Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“La vera missione della scuola”, di Adriano Prosperi

La proposta va formulata meglio: si tratta di portare nella scuola la religione ma all´interno della storia culturale, non all´esterno. La proposta di introdurre nelle scuole un insegnamento di religione islamica fatta dal viceministro Urso è un tentativo di rompere il cerchio di un dialogo tra lingue non comunicanti. Per questo va salutato come un avvio positivo da raccogliere e approfondire. Non tutti sono d´accordo, naturalmente, ma la discussione che è nata è comunque interessante. Per esempio, quando il cardinale Ersilio Tonini rigetta questa idea lo fa con un argomento che si presta invece a sostenerla: «Pensare che l´Islam sia un gruppo completo, esaustivo, è un errore. L´Islam ha mille espressioni, collegamenti, apparentamenti: insomma con i valori della nostra civiltà non ha niente a che vedere». Proviamo a sostituire nella prima frase la parola «Islam» con la parola «Cristianesimo»: quante sono oggi le espressioni e le interpretazioni del cristianesimo, non solo nella conoscenza e coscienza dei singoli cristiani, nell´etica privata e nelle leggi degli stati, ma anche e soprattutto nelle chiese e nei movimenti che …

“I finiani: sì all’ora di Islam «Dobbiamo evitare i ghetti»”, di Alessandro Trocino

Urso: nuova materia facoltativa, l’Italia è multietnica. L’ora di religione? Cattolica, ma an­che islamica. L’idea è del vice­ministro Adolfo Urso, che propone l’introduzione nelle scuole pubbliche e private di una nuova materia, facoltati­va e alternativa a quella catto­lica, per evitare di lasciare i piccoli musulmani «nei ghet­ti delle madrasse e delle scuo­le islamiche integraliste». Si parla molto di Islam ad Asolo e non potrebbe essere diver­samente, visto che qui si svol­ge il workshop «Le nuove po­litiche per l’immigrazione», seconda edizione dei «Dialo­ghi asolani», laboratorio di confronto bipartisan animato dalle Fondazioni FareFuturo e ItalianiEuropei e dai rispetti­vi politici di riferimento, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema ( foto a destra ). «Eccoci qui ad Asolo, nel covo di congiurati», scherza Lucia Annunziata, riferendo­si ai timori di un patto tra­sversale che scardini l’attuale maggioranza e rivolgendosi all’intervistato Beppe Pisanu. «Domani ne arrivano altri due», risponde a tono l’ex mi­nistro. Che naturalmente ne­ga complotti: «Se il dialogo non viene praticato neanche nel buio di questa crisi, c’è davvero da temere per l’avve­nire del Paese». E il dialogo parte, con …

“Al servizio del capo” di Michele Serra

Il video sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica. È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un’intenzione consapevole. Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un’arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere. Il testo, di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo, farebbe propendere per la seconda ipotesi: un gioco cretino sfuggito di mano. Ma la costruzione del servizio (pedinamento di un magistrato ritenuto “nemico” del proprio editore, così da indicarlo all’odio e al dileggio della propria curva tifosa), e la sua messa in onda nel programma mattutino della rete generalista di Mediaset, con tanto di commento demolitore (e “senza contraddittorio”, come dice l’onorevole Gasparri quando attacca la Rai) di due giornalisti del gruppo, impedisce di credere che si tratti di un banale incidente. Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi. Non è il cozzo delle idee, …

La nostra adesione alla manifestazione nazionale contro il razzismo

Care amiche e cari amici, condividiamo le parole che un così rilevante e autorevole gruppo di personalità democratiche e intellettuali ha voluto rivolgere a noi tutti nell’appello in cui si auspica un grande successo della manifestazione del 17 ottobre contro il razzismo e per la piena affermazione dei diritti dei migranti, quali aspetti decisivi e qualificanti per la difesa della democrazia e della convivenza civile nel nostro paese e in Europa. Non c’è dubbio che le recenti misure adottate dal governo e dalla maggioranza parlamentare, con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della detenzione amministrativa, la stessa limitazione all’accesso a servizi fondamentali, come quello di cura, e l’odiosa pratica dei respingimenti indiscriminati, minano i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. Aderiamo quindi con convinzione a quell’appello e saremo alla manifestazione di sabato prossimo per portare il nostro contributo affinchè essa possa essere la più grande e unitaria possibile. ****** Centinaia di bus e due treni speciali per la manifestazione a favore dei migranti Adesioni da 500 organizzazioni. “Il reato di clandestinità e i …

