Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Se ritorna l’idea di uguaglianza “, di Laura Pennacchi

Vi sono segni che la parola «eguaglianza» – con tutto il lessico di moralità politica che comporta – possa uscire dall’oblio in cui molti, anche a sinistra, prigionieri o subalterni della fallace ideologia neoliberista, l’avevano lasciata colpevolmente cadere. Trovano oggi accoglimento i moniti del cattolicodemocratico Ermanno Gorrieri e del liberaldemocratico Ronald Dworkin i quali, a lungo inascoltati, hanno considerato l’eguaglianza come «virtù sovrana» tra la libertà e la solidarietà. Se così è, non può sfuggirci che nei processi inegualitari provocati dal neoliberismo – e di cui la crisi economica mostra, negli ingiustificati supercompensi dei manager, gli effetti parossistici – agiscono non una ma due componenti. Siamo di fronte, infatti, a un duplice fenomeno: a) sul valore aggiunto diminuisce la quota dei redditi da lavoro – essa si riduce addirittura fra i 10 e i 5 punti in tutti i paesi sviluppati – e aumenta quella dei redditi da capitale; b) crescono le diseguaglianze fra le retribuzioni, lungo tutta la scala distributiva, ma con un peso decisivo esercitato dall’aumento di quelle dei ricchissimi. Dunque, vanno sottolineati …

DDL sicurezza: il PD chiede l’incostituzionalità del decreto

Riportiamo l’intervento del deputato Gianclaudio Bressa a sostegno della richiesta di incostituzionalità presentata durante la discussione alla Camera del ddl sulla sicurezza “Signor Presidente, siamo arrivati al dunque: oggi comincia l’esame del disegno di legge recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Si tratta di una proposta che contiene alcuni articoli relativi alla presenza degli stranieri in Italia. Alla fine ci siamo arrivati. Dopo uno stillicidio di parole d’ordine che hanno prodotto una retorica costruita su fatti ed opinioni che scaricano sugli stranieri la responsabilità di molti problemi; dopo, quindi, un linguaggio che produce razzismo, in ordine al quale non dovremmo mai dimenticare la grande lezione di Adorno che l’antisemitismo è un mezzo di comunicazione di massa, e il razzismo è un mezzo di comunicazione politica che questa maggioranza utilizza scientificamente; dopo uno stillicidio di norme sparse (dalle impronte digitali ai minori alla stretta sui ricongiungimenti familiari), alla fine siamo arrivati al nucleo fondante la vostra politica sull’immigrazione. Veniamo alla grundnorm, alla norma fondamentale: l’articolo 21 del disegno di legge, che voi rubricate «Ingresso e …

Per i diritti delle donne in Afghanistan

Il progetto di legge sullo status delle donne sciite non è conforme ai principi di uguaglianza sanciti dalle convenzioni internazionali e incoraggia la discriminazione e l’ingiustizia. È quanto afferma il Parlamento europeo, in una risoluzione votata a Strasburgo, che chiede al governo afghano di rivedere la legge e di abrogare tutte le norme che discriminano le donne, nonché di prendere tutte le misure possibili per proteggerle dalla violenza, specie sessuale. Di seguito il testo della risoluzione: Risoluzione del Parlamento europeo del 24 aprile 2009 sui diritti della donna in Afghanistan Il Parlamento europeo, – viste le sue precedenti risoluzioni sull’Afghanistan, in particolare quella del 15 gennaio 2009 sul controllo di bilancio dei fondi dell’Unione europea in Afghanistan , – vista la dichiarazione congiunta della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Afghanistan e della Wolesi Jirga (camera bassa del parlamento afghano), del 12 febbraio 2009, – vista la dichiarazione finale della Conferenza internazionale sull’Afghanistan, svoltasi all’Aia il 31 marzo 2009, – vista la dichiarazione del Vertice NATO relativa all’Afghanistan, pronunciata dai capi di Stato …

