Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Ronde e bimbi-fantasma: ecco la nuova Italia”, di Susanna Turco

Uno schiaffo a chi crede che la convivenza e la multiculturalità siano valori cardine per il futuro di un Paese: la destra ci consegna a un periodo cupo di paura e intolleranza. Ecco la loro «rivoluzione». Nella sua consueta conferenza stampa fiume dedicata alle magnifiche sorti e progressive dell’attività di governo, Silvio Berlusconi gli ha dedicato solo un passaggio, senza particolari enfasi. E in fondo se si ricorda che in uno dei momenti più difficili nell’iter di approvazione del pacchetto sicurezza il premier sbottò: «Noi delle ronde non sentivamo il bisogno», se ne intuisce persino il perché. Eppure il complesso di norme che entra in vigore da oggi è un’ottima cartina al tornasole per capire da quali rapporti di forze è governata la maggioranza, e soprattutto rappresenta una rivoluzione non da poco per il nostro Paese. Neonati fantasma Una rivoluzione non tanto bella da immaginare. Certo, nel provvedimento è previsto l’obbligo di denuncia da parte degli imprenditori per i tentativi di estorsione subiti: è, come ha detto ieri Maroni, «una rivoluzione nella lotta alla mafia», …

“Chi è il nemico dell’unità d’Italia”, di Mercedes Bresso*

Caro direttore, fra meno di due anni cade il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma sembra che la questione sia vissuta con un certo imbarazzo dalla compagine attualmente al governo, discretamente impermeabile alle inquietudini di Carlo Azeglio Ciampi e del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. In questa cornice, noi presidenti di Regione abbiamo un compito non facile: come far capire che si può – si deve – essere per il federalismo senza per questo essere contro l’unità nazionale? Come distinguere la lunga battaglia per un assetto istituzionale più moderno dalla lotta, tecnicamente reazionaria, di chi vorrebbe farci regredire, restituendo piena applicazione al concetto di sangue e suolo? E come, infine, far capire che non abbiamo niente in comune con austriacanti e sanfedisti, tutti appartenenti alla medesima schiera di revisionisti che punta a riscrivere l’intera storia nazionale, dipingendo come una masnada di banditi e usurpatori le figure migliori degli ultimi due secoli, da Cavour ai fratelli Rosselli e da Garibaldi fino ai magistrati Falcone e Borsellino? La mia opinione circa la necessità di pervenire rapidamente a un …

“Prigioni sovraffollate. L’Italia condannata”, di Francesca Schianchi

Vivere in 2,7 metri quadrati è «inumano e degradante»: per questo, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso che lo Stato italiano dovrà versare a un ex detenuto mille euro di risarcimento per danni morali. Izet Sulejmanovic, 36enne bosniaco, venne condannato nel 2002 a due anni con l’accusa di furto aggravato: trasferito nel carcere romano di Rebibbia, trascorse qualche mese in una cella con altri 5 detenuti. Sei persone costrette per oltre diciotto ore al giorno in 16,20 metri quadrati, meno dei sette che il Comitato di prevenzione della tortura stabilisce come spazio minimo per una cella. «Mille euro sono una cifra irrisoria», commenta l’avvocato Alessandra Mari, che con Nicolò Paoletti ha curato il ricorso, ma la sentenza (cinque voti favorevoli e due contrari, tra cui il giudice italiano Vladimiro Zagrebelsky) sancisce «un principio fondamentale, che apre la strada a decine di ricorsi». Scoperchiando così di nuovo il vaso di Pandora del sovraffollamento delle carceri italiane. Un problema che il Parlamento tentò di risolvere, almeno parzialmente, con l’approvazione quasi unanime nel 2007 (votarono contro …

“Quando l’individualismo distrugge la società”, di Nadia Urbinati

La reazione che si sta (per fortuna) alzando giorno dopo giorno contro le abitudini private e pubbliche del nostro premier mostra, ha scritto ieri Michela Marzano su Repubblica, un´Italia «individualista, materialista e machista che ha vergogna quando si guarda allo specchio». La confusione della cultura dei diritti con un individualismo antisociale – quello che si riconosce nella massima del “me ne frego” – è uno degli aspetti di questo smarrimento. La rappresentazione della nostra società come di un mercato cinico nel quale si scambiano diritti con soldi, sesso con potere, si interseca con quella di una società che pare non avere più un centro di forze etiche capaci di unire i cittadini come una forza di gravità invisibile: il rispetto per gli altri; la solidarietà, l´eguaglianza di cittadinanza. Senza queste forze etiche, la libertà che i diritti liberali garantiscono e proteggono può trovarsi di fronte a due rischi: essere sentita come poca cosa dai molti, poiché avere diritti significa anche poter vivere il proprio quotidiano sicuri senza accorgersi di essi; e diventare un privilegio di …

