Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“La clandestinità diventa reato, allarme carceri”, di Liana Milella

Un numero, 63.741, turba da qualche giorno i sonni del Guardasigilli Angelino Alfano. È la cifra record di detenuti presenti nelle carceri che supera perfino la capienza massima stabilita in 63.702 posti letto. Ma agli incubi del ministro della Giustizia, pressato ogni giorno dalle proteste dei sindacati della polizia penitenziaria (Uilpa, Sappe, Osapp), non corrisponde un ripensamento del collega dell’Interno Roberto Maroni che questa settimana, da martedì a giovedì in aula al Senato, seguirà l’ultima battaglia per approvare definitivamente il contestato ddl sicurezza che introduce nel testo unico sull’immigrazione (la Bossi-Fini) l’articolo 10bis, il reato di immigrazione clandestina, aggrava le sanzioni (con più carcere) per gli stranieri che non rispettano l’ordine di espulsione, prevede pene più severe e senza sconti per chi scippa o rapina un anziano o una persona vicino a banche, uffici postali, scuole. È la legge divenuta famosa perché costringerà medici e presidi a denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno. È quella che metterà in strada le ronde di privati cittadini con l’obiettivo di andare a caccia di immigrati senza permesso. …

Giuristi: il reato di clandestinità è incostituzionale

La norma, contenuta nel ddl sicurezza al vaglio del Senato, con la quale si punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, “oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale”. E’ quanto si legge in un appello lanciato da 22 giuristi – Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodota’, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky – secondo i quali tale norma “è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poichè la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato”. Inoltre, si legge ancora nel documento, “il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto …

“La ferocia e gli Stati”, di Chantal Meloni

Si celebra oggi la giornata mondiale delle vittime della tortura. Una strana e tragica ricorrenza. Secondo Amnesty International la tortura è praticata in 102 paesi del mondo, ma non ce n’è uno che lo ammetta. L’Italia (come in questa pagina spiega Chantal Meloni, ricercatrice dell’università di Milano) ancora non ha nel suo ordinamento una legge che punisca la tortura. È, dal punto di vista dei suoi obblighi internazionali, inadempiente. Le cause di questa situazione sono complesse. Alcune rimandano alla politica in senso stretto. Quando si parla di tortura, infatti, si parla anche di situazioni che si creano nei paesi democratici quando, per esempio, i pubblici ufficiali abusano del loro potere, e praticano metodi violenti in una questura o in una caserma. Ma, in ritardo nella legislazione, l’Italia è all’avanguardia nel sostegno e nell’assistenza alle vittime. Perché molte di loro arrivano da noi. Specialmente nei boat people che approdano nelle nostre coste meridionali. Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) da anni ha avviato il progetto Vi.to. (Vittime della tortura, appunto). A Roma, presso l’azienda ospedaliera …

Partito Democratico: nasce il coordinamento delle deputate. “Siamo state zitte, ora agiamo”

“E’ arrivato il momento di incontrarci per riprendere la discussione e per decidere le azioni parlamentari da intraprendere. Siamo state tanto zitte ed è una responsabilita’ che pesa su ciascuna di noi”. Con queste parole le deputate del Partito democratico annunciano la nascita del Coordinamento delle democratiche alla Camera. La decisione e’ stata presa in un incontro che si è svolto ieri al termine dei lavori dell’Aula nella Sala Berlinguer di Montecitorio. Incontro che una nota precisa avere avuto “carattere informale e interlocutorio” ed essere stato “occasione per un confronto ricco di riflessioni e proposte per affrontare ed uscire ‘insieme’ alle donne italiane dalla crisi politica, economica e culturale italiana”. Tra i temi affrontati, la rappresentanza delle donne nelle istituzioni, il lavoro, il ruolo delle parlamentari e la valorizzazione del loro contributo alla vita del gruppo e del partito. Una larga parte del dibattito, rendono noto le deputate, si è soffermato sull’analisi delle recenti vicende che hanno visto coinvolto il presidente del Consiglio e anche sull’episodio che ha avuto per protagonista Beppe Grillo al Senato, …

“Le bocche cucite e i drammi del mare”, di Roberto Monteforte

Si muore per mare. L’immigrazione troppo spesso è tragedia prima degli sbarchi, prima che i migranti debbano affrontare le durezze della loro esistenza lontano dalla patria d’origine. Si parla tanto del problema della sicurezza, della legalità. Si parla poco o nulla del destino di migliaia persone che mettono in gioco tutto, la propria dignità e la propria vita, e che finiscono per morire in quella striscia di mare che divide l’Africa dall’Europa. Le bocche dell’Occidente troppo spesso sono cucite. Far parlare i numeri drammatici delle statistiche di morte è un modo per far riflettere e infrangere il muro di indifferenza e di silenzio colpevole che circonda il destino di questi uomini e queste donne. Non sono suggestioni «buoniste». Lo dicono dati attendibili resi noti dalla Comunità di sant’Egidio. Nei primi quattro mesi del 2009, i morti nel Canale di Sicilia sono stati 339. In tutto il 2008 erano stati 642. Dal 1988 le morti documentate dalla stampa internazionale sono state 14.661, tra cui si contano 6.327 dispersi. Tanti sono senza nome. Un numero. Non è …

“Il governo si prepara a criminalizzare 600 mila badanti”, di Carlo Lania

Decine di migliaia di badanti irregolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese rischiano adesso di ritrovarsi disoccupate e di precipitare nella clandestinità. Una situazione drammatica, che inevitabilmente finirà per ripercuotersi – anche dal punto di vista penale – sulle famiglie che le ospitano e che proprio alle loro mani hanno affidato la cura e l’assistenza di anziani, familiari malati e bambini. E’ quanto accadrà tra pochi giorni, quando il Senato avrà definitivamente approvato il disegno di legge sicurezza che, tra le altre cose, introduce anche il reato di clandestinità. Per scongiurare questa possibilità, che da settimane angoscia migliaia di famiglie e di lavoratrici, nei giorni scorsi il Pd aveva presentato un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le circa 600 mila persone, tra badanti, colf e baby sitter che già oggi lavorano in Italia. Emendamento bocciato ieri dalle commissione Giustizia e Affari costituzionali al cui esame si trova il testo di legge, e dove sull’esigenza di mettere fine a una situazione paradossale, visto che riguarda persone fondamentali per l’assistenza familiare, …

“Le Quote Rosa secondo il Cavaliere”, di Natalia Aspesi

«Si è presentata al partito a marzo o aprile, ha chiamato il mio capo della segreteria dicendo che voleva candidarsi e l´abbiamo inserita come quota rosa, di cui c´è una percentuale da rispettare». Vero o non vero, l´ha dichiarato Salvatore Greco, ex deputato e coordinatore della lista di centrodestra “La Puglia prima di tutto” parlando di Patrizia D´Addario, la showgirl o escort che, come fosse Eva Kant, va alle feste, anche a quelle del premier, munita di registratore, si immagina micro data la piccante esiguità del suo abbigliamento serale, figuriamoci quello notturno. La frase, per smentire di essere stato lui a contattare per primo la intraprendente signora, dà alcune simpatiche conferme a notizie che si erano perse nell´incasinamento (per dire confusione) della politica italiana: 1) almeno a livello di partito o di elezioni comunali, in questo caso baresi, esistono ancora le famose Quote Rosa di cui si era persa traccia; 2) C´è una certa difficoltà (maschile) a trovare signore che abbiano tutti i numeri, di avvenenza e disponibilità, da remunerare inserendole nel gruppo QR; 3) …