Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Gli Stellati che non brillano in Educazione", di Beppe Severgnini

«Per sfuggire ai giornalisti, ai cameramen e ai fotografi che lo inseguivano a bordo di moto e scooter, l’auto di Beppe Grillo, uscita dal Quirinale, è passata 3-4 volte col rosso, ha preso la corsia preferenziale di corso Rinascimento e ha effettuato un paio di inversioni a U dove non era consentito». Dettaglio della cronaca di ieri, che sottoponiamo agli elettori del Movimento 5 Stelle. Si fossero comportati così Berlusconi, Bersani o Monti avreste detto, giustamente: l’arroganza del potere davanti alle regole. Poiché lo ha fatto Beppe Grillo, nessuna obiezione. O almeno non ne abbiamo ancora lette, tra le migliaia di commenti sulla giornata. Anzi: traspare un certo orgoglio davanti alle gesta del capo, campione di slalom urbano e variazioni democratiche (a quale titolo era al Quirinale? Non si sa). Grillo capisce di comunicazione, non c’è dubbio. Ma quello che capisce lui ormai lo abbiamo capito anche noi. L’uomo ha intuito il valore della scarsità in tempi di eccesso. Meno si fa sentire, più viene ascoltato. Meno si fa vedere, più diventa prezioso. Le fotografie …

"Doppio allentamento del patto", di Eugenio Bruno

I sindaci si aggiudicano la battaglia sul patto di stabilità interno. Stando agli annunci del Governo, i primi cittadini potranno sforare per pagare le imprese. Ma per sapere se hanno vinto anche la guerra bisogna attendere che arrivi il decreto. Solo allora si capirà se l’allentamento dei vincoli sarà totale o parziale. Al momento questa certezza non c’è. E non è un dubbio da poco perché solo nel primo caso gli enti locali potranno usare tutti gli 11 miliardi (9 dei Comuni e 2 delle Province) bloccati. Il sì del Consiglio dei ministri al piano da 40 miliardi in due anni per il pagamento dei debiti delle Pa arriva mentre la manifestazione “Italia fondata dal lavoro. Pagare le imprese per sbloccare il Paese” – organizzata ieri dall’Anci e dall’Ance al cinema Capranica di Roma – sta volgendo al termine. E i 750 amministratori con fascia tricolore stanno lasciando la sala insieme ai rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria e ai neoparlamentari che hanno appoggiato l’iniziativa. L’ok dell’Esecutivo giunge poco dopo l’apertura di credito …

"L'onore perduto della diplomazia", di Francesco Merlo

Dignità voleva che questi nostri poveri marò tornassero in India rispettando la parola data perché pacta sunt servanda soprattutto per i soldati scelti. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ci tornano invece sbertucciati, piegati dal fardello di un disastro diplomatico. Esposti alla gogna per colpa soprattutto di un ministro degli Esteri che ha cercato di costruire sulla loro fuga un futuro politico, ed eventualmente anche elettorale, a destra. E non stiamo parlando della destra dei valori e della patria, la destra dei tratti eroici, che so?, del duca d’Aosta o di Cesare Battisti o di Enrico Toti, ma della destra badogliana del “tutti a casa”. Il ministro Terzi e il suo sodale Di Paola, ministro della Difesa, – nientemeno un ammiraglio che ha studiato al Morosini! – hanno infatti trasformato questi due apprendisti eroi in una coppia di esodati, esponendoli adesso, con il ritorno obbligato, al pericolo vero, il pericolo peggiore per un soldato e per un governo: il disonore. Solo ora infatti il processo diventa a rischio, perché i nostri due “marines”, vale a dire …

"La strada stretta", di Massimo Giannini

La missione che oggi il Capo dello Stato affiderà a Bersani è ai limiti del temerario. Costruire la Terza Repubblica su una piccola maggioranza «da combattimento» e due grandi minoranze «di blocco». Il leader del Pd deve tentare un «governo strano», che per nascere ha bisogno di non essere sfiduciato dal Pdl e per durare ha bisogno di non essere impallinato dall’M5S. Un’equazione quasi impossibile, per l’aritmetica e per la politica. Ma l’unica in campo, per evitare il ritorno alle urne. Al termine di un giro di consultazioni che non sono bastate a diradare i «banchi di nebbia» paventati fin dall’inizio dal presidente della Repubblica, è logico e giusto che Napolitano dia l’incarico a Bersani, sia pure con riserva. Ed è logico e giusto che lui ci voglia provare: è pur sempre il «vincitoresconfitto » nel voto del 24 febbraio. In questa veste (già di per sé molto scomoda) la strada che il segretario dei democratici deve percorrere si fa sempre più stretta e pericolosa. Si muove tra due paletti, resi espliciti dall’esito degli incontri …

