ci sono studi ponderosi che parlano della democrazia odierna nella luce spettrale di un “totalitarismo capovolto”. Si elaborano griglie concettuali per “misurare” le democrazie esistenti, e ciò meno per rilevare progressi, e più per attestare regressi verso il punto-zero al di là del quale, di democratico, resta la forma ma non la sostanza. Ritornano antiche immagini biologiche delle società, paragonate ai corpi naturali viventi che, come nascono, sono destinati a morire. Nulla, nelle opere degli uomini è eterno e così, oggi, quest´idea del ciclo vitale si applica alla democrazia. La caduta dei totalitarismi del secolo scorso sembrava avere aperto l´èra della vittoria della democrazia su ogni altra forma di governo degli uomini. Dalla seconda metà del secolo XX, si cominciò a mettere tutte le concezioni e le azioni …

“Niente sostegno ai disabili, le associazioni minacciano: ‘Lasciamo la Consulta’”, di Maristella Iervasi

La scuola della Gelmini non è uguale per tutti. A Olbia-Tempio uno studente autistico liceale rischia di perdere l’anno perché – come denuncia la sua mamma – gli sono state assegnate solo sei ore di assistenza scolastica la settimana. Non è che l’ultimo caso del più grande scandalo dell’istruzione, come l’Unità ha più volte segnalato: l’integrazione negata agli studenti con disabilità. Persone con fragilità che hanno bisogno di sostegno e invece spesso vengono “parcheggiati” anche in sette in una stessa classe. Ma presto la Gelmini, che conosce da tempo la situazione e non parla, verrà messa con le spalle al muro. La Fish e la Fand, due tra le più grosse federazioni che fanno parte della Consulta ministeriale dell’Osservatorio sull’integrazione, minacciano di lasciare la Consulta. Nei mesi scorsi due autorevoli pedagogisti, Dario Janes e Andrea Canevaro, si dimisero perchè in contrasto con la Gelmini. Ora la storia si ripete. E sarà boomergang. ”Non lasceremo la Consulta educatamente come fecero Janes e Canevaro – sottolinea Salvatore Nocera, presidente Fish. Faremo casino. La Gelmini è latitante. E …

“Da clandestino a lavoratore”, di Maurizio Ambrosini

Il risultato politico più interessante della sanatoria per colf e assistenti familiari è il riconoscimento implicito che gli immigrati senza permesso di soggiorno sono in gran parte umili lavoratori che vorrebbero lavorare e vivere alla luce del sole e non criminali. Quanto ai numeri deludenti delle domande presentate e alla composizione per nazionalità, fanno pensare che molti stranieri che ne avrebbero avuto diritto non sono riusciti ad accedere alla sanatoria, mentre altri che non ne avrebbero avuto diritto ci hanno provato. Per mancanza di alternative. Il 30 settembre si è chiusa l’operazione di sanatoria per colf e assistenti domiciliari degli anziani, le cosiddette “badanti”. Al di là delle circonlocuzioni adottate, si è parlato infatti di “emersione”, di sanatoria si è trattato. Un’operazione, malgrado i limiti di cui si dirà, in intrinseco contrasto con la campagna di criminalizzazione dell’immigrazione in condizione irregolare condotta per mesi dal governo italiano. Far emergere significa infatti ammettere che centinaia di migliaia di immigrati sprovvisti di regolari autorizzazioni in realtà lavorano al servizio di famiglie italiane. I MOTIVI DELLA DELUSIONE I …

“Quando la punizione diventa un inferno”, di Adriano Sofri

Per conoscere un paese, vai a guardare le sue galere. Bella frase, eh? Lo ripetono in tanti, non ci crede quasi nessuno. Le galere sono inguardabili, per definizione. Vi si compiono pratiche di cui non vogliamo sapere niente, nella realtà: nei film invece ci piace moltissimo. I film sono fatti apposta per accontentare la nostra voglia di guardare cose inguardabili: tanto è un film, non ci impegna, finisce e andiamo a dormire contenti. Ora si è capito che la politica è questione di corpi. Aggiustiamo la frase: se volete conoscere la politica dei corpi, andate a guardare le galere. Prima ancora che gli ospedali, perché le galere sono anche i peggiori degli ospedali. La giustizia – non dico la bella aspirazione a qualcosa che non esiste, ma la sua professione: tribunali, giudici, processi – si ferma alle soglie del carcere, quando gli accusati o i condannati vengono passati ai birri. Là cessano di essere persone, e perfino di essere diversi fra loro. Non importa che siano innocenti incarcerati in attesa di un giudizio che li …