“Il mio appello alle donne: il silenzio si rompe (anche) il 25 ottobre”, di Paola Gaiotti De Biasetutti

Cara Concita, sotto la tua direzione l’Unità ha aperto una campagna «Rompere il silenzio delle donne» che ha segnato forme e modi della stessa emergenza democratica che il nostro paese sta vivendo, fino a un legame che mi pare evidente fra quella campagna e la richiesta abnorme di risarcimenti da parte del Presidente del Consiglio contro L’Unità. È in primo luogo per questo che mi sembra giusto rivolgere a te la proposta di lanciare, come prima firmataria, un appello alle donne italiane perché vadano a votare alle primarie del Pd. Rompere il silenzio è ormaiunoslogan che ci riguarda tutte. Ma non si può rompere il silenzio solo con le parole, anche quando sono forti, anche quando sono condivise, anche quando sono straordinariamente esemplari, comequelle di Bindi a Porta a Porta. Così come non bastano a dominare la storia la misura dei sondaggi (variabili a seconda del campione o del committente) l’affollarsi nelle piazze (con la contesa suinumeri anche quando bloccano mezzo centro di Roma) il moltiplicarsi di firme, che lasciano fuori quelle che non navigano …

“Omofobia, monito dell’Onu. «Passo indietro dell’Italia»”, di M.SO. A.C.

La bocciatura del ddl Concia contro l’omofobia fa rumore anche all’estero e attira sull’Italia le critiche delle Nazioni Unite. «È stato un passo indietro per l’Italia – ha infatti commentato ieri l’Alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay. «È necessaria ovunque la piena protezione. L’omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni stati, ma non possiamo ignorare il fatto che gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita». Anche le associazioni lgbt vanno all’attacco. Per Franco Grillini l’affossamento del testo Concia «rappresenta un incentivo agli atti di violenza e omofobia», Il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, chiede invece al ministro Carfagna undecreto legislativo urgente. «Da governo e opposizione sentiamo le solite parole al vento…», invece del disegno di legge annunciato. Le associazioni gay non si fidano delle promesse del ministro Carfagna, che fa sapere di voler portare a breve in Consiglio dei ministri un nuovo ddl contro l’omofobia. Nel frattempo anche Pd e Idv cercano una soluzione. I democratici …

“La democrazia delegittimata” di Gustavo Zagrebelsky

Si annuncia, anzi è in corso, una crisi istituzionale di vasta portata. A che cosa sia e a che cosa essa chiami coloro che occupano posti di responsabilità nel nostro Paese, sono dedicate le considerazioni seguenti, esposte in quattro punti concatenati tra loro, dall´astratto al concreto. 1. Che cosa sono e a che cosa servono le istituzioni. Il genere umano ha scoperto le istituzioni per mettere a freno l´aggressività e l´istinto di sopraffazione che allignano – in uno più, in altro meno – in ognuno di noi, per diffondere fiducia e cooperazione, garantire un po´ di stabilità e sicurezza nelle relazioni umane e proteggere quel tanto di libertà che è compatibile con la vita associata. In una parola: per allontanare sempre di nuovo, ancora di un giorno, le “prove di forza” che accompagnano, come fantasmi che possono materializzarsi, i contatti tra gli esseri umani. Le istituzioni servono innanzitutto a questo: a neutralizzare i nostri istinti distruttivi e a civilizzarci. Poiché nel fondo siamo animali selvatici, possiamo anche dire: servono ad addomesticarci, incanalando e indirizzando le …