"L’ultima trincea del convitato di pietra", di Claudio Tito

In questa difficile crisi politica giocata quasi integralmente sul ruolo del presidente della Repubblica Napolitano e sul possibile incarico al segretario del Pd Bersani di formare il governo, c’è un convitato di pietra con cui tutti sono costretti a fare i conti. Ossia Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl al momento non è seduto intorno al tavolo che dovrà decidere le sorti del futuro esecutivo e di questa zoppicante legislatura. Eppure la sua ombra si sta già stendendo sulle soluzioni più nefaste. L’ex premier ha rappresentato un vero e proprio tappo che ha impedito per vent’anni il rinnovamento e il cambiamento della politica, a destra e a sinistra. Una volta saltato, il primo effetto è stata l’esplosione dell’antipolitica, della demagogia, del grillismo e del populismo più virulento. Eppure, in un quadro parlamentare tanto debole e frammentato il Cavaliere si gioca il tutto per tutto per riconquistare un ruolo. Con un obiettivo prioritario: tornare, appunto, a sedersi al tavolo delle decisioni. Non sono più importanti le cariche o le poltrone. Non si tratta più di discutere …

"Al Megafono gli esempi altrui non bastano mai", di Toni Jop

A gridare “E le Foibe?” non è ancora arrivato, ma promette bene: ieri Grillo ha sparato contro i Presidenti di Camera e Senato colpevoli di aver fatto sapere al paese che hanno deciso di tagliare i propri appannaggi del trenca per cento. Il Megafono non ha detto: è apprezzabile. No, ha reagito come chi crede di aver fiutato puzza di bruciato, l’odore sgradevole di una manovra tutta immagine e poca sostanza. «Non è spiegato», scrive Grillo, dove opera il taglio «e questo è un particolare importante»: vuol dire che hanno preferito evitare la chiarezza e quindi stanno trotterellando disinvolti su un buco nero? Non contento, rilancia: comunque, i due presidenti devono farsi carico di provvedere a far dimezzare gli stipendi dei parlamentari e a far cancellare i rimborsi elettorali. Suggerendo, in sostanza: non credano di farla franca o di incantare con un colpo di teatro di dubbia efficacia. Bravo, così si fa quando si è all’angolo, così fa il lupo quando qualcuno lo riconosce sotto la vestaglia della nonna. Infatti, siamo ancora qui ad aspettare …

"Il grido dei sindaci: ora i fondi per la crescita", di Laura Matteucci

I Comuni tornano a farsi sentire. E con loro, imprese e sindacati. Insieme, chiedono lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti del- le aziende, almeno 9 miliardi da «liberare» subito per impegnarli in investimenti e opere. Per questo, l’Anci ha organizzato un’iniziativa pubblica, stamattina a Roma, aperta alle parti sociali, ai soggetti istituzionali ed associazioni, in contemporanea con il Consiglio nazionale dell’associazione. «Senza risposte concrete da parte del presidente Monti – dice l’associazione dei Comuni – entro la prima metà di aprile chiederemo ai Comuni di autorizzare tutti i pagamenti dovuti, utilizzando un modello di delibera con l’obiettivo di garantire la coesione sociale e i servizi essenziali delle comunità». Secondo il presidente Anci, Graziano Delrio, per questo non serve l’autorizzazione da Bruxelles. «Il governo faccia un decreto che autorizzi i pagamenti alle imprese e non troverà alcuna opposizione in Parlamento». Una delegazione dell’Anci incontrerà anche il presidente del Senato, Piero Grasso. Una questione sempre più pressante, sulla cui urgenza anche il ministro del Tesoro, Vittorio Grilli, si dice d’accordo. «Dopo il via libera …