Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Biotestamento colpo di mano del pdl alla Camera parte l’iter del disegno di legge”, di Susanna Turco

Un piccolo colpo di mano notturno, arraffazzonato quanto basta e tuttavia sufficientemente deciso. Ed ecco che alle 20 e 30 di un mercoledì di inizio estate l’auspicio di Maurizio Sacconi sul biotestamento magicamente si avvera. «La discussione sul fine vita riprenderà presto», aveva detto il ministro ad Avvenire due settimane fa: «Il governo la considera materia urgente, ci aspettiamo un sì definitivo nel più breve tempo possibile». Detto fatto, o quasi. L’iter della norma, infatti, si è appena riavviato. Per i falchi del Pdl, del resto, il biotestamento è, spiegano, «come uno scalpo da consegnare alla Chiesa, prima che la Chiesa si prenda quello di Berlusconi». Per questa via, il ddl Calabrò sul fine vita, che giaceva inerte da mesi tra le scartoffie della Camera, ha ripreso quota. Come un cavallino di razza, si è ben piazzato nell’ordine del giorno della commissione Affari sociali e, in un sol giorno, ha fatto fuori il progetto di legge sulle cure palliative – licenziato in fretta e furia a dispetto di tutti gli accordi – ha provocato un …

“Le parole non sfamano”, di Simonetta Lombardo

La crisi mondiale ha drammaticamente aumentato il popolo degli affamati. Secondo la Fao sono oltre un miliardo. Ma nelle dichiarazioni dei G8 non c’è traccia del fondo speciale di 15 miliardi per il pronto intervento. «La buona notizia è che Obama ha messo sul tavolo quattro miliardi di dollari per i prossimi quattro anni, la cattiva è che non si capisce se gli altri faranno altrettanto ». È il portavoce della Coalizione italiana contro la povertà Tiziano Marelli a sintetizzare qual è l’aspettativa di chi ogni giorno si batte contro fame e miseria. Il G8, oggi allargato ad alcuni dei paesi più poveri della terra (Angola, Etiopia, Nigeria e Senegal) e ad alcuni dei più influenti paesi africani (Algeria, Egitto, Libia, Sud Africa), discute di come far fronte alla valanga di nuovi affamati creati dalla recessione mondiale. La proposta più coraggiosa – e forse più realistica – è appunto sul tavolo: la creazione di un fondo da 15 miliardi di euro per buttare una ciambella al popolo dei sommersi del pianeta. La Fao ha appena …

Sicurezza e intercettazioni, la destra costretta a frenare

I parlamentari modenesi del Pd rispondono alla sollecitazione del presidente provinciale dell’Anpi. “In tutti i casi abbiamo una prova della vitalità della coscienza democratica del Paese” Una lettera aperta dei parlamentari del Pd ad Aude Pacchioni, presidente dell’Anpi «Carissima Aude, condividiamo pienamente le tue preoccupazioni riguardanti sia il pacchetto sicurezza, che introduce nel nostro Paese il reato di clandestinità, sia il disegno di legge sulle intercettazioni. Entrambi contraddicono palesemente i fondamenti di una democrazia liberale ai quali, peraltro, questa maggioranza di governo dice di richiamarsi. Va anche detto però che è stato merito dell’opposizione del Partito democratico in Parlamento e delle proteste di vasti settori dell’opinione pubblica, anche cattolica, se all’interno del centrodestra si sono aperte forti contraddizioni sugli effetti del decreto sicurezza. Tanto da costringere alcuni esponenti della maggioranza a una tardiva e imbarazzata retromarcia, almeno per quanto riguarda colf e badanti. Allo stesso modo va registrato il “ripensamento” del ministro Alfano sul decreto intercettazioni di fronte alle serie perplessità manifestate dal Capo dello Stato. E, sempre in riferimento alla tua giusta sollecitazione, ricordiamo …

Violenza sulle donne, il protocollo modenese diventa legge

Approvato alla Camera un emendamento del Pd che recepisce nella nuova normativa. I contenuti del documento sottoscritto a Modena nel 2007 da istituzioni e associazioni. Attività di prevenzione e monitoraggio della violenza sulle donne; formazione degli operatori socio-sanitari; percorsi educativi mirati nelle scuole; assistenza e sostegno alle vittime. E’ quanto prevede il protocollo modenese sottoscritto nel 2007 da diversi soggetti istituzionali e del volontariato. Da oggi i contenuti di quel protocollo entrano a far parte, dopo l’approvazione alla Camera di un emendamento del Pd, delle nuove norme contro la violenza sessuale. “Tra i motivi di soddisfazione – spiega l’on. Manuela Ghizzoni che ha presentato l’emendamento – c’é quello di aver fatto approdare a una legge nazionale una buona prassi nata in provincia di Modena sotto il coordinamento della Prefettura. E’ un bell’esempio della cosiddetta funzione nazionale dei territori che arricchisce e sostanzia il federalismo solidale su cui il Parlamento si è espresso pochi mesi fa. Un modello che d’ora in poi potrà essere applicato a tutto il territorio nazionale. Nei due anni di attività – …