“Franceschini sulla pillola: non si tocchi la decisione Aifa”. di Maria Zegarelli

Se il governo dovesse emanare un provvedimento teso a ribaltare quanto deciso dall’Aifa saremo pronti a dare battaglia». Dario Franceschini, segretario del Pd, che già nei giorni scorsi è stato chiaro circa l’uso della pillola abortiva Ru486, ieri dalla Toscana è tornato a parlarne. «Dal momento che siamo in un Paese dove è previsto per legge il ricorso all’aborto, non capisco per quale motivo si dovrebbe dire no all’uso di una tecnica meno invasiva per le donne». Nessuna zona d’ombra. Un punto questo che trova tutti i candidati alla segretaria sulle stesse posizioni. «È giusto – dice Pier Luigi Bersani – nel pieno rispetto della tutela della salute delle donne, che siano consentite tecniche meno invasive. Pur in presenza di posizioni diverse sul tema di fondo dell’aborto, è giusto che si garantisca la piena applicazione di una legge vigente». Ignazio Marino parla non solo da candidato, ma anche da medico. «Le polemiche attorno alla Ru486 probabilmente si annullerebbe facendo lo sforzo di affrontare la questione dal punto di vista medico. La questione etica, infatti, non …

“Lo Stato di diritto e di libertà”, di Nadia Urbinati

Per Max Weber, una delle funzioni essenziali e imprescindibili dello Stato è il “monopolio della violenza legittima”. Per Hobbes, senza questo monopolio, la vita umana è solitaria, povera, cattiva e brutale Nel corso degli ultimi decenni ha preso corpo un´ideologia anti-unitaria costruita su due identificazioni pregiudiziali: dell´unità dello Stato con lo statalismo e della Nazione con il nazionalismo. Unità dello Stato e unità della Nazione sono diventati il bersaglio polemico di movimenti e partiti che sono riusciti a siglare un´alleanza egemonica tra l´ideologia dell´anti-stato sociale e l´ideologia localistica. Il cemento di questa alleanza è stato trovato nell´idea di “libertà da”: libertà dallo Stato e libertà dalle responsabilità verso l´unità larga in nome di unità strette. Con la prima libertà si é inteso restringere il ruolo dello Stato per dare più potere non semplicemente al mercato, ma ai privati, alle associazioni e alle comunità. Con la seconda libertà si é inteso deprimere il valore del soggetto macro-collettivo (la nazione) per esaltare soggetti micro-collettivi (dalle regioni ai borghi). Esempi recentissimi di questi due processi devolutivi di autorità …

“Immigrazione, inclusione e cittadinanza”, di Graziella Bertocchi e Chiara Strozzi

Approvato definitivamente dal Senato, il pacchetto sulla sicurezza inasprisce le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Si tratta di misure ostili all’inclusione degli immigrati che potrebbero istigare un’ulteriore radicalizzazione verso l’esclusione. In altri paesi d’Europa, invece, il tradizionale criterio dello “jus sanguinis” (chi discende da cittadini di un certo paese è cittadino) è stato contemperato con quello (vigente negli Stati Uniti) dello “jus soli”, secondo cui chi nasce sul territorio nazionale di un certo paese è cittadino. Il decreto sulla sicurezza approvato definitivamente dal Senato il 2 luglio 2009 riflette un atteggiamento politico avverso all’immigrazione e all’integrazione dei cittadini stranieri largamente diffuso in Europa, come dimostrato anche dai risultati delle recenti elezioni europee.(1) La legge ormai promulgata, oltre ad istituire il reato di clandestinità – ampiamente commentato nei quotidiani e nei telegiornali – presenta anche alcuni articoli che sanciscono un inasprimento delle condizioni per l’acquisizione della cittadinanza. Nella fattispecie, le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono ora soggette al pagamento di un contributo di 200 euro. Diventa inoltre …