Giovani, istruiti, occupati: gli immigrati irregolari oltre i luoghi comuni

Rapporto Naga “Cittadini senza diritti”. Uno su dieci ha un’istruzione universitaria; a tre anni dall’arrivo il 76% di loro è occupato, ma in nero. Critica la situazione abitativa a causa del sovraffollamento. Sono giovani, istruiti, lavorano più degli italiani e sono parte integrante della vita quotidiana del paese. Sono gli stranieri immigrati in modo irregolare, che il recente “Pacchetto sicurezza” varato dal governo definisce come autori di un nuovo reato penale, quello di clandestinità. Dal 2000 al 2008 il Naga ne ha incontrati più di 47.500, 4.400 nel solo 2008. Uno su dieci ha un’istruzione universitaria e oltre il 50% ha frequentato almeno le scuole superiori; a tre anni dall’arrivo il 76% di loro è occupato, seppure con un lavoro in nero e spesso non corrispondente alla qualifica professionale della persona, segnando una percentuale superiore sia al dato italiano (59%) che a quello lombardo (71%). Critica la situazione abitativa: sono senza dimora il 7% degli uomini e il 4% delle donne, e chi vive in un alloggio in affitto ha un tasso di affollamento tre …

«Napoli, battaglia quotidiana», di Lorenzo Mondo

La moglie: «Hanno ucciso mio marito? Ditemi qual è il problema». La figlia tredicenne: «E’ toccata a lui, sono cose che succedono». Si riferiscono entrambe a Mariano Bacioterracino, ammazzato nel maggio scorso a Napoli da un sicario a volto scoperto. Ora è stato riconosciuto grazie alla diffusione, da parte della polizia, di un video che documenta la scena del delitto. Un video agghiacciante, che ha suscitato indignazione: per il comportamento dei passanti che scavalcano il cadavere senza manifestare un moto di pietà, come se facesse parte di uno squallido arredo urbano, uno scalino, una pianta malata, una merda di cane. Ma questa apparenza di normalità raggiunge il culmine nelle dichiarazioni dei familiari, che rivelano una rassegnazione senza più lacrime. E’ un fatalismo assoluto che cala come una pietra tombale, non soltanto sul caduto, ma sulla città vesuviana. E non bastano a scongiurarlo i pur importanti, occasionali successi delle forze di polizia. D’altronde, quasi a farsi beffa degli inquirenti, i camorristi gli hanno buttato tra i piedi, nello stesso giorno del video, un altro morto. Gli …

«Se lo Stato tradisce», di Luigi Manconi

A pochi giorni appena dalla deflagrazione mediatica della vicenda di Stefano Cucchi, già si colgono gli elementi di una controffensiva, tesa a far calare la nebbia su quel tragico fatto. Segnalo tre elementi: 1. Si tenta di sfregiare l’identità di Stefano Cucchi, di alterarne la figura che, da quella di vittima innocente, rischia di essere proposta come quella di chi un po’, almeno un po’, «se l’è voluta». È una procedura classica di tutti gli apparati autoritari: la vittima va trasformata in colpevole (della propria disgrazia o di disgrazia altrui) o, per lo meno, in correo della propria sorte infelice. La vita fragile di Stefano Cucchi si presta alla bisogna, offrendosi in difesa al truce maramaldeggiare di tutti i mascalzoni: è stato tossicomane, è epilettico, gli trovano addosso della marijuana e qualche grammo di coca. Ora si dice che fosse sieropositivo. Non lo era, e seppure lo fosse stato? Questa condizione inerme che gli avrebbe dovuto assicurare una tutela più attenta viene tradotta in una forma di attenuante per chi lo ha custodito senza garantirne …