“Nomadi schedati, no del Tar”, di Achille Serra

Non stupisce che la decisione del Tar di vietare le operazioni di censimento all’interno dei campi nomadi, resa nota il primo luglio, sia stata accolta da un silenzio quasi unanime. Il torpore che, da un anno a questa parte, avvolge il Paese e il suo sistema di informazione, infatti, si manifesta sempre attraverso i medesimi sintomi: disattenzione, indifferenza e progressivo, accorciamento della memoria collettiva. Risale appena all’estate scorsa l’infervorato dibattito sull’intenzione del governo di procedere all’identificazione e alla schedatura di tutti abitanti dei campi nomadi, minori compresi, attraverso rilievi segnaletici. Prima, all’inizio del maggio 2008, Palazzo Chigi, dichiarò lo stato d’emergenza in relazione alla presenza di tali insediamenti in Campania, Lazio e Lombardia. Poi, alla fine del mese, il presidente del Consiglio emanò l’ordinanza che delegava il prefetto di Roma a realizzare gli interventi necessari nel territorio di competenza. Applausi dalla maggioranza, Lega in primis, allarme nell’opposizione e oltre. A denunciare la connotazione razzista della norma un’ampia rosa di voci autorevoli: la Chiesa, l’associazionismo, il Parlamento europeo, il prefetto di Roma. Quest’ultimo, nella persona di …

“La laurea è una cosa per donne”, di Richard Newbury

I ragazzi a scuola non vanno bene come le ragazze. Si sa. Quello che non si sa è che questo andazzo continua anche all’università». Lo scrive Bahram Bekhradnia, direttore dell’Higher Education Policy Institute di Oxford, che ha appena pubblicato un rapporto basato sui test di rendimento. «Qualcuno», osserva, «pensa che sia un fatto irrilevante. A una recente conferenza sull’impatto del femminismo sull’istruzione superiore, un accademico ha detto che gli scarsi risultati dei ragazzi “sono visti come una minaccia alla mascolinità. Sono un panico morale”». Io», dice Bekhradnia, «non sono d’accordo. Non serve liquidare la preoccupazione come “panico morale”. Dobbiamo adeguarci alla nuova realtà. Se non lo faremo, ci saranno serie conseguenze per tutti coloro che sono coinvolti e per l’intera società». In Gran Bretagna le donne hanno quasi raggiunto, con il 49,2%, l’obiettivo fissato dal governo del 50% di istruzione superiore, mentre i ragazzi languiscono al 37%. E tutte le statistiche mostrano come questo sia un fenomeno mondiale, con Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti grosso modo allo stesso livello, mentre in Scandinavia, nei Paesi …

“Clandestine, sottopagate e invisibili: «Senza di loro crolla il welfare italiano»”, di Vladimiro Polchi

«Da qualche giorno ho paura di uscire di casa. Per la legge sono una criminale. I documenti in regola? Sarebbe un sogno». Irina è una badante moldava irregolare. Da quattro anni lavora per una famiglia veneziana. I suoi datori di lavoro hanno provato a metterla in regola. Senza successo: alla lotteria delle quote non hanno estratto il “biglietto” vincente. Oggi Irina sogna: «Una sanatoria? Sarebbe un miracolo». Irina fa parte di un esercito invisibile. Secondo l’istituto di ricerca IRS, in Italia lavorano 774 mila assistenti familiari, di cui 700 mila straniere e 74mila italiane. Tutte in regola. Da dove vengono? Il 20% dalla Romania, il 12,7% dall’Ucraina, il 9% dalle Filippine e il 6% dalla Moldavia. Alle famiglie costano 9 miliardi e 352 milioni di euro all’anno. Se all’improvviso incrociassero le braccia, suggeriscono dalle Acli, crollerebbe il welfare italiano. Le colf e badanti prive di permesso di soggiorno sono poco meno di 600 mila. Metterle in regola? Una via crucis. L’ultima maxi sanatoria risale infatti al 2002 ed era targata centrodestra: 700 mila irregolari emersero …