In Italia libertà di informazione sempre più ridotta

L’Italia è il fanalino di coda d’Europa in termini di libertà di stampa, in buona parte per la «situazione anomala a livello mondiale» sul piano della proprietà dei media. L’allarme arriva dall’organizzazione americana Freedom House, che nel proprio rapporto annuale sullo stato di salute degli organi d’informazione retrocede il nostro paese e punta l’indice sul ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, anticipando il rapporto ufficiale ‘Freedom of the Press 2009’ che verrà presentato al Newseum, il museo dell’informazione e del giornalismo a Washington. La classifica globale sulla libertà di stampa, relativa a 195 paesi, è diventata da anni uno dei principali prodotti di Freedom House, un’organizzazione non-profit indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, che ebbe come prima presidente Eleanor Roosevelt. Per il settimo anno consecutivo, la libertà …

Più lavoro per le donne

L’Italia ha la maglia nera in Europa per l’occupazione femminile. Solo il 46% delle donne riesce ad avere un impiego, nel continente sono il 57% e dovrebbero essere il 60% entro il 2010. Al Sud le donne occupate sono soltanto il 31%. A parità di mansioni, una donna può arrivare a percepire un compenso anche del 28% inferiore a quello dell’uomo. Questi i dati presentati oggi da Dario Franceschini insieme alla senatrice Vittoria Franco, ( qui l’intervento in PdNetwork della responsabile delle Pari Opportunità del Pd sulla proposta, dove potete lasciare i vostri commenti), durante la conferenza stampa per lanciare il disegno di legge di iniziativa popolare per favorire l’occupazione femminile e la condivisione e conciliazione tra cura e lavoro. “Berlusconi, con il suo stile di vita da miliardario ignora le donne italiane così come sono nella realtà – ha fatto notare il segretario del Pd – è nervoso e questo è comprensibile. E’ meglio non farlo innervosire ancora di piu. Berlusconi ha in mente un’Italia che non c’è. Cosa ne sa un miliardario, che …

“Medici sotto controllo. Una professione fuorilegge?”

 Forum all’Unità sulle norme che limitano e controllano il mestiere del medico. Intervengono Ignazio Marino Antonio Guglielmino Maurizio Marceca e Adriana Turriziani I rapporti tra una politica considerata troppo invasiva e i temi etici resi cruciali dalla velocità del progresso scientifico. Le difficoltà della professione sanitaria oggi in una società multirazziale, piena di paure, che una parte della politica cavalca per imporre nuove figure. Come il medico-spia, obbligato a denunciare i clandestini, o addirittura il “medico- assassino”, colui che, varato il ddl Calabrò, deciderà di staccare il sondino a un malato terminale. La scarsità, la disomogeneità territoriale e l’assenza di fondi per gli hospice in un Paese come l’Italia che pure punta a protrarre artificialmente la vita finché possibile. All’Unità ne abbiamo discusso con Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo; Antonino Guglielmino, ginecologo esperto in riproduzione assistita; Adriana Turriziani, radioterapista oncologa ed esponente della Società Cure Palliative; Maurizio Marceca, medico epidemiologo e della Sanità pubblica. L’analisi di quattro tematiche – il biotestamento, la Legge 40, l’obbligo di denuncia dei clandestini per i medici, lo …

“Immigrazione: drammi dei clandestini e la pietà che scompare”, di Ilvo Diamanti

Cambiano i tempi. Ma gli immigrati non si fermano. Nonostante governino forze politiche inflessibili e “cattive”: gli stranieri continuano ad arrivare. Da est e da sud. Per terra e soprattutto per mare. Con ogni mezzo. Barche, barchini, barconi e gommoni. Partono in tanti. Ogni giorno. Uomini, donne e bambini. E in molti non arrivano. Quel piccolo pezzo di mare che separa l’Africa dalla Sicilia è un cimitero dove giacciono un numero imprecisato di imbarcazioni e migliaia di persone. Gli stranieri continuano ad arrivare. Da est e da sud. Per terra e soprattutto per mare. Con ogni mezzo. Barche, barchini, barconi e gommoni. Partono in tanti. Ogni giorno. Uomini, donne e bambini. E in molti non arrivano. Quel piccolo pezzo di mare che separa l’Africa dalla Sicilia è un cimitero dove giacciono un numero imprecisato di imbarcazioni e migliaia di persone. Persone? Per definirle tali dovremmo “percepirle”. Invece non esistono. Sono “clandestini” quando si mettono in viaggio e quando riescono ad entrare nei paesi di destinazione. Ma anche quando vengono ammassati nei Cpa. Migranti perenni. Non …