"Il Pilota Automatico nei palazzi del potere", di Barbara Spinelli
SI È creata d’improvviso quiete, il 7 marzo all’Eurotower di Francoforte, quando Mario Draghi ha parlato dell’Italia. Il Presidente della Bce ha il carisma dello statista che non conosce intranquillità, e quasi ironizza sull’«eccitazione dei politici e dei giornalisti» di fronte ai verdetti delle urne. I giornalisti in sala stampa ridono, grati a chi li deride. Il messaggio è stato presto interpretato come un elogio della democrazia, imprevedibile di per sé: «I mercati sono stati meno impressionati dei politici e di voi giornalisti. Capiscono che viviamo in democrazia. Siamo 17 paesi, ognuno ha due turni elettorali, nazionali e regionali, il che fa 34 elezioni in 3-4 anni: penso sia questa la democrazia, a noi tutti assai cara». Ecco uno che dice pane al pane – è stato detto – e non si eccita per lo strepitoso successo di Grillo: qui da noi c’è crisi di nervi, ma non lontano, nell’Unione, tutto è come nel canto di Goethe sugli alberi che svettano verso il cielo notturno: « Su tutte le cime, è pace; in ogni chioma, …
